Nel 1923 il fascismo si presenta a Borgo San Donnino con la prima manifestazione in Piazza Garibaldi dove il palco venne eretto. Nello stesso anno 1923, il 17 giugno, il Duce visiterà Borgo San Donnino e gli fu tributata accoglienza trionfale. Quattro anni dopo, nel 1927, verrà completata la fascistizzazione della città che assumerà appunto il nome di Fidenza che tuttora porta.
Il 23 giugno il Risveglio, allora giornale popolare, pubblicherà in una pagina interna la cronaca dell'avvenimento, il momento più esaltante viene così immortalato:
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Alle 7.40 egli giunge sulla Piazza
Garibaldi, rigurgitante ed acclamante. Nell'atrio Municipale gli vengono
offerti mazzi di fiori dagli orfani di guerra e dai piccoli Balilla. Visibilmente commosso, bacia in ringraziamento
uno dei piccoli offerenti. Nella retrostante Piazza Pontida raccoglie gli
ufficiali della Milizia, ai quali, presentati dal Maggiore Terruzzi, rivolge
loro brevi parole di congratulazione e di incitamento.
Salito alle sale Municipali, gustosamente
adorne per la solenne cerimonia, riceve l'omaggio di S. E. Mons. Nostro
Vescovo, della rappresentanza del Clero e del Capitolo, del Consiglio Comunale,
della Deputazione Provinciale, dei Sindaci del Circondario, nonché da una
rappresentanza delle Vedove di guerra, dei Mutilati e Combattenti ed i
Presidenti degli Istituti locali. Insistentemente chiamato da acclamazioni
l'on. Presidente si affaccia al balcone Municipale e pronuncia ascoltassimo il
seguente discorso:
“Camicie nere! Cittadini! Popolo lavoratore!
La mia giornata comincia in un modo che io posso chiamare superbo, poiché
superbo è lo spettacolo che mi avete offerto. Fiero il portamento della
Milizia; fiero il portamento dei vostri Sindacati! Ho avuto ancora una volta
l'impressione di una rinascita magnifica, di una primavera gagliarda dello
spirito italico. Sono ammirato e commosso. Quello che ho detto poco fa agli
ufficiali vostri, lo riporto a voi, Camice nere: sono sicuro che se sarà
necessario di riprendere la marcia, le legioni della Valle Padana vorranno
essere ancora una volta all'avanguardia. Viva l'Italia! Viva il Fascismo!” |
Grazie infinite, Ambrogio, per questo pezzo di cronaca centenaria appassionata e riverente, da conoscere e meditare...
RispondiEliminaQuando la Storia si imparava giorno per giorno a scuola:
RispondiEliminaDal diario di mio padre, anno scolastico 1926/1927 - 21 aprile
"Il 21 Aprile è festa civile, cioè il Natale di Roma, è il giorno in cui Romolo ha fondato la città eterna. Attaccò all'aratro il toro e la vacca, per fare le fondamenta alle mura....Il toro alla destra e la vacca a sinistra...il toro rappresentava l'uomo forte e laborioso e la vacca l'umile donna che doveva custodire i figli.....Questo avvenne settecentocinquantatrè anni avanti Cristo.
...non si poté fare il corteo perché tutte le autorità sono andate a Mantova ....per l'inaugurazione al monumento a Virgilio."
( Lasciando da parte i riferimenti ideologici del momento, in questo modo gli alunni imparavano la Storia e la trasmettevano: ancora bambina sapevo che un certo paese di nome Borgo San Donnino, per decisione di Mussolini era diventato Fidenza, ciò che non sapevo era che ne sarei diventata cittadina...)