sabato 8 febbraio 2020

La stagione delle grandi demolizioni


Avviata dalla sofferta demolizione, agosto 2008, della palazzina Panini di Via Gramsci, la città di Fidenza ha vissuto pochi anni dopo un'intesa attività demolitoria che ci ha lasciato due ferite nel tessuto urbano: al centro tra Piazza Verdi e Piazza Pontida, in prossimità del centro storico tra Via Primo Maggio e Via Berenini (ex-ospedale), Diverso il risultato dell'altra grande demolizione di Via Porro che ha interessato le palazzine delle cosiddette Case Nuove.  







13 commenti:

  1. Marisa Guidorzi8 febbraio 2020 21:30

    Che ne è stato dei grandi progetti della piazza svelata?

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    1. Marisa, io ho fatto il Ginnasio, qui a Fidenza, dal 1958 al 1960, e il piazzale della stazione, nella sua bella semplicità, mi piaceva moltissimo, così come tutto il percorso, fino alle Medie, con le due aule al pianterreno.

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  2. Marisa Guidorzi13 febbraio 2020 00:38

    Come la stazione anche le vecchie scuole restano a testimonianza di progetti solidi, importanti e forti: comunicazione e cultura. Da ciò che resta incompiuto e abbandonato potremmo dedurre , invece, una visione incerta e rassegnata del futuro di chi non sa più creare e neppure sognare.

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    1. Marisa, io mi ricordo la mitica Confetteria, in piazza Garibaldi. E acquistavamo scarpe da Bersani, padre e figlia. Al Ginnasio avevo come preside la prof Grigato Bernazzoli, amica di mia madre, e come compagne le prof Pico e Finardi

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    2. Marisa Guidorzi15 febbraio 2020 00:11

      Nella mitica Confetteria entrai per le mie bomboniere, da Rusconi per le pentole e da Canè per le mie tende...è rimasto solo il ricordo. Anna Maria e Luciana per fortuna ci sono ancora.

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    3. Dovremmo una volta riunirci tutti, per un lungo Amarcord.

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  3. Sbaglio o la confetteria di chiamava "Unica"?

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    1. Sì, si chiamava così, e anch’io ci ho comperato, come Marisa, le bomboniere per il matrimonio. Non mi ricordo però della Rocca. Cn mia madre andavamo spesso a casa delle prof Baruffaldi e Zucchi, la nonna di Brunetto. E avevamo acquistato mobili da un milanese, Balzarotti, con un occhio di vetro, che aveva un negozio di arredamento mi pare in Via Berenini.

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    2. Lì vendevano i prodotti dolciari inimitabili della Venchi Unica Talmone, di Torino. .

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  4. Il negozio di mobili era proprio in Via Bernini, che ai tempi era ancora un "salotto". La Pasticceria Gallicani! Adesso viene da piangere.

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    1. Scusate se insisto, anche se sono di Salso. Ma là in tempo di stagione era strapiena di forestieri ed era sempre un po’ falsa. Fidenza era calma e genuina, molto più country, a me piaceva. Ho comperato, alla Casa della plastica, non so quanti modellini di camion, gru, carri armati, jet, per la mia prima figlia, e Barbie e Ken per la seconda, che li faceva regolarmente a pezzi. Il proprietario era gentilissimo. Quando se ne andò, mi spiacque sinceramente. E le prime pizze dal sempiterno Felice?

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  5. i miei ricordi sono meno storici come le ore passate davanti al Coppola e Malibù per organizzare la serata, i giri in macchina su e giù per via gramsci e intorno alla fontana in stazione e come è capitato essere fermati dal vigile che si era stufato di vederci passare e ripassare, mangiare il gelato sulle panchine dell'aiuola fatta sparire per costruire le torri ascoltando le storie di Manghi e dargli mille lire per "un caffè/bianchino".
    tornando alla piazza della stazione era il punto di ritrovo di tutti favorito molto probabilmente dal parcheggio, ora purtroppo rimane una landa desolata.............

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    1. Ero già a Fidenza, ai tempi del Coppola e del Malibu, che c’era anche a Soragna, gelati superlativi. Dal Coppola andavo solo per trovare i numeri di telefono , aveva le guide di tutta Italia. Non sono mai stato un frequentatore di bar. Ma è tutto cambiato, in pochi anni, i negozi più caratteristici sono scomparsi. Resistono, da tempi preistorici, con padroni fossilizzati, Negrotti e Magnani. La sera entrano in frigo e lì cavano fuori all’orario di apertura. Negrotti ha ancora biscotti della regina Vittoria e Magnani rasoi elettrici usati dal giovane Churchill.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi