lunedì 25 agosto 2025

Mercoledì 27 agosto a Pieve Cusignano proiezione del film “Riso amaro”

Mercoledì 27 agosto a Pieve Cusignano proiezione del film “Riso amaro” di Giuseppe De Santis.
Il lavoro conematografico è ambientato nel Vercellese, racconta il tentativo di appropriarsi del raccolto di riso da parte di due malviventi che però verranno scoperti. E’ il film che rivela Silvana Mangano non solo come attrice, ma anche protagonista di una canzone di successo in tutta Italia.

Inizio ore 21.00 con ingresso gratuito

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“Cielo neorealista”,  una proposta di "Esterno Notte
 

“Cielo neorealista”: 5 film riscoperti da Esterno Notte
Appartengono a una felice stagione del cinema italiano

Per l’ultima decade di agosto la rassegna “Esterno Notte” ha tenuto in serbo una sorpresa destinata non solo agli appassionati della settima arte, ma a un pubblico più vasto.
“Cielo neorealista” è il titolo di un ciclo composto da 5 film che ci fanno riscoprire autori e opere appartenenti a una delle stagioni più felici del cinema italiano. 

Si comincia mercoledì 20 agosto nella frazione di Santa Margherita dove verrà proiettato “Ossessione” di Luchino Visconti, dove una donna commissiona all’amante l’omicidio del marito mascherandolo come incidente d’auto. Ma l’epilogo sarà tragico.
Visconti viene dall’esperienza francese accanto al regista Jean Renoir del quale è stato stretto collaboratore. La sequenza iniziale del film è un omaggio a colui che sarà insieme a Clair, Carné e Duvivier uno dei protagonisti della rinascita del cinema d’Oltralpe.

Giovedì 21 agosto, presso il cortile del Municipio, è la volta di “Sciuscià” di Vittorio De Sica: è la storia comprare un cavallo tutto per loro e per raggranellare i soldi si fanno invischiare in “lavoretti” poco puliti.
Finiti nel carcere minorile, uno dei due morirà nel tentativo di fuggire.

Vittorio Gassman and Silvana Mangano in Riso amaro (1949)

Segue mercoledì 27 agosto nella frazione di Pieve Cusignano “Riso amaro” di Giuseppe De Santis: ambientato nel Vercellese, racconta il tentativo di appropriarsi del raccolto di riso da parte di due malviventi che però verranno scoperti. E’ il film che rivela Silvana Mangano non solo come attrice, ma anche protagonista di una canzone di successo in tutta Italia.

Giovedì 28 agosto e martedì 2 settembre le proiezioni tornano presso il cortile del Municipio con due capolavori di Roberto Rossellini: il primo, “Paisà”, racconta sei storie durante il secondo conflitto mondiale dallo sbarco alleato in Sicilia fino alla lotta partigiana lungo il delta del Po; il secondo, “Roma città aperta”, vede nella capitale ormai occupata dai nazi-fascisti la resistenza eroica della popolazione che si oppone all’invasore. In primo piano un prete interpretato da Aldo Fabrizi, fucilato alla fine che riecheggia il sacrificio di don Giuseppe Morosini; un attivista comunista che viene torturato dai nazisti (una delle sequenze più sconvolgenti del film); e una popolana coraggiosa interpretata da una straordinaria Anna Magnani, candidata all’Oscar.

L’inizio delle proiezioni è fissato per le ore 21. L’ingresso è gratuito.


IN PRECEDENZA

OSSESSIONE . Il film di Luchino Visconti che non piacque al regime, mercoledì 20 agosto in prima serata

"Siamo nel 1943. Un giovane regista e sceneggiatore italiano di famiglia nobile fa il suo esordio dietro alla macchina da presa. Il film? Ossessione, tratto dal romanzo di James Cain, lo stesso autore de Il postino suona sempre due volte, dal quale sono stati ricavati in seguito svariati adattamenti cinematografici: su tutti la versione del 1946 diretta da Tay Garnett con Lana Turner e John Garfield. Ma, l’importanza di Ossessione – ancor prima che per il suo intrinseco merito artistico, che pure è di notevole rilievo – risiede nel fatto che, con esso, si tende a far coincidere l’inizio del Neorealismo propriamente detto.
Luchino Visconti, fin dalla sua opera prima, si rivela grandissimo cantore dell’Italia rurale; quell’Italia punteggiata da cittadine sovraffollate con stradine sterrate, spacci a gestione famigliare e tanti sogni nel cassetto. Ma l’impulso innovativo di Ossessione risiede nel realismo – appunto – dirompente della pellicola, nella secchezza assoluta dello stile, volto ad elevare a protagonisti della scena i due personaggi principali (Gino e Giovanna), con le loro ossessioni, incertezze e – soprattutto – il loro travagliato amore."  MP

«Questa non è l’Italia», e già all’anteprima Vittorio Mussolini prese le distanze dal film che in realtà aveva protetto nella fase realizzativa. In effetti non era l’Italia che il cinema edulcorato e autocelebrativo che il regime imponeva. Il film verrà poi rifiutato dal nuovo potere fascista di Salò che dopo la presentazione a Milano ne ordinò la distruzione.

Fortunatamente Visconti conservò una copia del negativo, grazie alla quale il film ha potuto riprendere a circolare negli anni successivi alla bufera della guerra.



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