martedì 29 aprile 2014

Sogno borghigiano di Franco Bifani


I have a burgsan dream

E perciò, concittadini miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di queste elezioni, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno italiano: che un giorno questa cittadina si leverà in piedi e vivrà, fino in fondo, il senso delle sue convinzioni. Noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti i borgzàni sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che, un giorno, sulle rosse colline di Siccomonte, i figli di coloro che, un tempo, furono contadini e i figli di coloro che, un tempo, possedettero quelle terre, sapranno sedere insieme al tavolo del Consiglio Comunale.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo Stato di Castione Marchesi, colmo della presenza di Germano Meletti, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina rimarrà verdeggiante, i "Torragli" saranno fatti piani e le rotonde tortuose raddrizzate e la gloria del Sindaco si mostrerà e tutti i cittadini, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso la tavola da pranzo.
Con questa fede saremo in grado di strappare Cabriolo e il Viale dei Gelsi alla cementificazione. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra Borgo in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare, pregare e lottare insieme. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Borgo sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra

dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino della Via Francigena, da ogni pendice di collina risuoni la libertà; e se Fidenza vuole essere una grande cittadina, possa questo accadere.
E concludendo, io sogno che, chiunque sia a sedersi sullo scranno di Sindaco, venga poi organizzato un amichevole banchetto di riconciliazione, con un menu ad hoc, di cui posso solo azzardarmi a dare qualche suggerimento. Dopo un Amoruso Benvenuto a tutti, costolette di Aiello, in salsina Parizzi e Rigoni, Manzotti e Galli, Alessia o arrosto, crostata di Meletti, Gambarini in salsa rosa, Sardone ripiene, Gnecchi al gorgonzola; ciò per non scontentare nessuno. E da bere, lambruschi rossi, rosè e bianchi, esclusivi e raffinati, dei Cantini Ceci.

Martin Luther Biffo

5 commenti:

  1. Molto simpatica e divertente. Bràu Bifén.

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  2. Aglio, salvia e pepe fino,
    sal, prezzemolo e buon vino,
    se il miscuglio non si falsa,
    forman sempre buona salsa

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  3. Germano Meletti30 aprile 2014 18:56

    Grande Biffo, ti riconosco le tue simpatiche battutine tra le righe, ma un capolavoro come questo non l'avevo mai visto sotto tue firme o pseudonimi. Bellisimo e ti ringrazio di avermi reso parte in questa bellissima e spiritosa sequenza. Ciao Prof Frank Bif

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  4. Franco Bifani1 maggio 2014 09:31

    Mi scuso per aver scritto che ho un sogno borghigiano, concittadini, nostra Borgo, dove morirono i miei padri; io non sono dio Borgo, vengo da Salso, quindi, sono uno straniero, un immigrato solo tollerato, perché innocuo.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi