domenica 1 gennaio 2012

A proposito di partecipate: il caso Comeser

Il filmato propone la lettura, da parte del Sindaco, del rapporto del presidente Leoni della S. Donnino Multiservizi, partecipata direttamente dal Comune di Fidenza, sulla gestione 2011 della Comeser di cui la S. Donnino detiene ora il 10% del capitale. 

La società Comeser prevede di chiudere in utile il bilancio 2011, altri dati gestionali riguardano la riduzione dell'indebitamento (600.000 Euro) e l'aumento del 35% delle utenze attivate.  
Il Sindaco Cantini e il Vicesindaco Tanzi possono ritenersi soddisfatti di aver tolto, attraverso la cessione di quote a privati, un pesante macigno che gravava totalmente sul bilancio comunale e che non rientrava negli scopi istituzionali dell'ente. La chiarezza e brevità del filmato ci esime dal proporne la trascrizione.
In coda al rapporto emergono comunque alcune perplessità circa la passata gestione che potrebbero configurare l'ipotesi di azione di responsabilità verso i precedenti amministratori di nomina politica.


Questo il post precedente relativo alla cessione di una consistente quota azionaria a privati:


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OGGI COMESER, DALLE STALLE ALLE STELLE

Nel 2009 le quote di Comeser erano ripartite tra San Donnino Multiservizi (società del Comune di Fidenza) che ne possedeva il 62,5%, Busseto Servizi che ne possedeva il 32,5% e Ascaa con il 5%. Dall’approfondimento delle dinamiche legate a Comeser e dalla verifica del suo ciclo economico dalla fondazione, l’Amministrazione  Cantini ha potuto accertare che nel 2009 la società risultava indebitata per 2.700.000 euro, di cui 2 milioni di euro verso le banche, garantiti da fideiussione dalla sola San Donnino Multiservizi. Nel 2008 era stato chiesto a San Donnino Multiservizi di aderire a un aumento di capitale e di salire all’80% di partecipazione azionaria con il mantenimento delle lettere di patronage: una misura considerata indispensabile dall’allora presidenza di Comeser per la sopravvivenza della società. «La giunta Cantini, dopo le verifiche del caso, deliberò di non aderire alla richiesta, se non alla condizione di ridurre la propria partecipazione tramite San Donnino Multiservizi e richiamando gli altri soci a fare la loro parte, aumentando la loro quota azionaria. – ha spiegato il vicesindaco e assessore alle Società partecipate, Stefano Tanzi - Con atto di Giunta si è formalizzata tale scelta politica e nel 2010, oltre alla volontà di vendere a soggetti privati una quota non inferiore al 51%, si è aderito al previsto aumento di capitale, riducendo la quota azionaria di San Donnino Multiservizi e salvaguardando al tempo stesso il piano occupazionale». Alla fine del 2010 il nuovo assetto societario vedeva San Donnino Multiservizi con il 50%, Ascaa con il 30% e Busseto Servizi con il 20%. Da allora è iniziato un iter molto sofferto e complicato, nel corso del quale è stato creato un tavolo tecnico (composto dal vicesindaco e assessore alle Società partecipate del Comune di Fidenza, Stefano Tanzi, dal presidente dell’Unione Terre Verdiane e dai presidenti delle società socie) che ha valutato le varie manifestazioni d’interesse da parte di privati. Tra le condizioni primarie, oltre alla continuità aziendale e alla salvaguardia dell’occupazione, l’Amministrazione aveva indicato necessario ridurre drasticamente la partecipazione di San Donnino Multiservizi e, contestualmente, una ripartizione del debito garantito verso le banche anche da parte degli altri soci. «Oggi, dopo un lavoro durato circa due anni, con la vendita a soggetto privato dell’80% di Comeser, l’amministrazione comunale ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissata: la quota azionaria di San Donnino Multiservizi in Comeser è passata al 10%, la quota di debito garantita da San Donnino Multiservizi (e quindi dal Comune di Fidenza) è passata da 2 milioni di euro a 500mila euro», ha detto il vicesindaco Tanzi. L’operazione ha comunque garantito il mantenimento dell’occupazione, con distribuzione del 5% degli eventuali utili sulle retribuzioni dei dipendenti in ragione di un importo massimo pari a due mensilità. Il nuovo assetto societario di Comeser vede i privati con l’80% delle quote, San Donnino Multiservizi con il 10%, Ascaa con il 6% e Busseto Servizi con il 4%. «Comeser si trovava in condizioni critiche. Abbiamo lavorato sodo per ridurre i costi e i debiti, arrivando a limitare l’indebitamento a un milione di euro, contro i quasi tre milioni del 2009. Abbiamo individuato dei soci giovani e brillanti con una spiccata imprenditorialità. Nei primi 6 mesi Comeser ha già registrato degli utili e la volontà è quella di portare il territorio a guardare Comeser con interesse imprenditoriale e non più assistenziale», ha detto il presidente di San Donnino Multiservizi, Gianarturo Leoni. «Ascaa ha dimostrato di credere nelle potenzialità di Comeser aumentando in un primo tempo la sua quota azionaria al 30% e poi adoperandosi, anche nella ricerca di soci privati, per un piano industriale più realistico, una gestione manageriale della società e la possibilità di rinegoziazione del debito», ha commentato il presidente di Ascaa, Claudio Bernardini. «Dalla prima analisi commissionata sono emerse le enormi potenzialità di Comeser, che necessitava però di un radicale cambiamento organizzativo. In questi primi sei mesi abbiamo avuto un riscontro molto positivo, registrando anche un aumento di clienti. La strategia aziendale prevede un aumento di copertura della rete a fibra ottica, l’incremento dei servizi per le aziende, servizi di videosorveglianza», ha concluso il consigliere e socio di maggioranza di Comeser, Gianluca Scarazzini


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