giovedì 5 luglio 2018

Omissione di soccorso

"Ma l'Europa che chiude porti e frontiere, che fa la controrivoluzione con campi di espulsione e di detenzione (di "ancoraggio"!) dentro e fuori i confini del proprio territorio, è veramente l'Europa, è cioè quella "idea d'Europa" che corrisponde all'immaginario di un italiano, di un francese, di un berlinese quando sente parlare d'Europa?" ... leggi ....

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OMISSIONE DI SOCCORSO


Una cronologia disumana

29 giugno
103 persone annegate al largo di Garabulli (Libia) tra cui 3 bambini

1 luglio – (Fonte Alto commissariato ONU per i rifugiati)
63 dispersi in mare al largo di Zwara (Libia) 

2 luglio – (Fonte Alto commissariato ONU per i rifugiati)
114 dispersi in mare al largo delle coste libiche
276 rifugiati e migranti riportati a Tripoli 

3 luglio (fonte Guardia costiera libica)
6 persone annegate al largo di Garabulli (Libia)

In questi giorni tristi per le “civili” nazioni europee, tra cui anche l’Italia, di fronte a un continuo stillicidio di morti dovuti, possiamo dire, a un’omissione di soccorso in attesa (!!!) che l’Europa decida il da farsi, si sono levate alcune voci significative che, condividendole, vogliamo rilanciare dal nostro sito:

• Rompiamo il silenzio sull’Africa, è l’appello lanciato da Alex Zanotelli, padre comboniano, che richiama l’esigenza di informare sulle tragedie che colpiscono vari paesi dell’Africa per conoscere le cause che costringono le popolazioni a questo esodo biblico;

• Incapaci di mantenere le tradizioni umane del nostro Continente, potrebbe essere il titolo della lettera aperta che il vescovo Bettazzi ha inviato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

• Una maglietta rossa per fermare l’”emorragia di umanità”Don Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha lanciato un appello perché sabato 7 luglio tutti indossiamo una maglietta rossa, rosso come un semaforo che ci invita a fermarci per riflettere per metterci nei panni dei migranti che spesso vanno a morire sui barconi.
Ma subito, a mo’ di copertina di questo dossier, vogliamo trascrivere questo testo (poesia/canzone) di un capo scout, dedicato ai 100 morti in mare il 29 giugno;  morti affogati in attesa di una nave che li salvasse. (V)
*** *** ***
SE FOSSE TUO FIGLIO 

29 giugno 2018
Dedicata a i 100 morti in mare, morti affogati
in attesa di una nave che li salvasse.

Se fosse tuo figlio
riempiresti il mare di navi
di qualsiasi bandiera.


Vorresti che tutte insieme
a milioni
facessero da ponte
per farlo passare.


Premuroso,
non lo lasceresti mai da solo
faresti ombra
per non far bruciare i suoi occhi,
lo copriresti
per non farlo bagnare
dagli schizzi d’acqua salata.


Se fosse tuo figlio ti getteresti in mare,
uccideresti il pescatore che non presta la barca, urleresti per chiedere aiuto,
busseresti alle porte dei governi
per rivendicare la vita.


Se fosse tuo figlio oggi saresti a lutto,
odieresti il mondo, odieresti i porti
pieni di navi attraccate.


Odieresti chi le tiene ferme e lontane
Da chi, nel frattempo
sostituisce le urla
Con acqua di mare.


Se fosse tuo figlio li chiameresti
vigliacchi disumani, gli sputeresti addosso.
Dovrebbero fermarti, tenerti, bloccarti
vorresti spaccargli la faccia,
annegarli tutti nello stesso mare.


Ma stai tranquillo, nella tua tiepida casa
non è tuo figlio, non è tuo figlio.

Puoi dormire tranquillo
E sopratutto sicuro.


Non è tuo figlio.

È solo un figlio dell’umanità perduta,
dell’umanità sporca, che non fa rumore.

Non è tuo figlio, non è tuo figlio.

Dormi tranquillo, certamente
non è il tuo.


Sergio Guttilla
Capo Scout Agesci nel gruppo Bolognetta1, ogni tanto scrivo poesie e canzoni, suonicchio chitarra e pianoforte.

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3 commenti:

  1. Marisa Guidorzi6 luglio 2018 01:18

    Di fronte a questo movimento migratorio che ai più arriva come sorpresa, mentre "i sapienti "da anni sapevano che sarebbe accaduto, le opinioni sembrano schierarsi su due fronti: accoglienza sì, accoglienza no, purtroppo spesso più per un'emotività di superficie, che per consapevole e responsabile riflessione.
    Non sono tuttavia disposta ad accettare certi giudizi sulle posizioni e sulle perplessità altrui che la questione suscita, da qualsiasi parte vengano.
    È un problema di coscienza individuale che tocca la sfera personale e tutte le opinioni vanno rispettate.
    È facile lasciarsi coinvolgere da ciò che vediamo e sentiamo, ma il Bene, l'Amore, la Carità cristiana non si nutrono con le parole e la commozione , hanno bisogno di un'opera costruttiva e produttiva.
    Se non ne abbiamo la forza, meglio l'umiltà del silenzio.

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  2. NeSe ne parla anche quì:

    http://www.francocardini.it/edizione-straordinaria-2/

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  3. Questa Europa e’ la stessa che negli anni cinquanta rimando’ indietro i rifugiati pilitici jugoslavi, che fuggivano dal regime di Tuto, e andarono a morire nei lager. la stessa che rimando in Russia i disertori dell’armata rossa non a centinaia, ma a milioni, che morirono nei lager di Stalin, o fucilati direttamente al confine austriaco.

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