domenica 23 agosto 2020

1950-1956 Il sogno borghigiano: possedere una casa propria

Già in quegli anni cinquanta l'urbanizzazione delle aree limitrofe al centro cittadino cominciava, con il sano consueto disordine, a decollare verso sud (quartiere Corea), e verso ovest (quartiere Luce), ma era ancora il centro a sopportare la spinta costruttiva di quegli anni, gli anni della "Ricostruzione".
Era questa la parola simbolo più ripetuta, a lei era dedicata annualmente una mostra durante le feste patronali di ottobre, le scuole De Amicis e Carducci la loro cornice. 
In questo articolo propongo due episodi di quegli anni attraverso le cronache di allora e completo con alcune immagini "storiche" relativa ad una "Mostra della Ricostruzione" di quel periodo. 

1950 - "Le case Fanfani"
"I due grandiosi edifici del "Piano Fanfani Case", in via Malpeli, sono l'ultimati ed attendono gli inquilini. Posti in una delle zone più popolose della città, recano una nota di sobria eleganza in un quartiere dapprima trascurato. 64 famiglie verranno alloggiate in appartamenti decorosissimi, ma i due edifici non sono purtroppo sufficienti ad accontentare tutti coloro che ancora sono senza casa dalla fine della guerra. In Fidenza si darà opera prossimamente ad altri edifici per avviare la città verso quella completa sistemazione logistica che è il più grave problema cittadino"


1956 - Il "Quartiere Giardino"
"In città in Via Berenini, sono di iniziati in questi giorni. i lavori di costruzione delle case del nuovo Quartiere Giardino che sta sorgendo secondo i progetti del Geom. Carlo Cassani che ne ha curato lo studio, la progettazione ed ora la costruzione. Il nuovo Quartiere Giardino» occupa un'area di 4.300 mq. e prevede come dalla pianta di lottizzazione qui illustrata. la costruzione di 10 casette a schiera e 8 villini singoli. 
Tutte le casette e ville avranno le stese caratteristiche architettoniche esterne, un giardino sul prospetto principale e saranno cintate da una cancellata in legno verniciata della altezza di un metro. 
La costruzione di casette del tipo a schiera è stata adottata cercando di attenuare i fattori negativi che ostacolano il facile acquisto di case e appartamenti di abitazione. 
Questi molteplici fattori si possono ridurre principalmente a: 
1) posizione della casa rispetto al centro abitato; 
2) costo di vendita troppo elevato; 
3) dipendenza alle leggi del condominio 
Sulla base appunto di questi fatti negativi. si è ritenuto di costruire su un'area posta in una zona centrale, un tipo di casetta moderna e comoda a prezzo moderato, rispetto ai costi odierni. Ciò è consentito dall’accostamento di due e di tre case con la conseguente eliminazione di strutture e opere murarie costose. La indipendenza è stata ottenuta scegliendo il tipo di casetta unifamiliare che consente ad ogni famiglia di avere un ingresso proprio sulla strada, il suo adeguato orto giardino, la sua veranda nettamente separati dalle altre case. 

Onde rendere più accentuato questo concetto di indipendenza, i prospetti di ogni casetta verranno colorati in tinte diverse e la separazione resa ancora più evidente dagli spalloni rivestiti di pietra che dal marciapiede saliranno fino al cornicione di gronda corrente longitudinalmente in un motivo unitario. E' stata prevista la costruzione di una strada larghezza di 8 metri e di un giardino accessibile a tutti posto al centro del quartiere. 
Le casette saranno costituite da quattro vani abitabili oltre i servizi al piano rialzato, da una veranda, da una autorimessa. dalla lavanderia e dalla cantina al piano terreno e da un giardinetto antistante la casa.
Questo in sintesi il Quartiere Giardino che con modesta spesa e agevolazioni di pagamento vuole concretare l’aspirazione oggi più sentita: possedere una casa propria."



3 commenti:

  1. Una mostra da non perdere, per chi vuole conoscere la propria Città.
    Io c'ero, era dura.

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  2. Interessantissimo. Il nostro passato prossimo che in pochi ricordano,è bello poterlo fare conoscere si giovani.

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  3. Molto interessante ripercorrere il nostro passato. Grazie

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi