domenica 17 febbraio 2019

"Da Roma a Canterbury passando per Borgo San Donnino".


Ha fatto fatica sabato 16 febbraio la Sala C del Convento dei Gesuiti ad ospitare tutto il pubblico nel secondo dei tre incontri programmati dall'Università delle Tre Età per festeggiare i suoi trent'anni di militanza al servizio della cultura cittadina.

Al primo incontro di sabato 9 abbiamo dedicato l'articolo "La Chiesa e il Collegio dei Gesuiti", resterà memorabile la visita collettiva all'ipogeo della Chiesa della Gran Madre di Dio, oggi parrocchiale di San Michele Arcangelo. Il Prof. Guglielmo Ponzi e la Dott.ssa Maria Pia Bariggi in sincronica alternanza hanno catturato l'attenzione dei presenti ben oltre lo standard consueto.   

Nel secondo riuscito incontro i Dott.ri Luca Faravelli, Micol Sozzi e Sami Tawfik ci hanno aggiornato sul tema "La Via Francigena: da Roma a Canterbury passando per Borgo San Donnino".
Non sono mancati i dati quantitativi e geografici come i chilometri del percorso, il numero di "stazioni" e la pluralità delle destinazioni, come non sono mancate le informazioni qualitative sul turismo culturale legato alla "Via Francigena" ed ai "pellegrini" che la percorrono a piedi, 90%, o in bicicletta, il restante 10%. 

Al saluto del Vice Presidente Guido Vacca è seguito il contributo personale e la presentazione dei relatori di Maria Pia Bariggi, Direttore dei Corsi.


I tre relatori, tutti impegnati nello staff operativo dell'Associazione delle vie francigene, hanno poi relazionato e risposto in modo esaustivo alle sollecitazioni del pubblico.

Ricordiamo che sabato 16 marzo il terzo incontro "L'Economia e la nostra Psiche" sarà tenuto dalla Dott.ssa Luisa Brunori alle 17 presso il Ridotto del Teatro Magnani. Il momento conviviale "Insieme per Festeggiare" è previsto per sabato prossimo, 23 febbraio, le modalità sono indicate nella locandina.   


                               

1 commento:

  1. Marisa Guidorzi17 febbraio 2019 18:18

    Non conosco questi ragazzi, li ho ascoltati e ne ho tratto piacere per il loro impegno, per il loro giovanile entusiasmo, perché credono in cio che fanno e infondono la speranza in mezzo ad una realtà che spesso ci delude.

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