mercoledì 12 ottobre 2016

Il porto di Borgo San Donnino

Il percorso del canale è evidenziato in azzurro
"Alcune località sul tragitto del canale hanno preso il nome dalle

varie chiuse, che servivano per meglio far defluire le acque;
vedi 'Chiusa Viarola', ben segnata sulla cartina, e 'Chiusa Ferranda'" 



In pietra rosso di Verona (molto pregiata) sono le due colonne sopra i leoni, come pure, sopra il capitello di sinistra, la mensola sul cui fronte è scolpito Abramo “padre di un grande popolo”, che sul suo seno porta scolpite 3 etnìe.



Leggo da Internet: “La pietra rosso di Verona viene estratta nei monti Lessini. La Lessinia è una zona geografica delle Prealpi situata per la maggior parte nella provincia di Verona e, solo parzialmente, in quelle di Vicenza e di Trento. Si tratta di pietra calcarea e calcari marmosi ondulate e caratterizzate dalla presenta di fossili. Di colore rosso, danno una elevata impronta cromatica al rivestimento: tale pietra è da secoli usata nell’architettura dell’Italia settentrionale per scale, pavimenti, rivestimenti e lavorati di ogni genere”.




La domanda sorge spontanea: “Mentre la pietra arenaria, sia quella grigia del pavimento, sia quella giallo/ocra della facciata perveniva da località vicine a Borgo (saranno i restauratori a dirci da quale precisa cava), come hanno fatto, nel 1200, a trasportare quintali o tonnellate di pietra da luoghi così lontani?”. Va ricordato che a quel tempo le strade erano dissestate e pericolose, e non esistevano di certo i camion per trasporti pesanti… Allora, come?
Ne parlo con Carlo Abelli, un appassionato di archeologia e di storia antica (suoi i commenti ai video di Zanella sulle Pievi di Iggio, Contignaco, San Nicomede, Salsominore – vedi sito www.zanellaumberto.it -).
Lui mi presenta una cartina eseguita da Gianandrea Allegri, allegato al libro “Nelle terre dei Pallavicino”, un testo scritto in collaborazione con Carlo Soliani e pubblicato nel 2004. La ricostruzione del territorio che va dall’Appennino al Po è perfetta e ben documentata. Nella cartina sono ben evidenziate con tratti in colore blu due linee parallele che, dritte come un fuso, vanno da Zibello a Borgo San Donnino. Nella ‘legenda’ è scritto: Canale navigabile.
Nel 1200 esisteva quindi un canale sopraelevato, costruito da mani d’uomo, che congiungeva il Po al nostro Borgo.


Lo stesso Abelli, poi, mi rivela che a Borgo esisteva un porto. Se ne parla – mi dice - ne “La storia di Fidenza” di don Amos Aimi.  Non appena torno a casa, consulto il prezioso volume e, a pag. 89 leggo che, nel 1580, Sforza Pallavicino - figlio di Girolamo Pallavicino di Busseto -, essendo “senza figli maschi, legittimi naturali, vende al Duca Ottavio Farnese il ‘castello’ di Borgo, con tutte le sue ragioni e pertinenze, al prezzo di 48.500 scudi d’oro. Sono comprese nella vendita le ville, il territorio, la giurisdizione, le regalie, i fossati, la rocca, il palazzo, i dazi (vino, mercanzia, transito, biade, cuoi, bestie, carne e sale), le porte, il porto sullo Stirone, le ragioni d’acqua per i mulini, il trasporto della legna a Salsomaggiore, le osterie, la panetteria e il podere vicino alla Venzola”.
Oltre a venire a conoscenza che siamo stati venduti e comprati ad un buon prezzo, la notizia più interessante è che sullo Stirone c’era un porto. Il nostro torrente era ricco d’acque e il porto fluviale esisteva sicuramente da molto tempo.
Tutte le tessere del mosaico vanno al loro posto. 
La pietra rosso di Verona è arrivata su vie d’acqua praticamente davanti al Duomo: Verona – Po – Zibello – Borgo San Donnino.
Fausto Negri



Nella foto: il Canale Cavour
Il canale navigabile da Zibello a Borgo, anche se costruito 600 anni prima, doveva essere molto simile a questo canale, ancora esistente. Costruito nel 1800 in Piemonte, trae origine dal Po a Chivasso (TO) e termina scaricandosi nel Ticino nel comune di Galliate (NO). È lungo più si 80 Km, ed è stato costruito in soli 3 anni, con pale, badili e ‘olio di gomito’.


4 commenti:

  1. Grazie a Fausto Negri per questa informazione, molto interessante.

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  2. Molto interessante. Maréss murîr mäi, parché gh'é sémpar quèll da imparèr. Grazie Fausto Negri.

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  3. Questo potrebbe essere uno spunto per le future opere pubbliche. Invece di una nuova superstrada, un canale navigabile.Un persona importante del passato ha detto che il vero progresso sta nel guardare alle cose antiche. Frase in apparenza paradossale, ma
    con molta saggezza.

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  4. Le vie d'acqua erano le autostrade del Medioevo. Le vie di terra, non più mantenute e curate come erano state le romane, causa buche - pozzanghere- tratti sconnessi non rendevano agevole il percorso dei carri, tantomeno per carichi molto pesanti.
    Ho dimenticato di dire che anche i blocchi di pietra di Vicenza sono certamente arrivati per vie d'acqua(la pietra tenera di Vicenza è il materiale col quale sono state realizzati bassorilievi e le statue della Madonna dell'Antelami, di Davide ed Ezechiele (uniche statue a tutto tondo nel Medioevo... e si dovrà arrivare a Donatello per vederne altre!).
    Il materiale, posto su chiatte, nei canali veniva trainato con funi. Infatti gli argini di detti canali erano percorribili.
    FAUSTO NEGRI

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi