giovedì 1 giugno 2017

Lettera aperta da Castione


STRANEZZE DELLA VITA: LARGHE INGIUSTIZIE SUBITE E SOTTOPOSIZIONE A GOGNA MEDIATICA PER IL SOLO PIACERE, TRAENDO IL VANTAGGIO DI UMILIARE UN AVVERSARIO USURPATO E SBEFFEGGIATO DAL SISTEMA. COMUNQUE ORGOGLIOSO DI COMBATTERE FINO ALL'ULTIMO SECONDO DI VITA. PER VINCERE, SIA BEN CHIARO A TUTTI, NON PER RIMEDIARE!!!



Game over, les jeux sont fait, ovvero: gioco finito! Sì perchè qualcuno ha giocato sulle mie disavventure, sia ben chiaro: solo mie per svolgimento, nessuno mi può attribuire colpa alcuna. Questo lo dico a quei "Don Chisciotte" che con la loro battaglia contro i mulini a vento hanno voluto ergersi ad eroi sconfiggendo quei mostri muniti di pale mosse dal vento.
Il vento in questione è quello dell'idiozia, dell'ignoranza e della voglia di emergere solo per sconfiggere non un Don Chisciotte qualunque, ma un avversario politico, uno di quelli che mai ha ammainato bandiera di fronte a qualsivoglia sparata dei soloni di turno. 
Inoltre è molto facile quando un personaggio di spicco, meglio se pubblico, pubblica qualcosa di eclatante autocelebrazione su cose che  nella vita del comune poco o nulla influiscono come entità e costi, ci sono fatti ben più gravi nel suo carnet, ma quelli vengono costantemente passati sotto silenzio (Di Vittorio, Emiliambiente, Unione Terre Verdiane, ASP, nonostante le celebrazioni quest'ultima ormai rimasta orfana di molte case protette).
Tra i vari Don Chisciotte c'è anche un San Giorgio, questo senza aureola alcuna, che poggia orgoglioso il suo piede sulla testa della vittima di turno, che in questo caso non è il famoso drago, ma una innocua lucertola. Ma lui, con fare trionfalistico, si mostra ai suoi seguaci ed estimatori come l'eroe di turno, capace di annientare la lucertola, ma  raccontando loro di aver sconfitto il pericolosissimo drago.
Il drago (o lucertola) in questione sarei io, con la storia della mia casa, che solo i saccenti hanno commentato senza conoscere nulla di quello che è successo, conoscenza che vi voglio regalare io con questo racconto, seppur lungo, ma assolutamente reale.

FATTI ED ANTEFATTI
- 4 ottobre 2001: due funzionari AUSL Igiene Pubblica di Fidenza mi sequestrano il mio magazzino di ingrosso e dettaglio di alimentari, dolciumi, carta e bomboniere a Busseto, nonostante l'operazione travalicasse le loro competenze, di cui sarebbe stato eventualmente compito dei NAS. Essi scrissero nella riga riservata alle note, su un "verbale di sequestro di sostanze alimentari", di aver "proceduto al sequestro dei locali adibiti a magazzino con tutto il contenuto". 
Riflessione: se loro hanno competenza solo per un eventuale "sequestro cautelativo di sostanze alimentari", come mai si sono arrogati il diritto di sequestrarmi i locali adibiti a magazzino (mica sono alimentari) con tutto il contenuto, in cui l'80% era di natura non alimentare (bomboniere ed accessori, carta, nastri per confezioni, ecc.), oltre all'attrezzatura (bancali, arredamento, accessori, ecc.). 
Tale operazione, nella quale avevano cercato, ma non trovato, collaborazione nel comandante della Polizia Municipale di Busseto, il quale mostrava loro la totale irregolarità dell'operazione, ma essi imperterriti hanno proseguito alla ricerca della loro referente, senza trovarla, per cui si sono calati in quella cervellotica operazione senza l'ausilio di nessuno. 
In più non hanno rispettato le procedure di legge, cioè gli obblighi di effettuare campionamento, prelievo, analisi ed inventario della merce sequestrata, praticamente un sequestro avvenuto solo apponendo sigilli, tra l'altro irregolari con un cartello, assolutamente fuorilegge, con la scritta "LOCALE POSTO SOTTO SEQUESTRO", con tanto di timbro AUSL Igiene Pubblica e le firme dei due funzionari intervenuti. 
Questo comportò il fermo di 550 milioni di vecchie lire di merce a marcire in magazzino per quattro anni, quindi divenuta inutilizzabile. 
- Avevo con le banche una certa esposizione (se avessi avuto la liquidità per quei 550 milioni di lire circa sicuramente avrei smesso di lavorare per vivere di rendita, allora erano soldini!!!). Il caso più curioso è quello avvenuto con Banca Antoniana Popolare Veneta (oggi Monte dei Paschi di Siena). 
Con loro avevo un fido di 180 milioni di lire, caricato di interessi è diventato 210 milioni, dopo anni feci fare una perizia a quel conto, un perito incaricato (Sante Scian di Cordenons, provincia di Pordenone) individuò un carico di usura pari ad 83.500 "almeno", ma prima di arrivare qui è indispensabile un altro passaggio. 
Con mio padre vendemmo molte delle proprietà di famiglia, dalle quali la banca si trattenne tre tranches da 50 mila euro ciascuna, in totale 300 milioni di vecchie lire, per coprirne 180 o forse 210, direi che hanno "preso bene", o no?
Monte dei Paschi di Siena acquisisce Banca Antonveneta e cede le sofferenze ad una finanziaria che si chiama Pirelli Re Credit Servicing. Questi signori mi mandano una lettera in cui, in qualità di titolari delle "sofferenze" ex Antonveneta, mi chiedono 70 mila euro. 
Io incarico un legale di seguire la cosa, quello stesso legale che gestì l'operazione delle tre tranches da 50 mila euro ciascuna. Niente da fare: questi signori vanterebbero un credito per poco più di 2.000 euro, ma ne vogliono 70 mila. 
Purtroppo l'ignoranza delle cose che ti capitano per una volta nella vita ti vedono soccombere di fronte a chi vive di ciò ogni giorno della propria vita. Dopo due anni di frenetiche trattative da parte del legale sembra che si possa chiudere con un saldo e stralcio di 40 mila euro. 
Telefonata per conferma da parte del legale, risposta: "Eh no, mi dispiace, non ce l'abbiamo più noi, l'abbiamo passata a Pirelli Re Servicing Finance", entrambe le società credo non esistano più. Stessa via, stesso numero, identico indirizzo, forse una sola stanza in due tavoli vicini, morale della favola: si riparte da zero: vogliono 70 mila euro!!! Ancora due anni di trattative e sembra si possa chiudere con 35 mila euro, stesso procedimento e telefonata con relativa risposta: "Eh no, ci dispiace, non ce l'abbiamo più noi, l'abbiamo passata a Elipso Finance". Stessa via, stesso numero e stesso indirizzo, probabilmente il terzo tavolo in una sola stanza, nulla da fare: vogliono 70 mila euro. 
A questo punto, nonostante il mio battagliare, qualcosa fa cilecca: questi signori presentano il titolo di credito presso il tribunale, nessuno presenta opposizione ed il titolo diventa esecutivo. La mia casa va all'asta per molti anni, per fortuna sempre deserte, poi riesco a bloccare il tutto con la precarietà della mia casa, ma giriamo pagina. 
Di tutto questo parlai su RAI 2 nella trasmisione "L'Ultima Parola" di Gianluigi Paragone. Ancora oggi è visibile il mio intervento cliccando "L'ULTIMA PAROLA PUNTATA DEL 1 FEBBRAIO 2013" oppure "L'ULTIMA PAROLA UN MONTE DI SOLDI FINTI", il mio intervento lo troverete dopo il 42° minuto

- Is.Ve.Gi. srl è una società che viene incaricata dal tribunale della vendita di immobili per i procedimenti in atto. Per la verità la società in questione, forse per incutere maggior timore nelle vittime occasionali, si fa chiamare Istituto Vendite Giudiziarie del Tribunale di Parma, usando la famosa bilancia simbolo della giustizia come proprio emblema e per generare ancor più confusione, si fa anche chiamare I.V.G., proprio loro, dopo tre proposte d'asta quando forse non esistevano ancora ma la cosa era veramente gestita direttamente dal tribunale, irrompono nella mia vita avendo ricevuto il mandato dal tribunale per quel tipo di operazioni. Quando si fanno operazioni simili solitamente viene nominato custode dei beni il proprietario, meglio ancora se residente nell'immobile in questione, quindi io. 
Cerco comunque di chiudere la questione interrompendo l'asta, per questo cerco di accumulare quei soldi necessari per chiudere il tutto. Vendiamo due lotti di terreno, valore 182 mila euro, ma 56 mila di questi non arriveranno mai per il fallimento dell'impresa che li aveva acquistati.
Ma facciamo un piccolo passo indietro: Is.Ve.Gi. si rende conto ad un certo punto che nel caseggiato, di cui ne hanno in gestione la vendita, c'è un appartemento affittato che frutta 400 euro al mese, per me di vitale importanza, non per spendere o "sbragare", ma solo per vivere con mia moglie (stipendio poco più di 1.000 euro mensili)  e due figli. Purtroppo i signori che dovrebbero gestire la legalità (ma quale???) sono i primi a non mostrare alcuna pietà, fregandosene altamente di ogni fattore umano. 
Appena si rendono conto del possibile introito di 400 euro mensili non esitano e piombano dal Giudice per le Esecuzioni facendomi togliere la custodia che mi dava diritto all'introito per l'affitto, prendendosi la custodia l'affitto lo intascavano loro ed io ne perdo il diritto. Alla fine questi signori avranno incassato 22 mensilità a 400 euro ciascuna, totale 8.800 euro (soldi che probabilmente non rivedrò mai più).

- Nel frattempo, sull'altro fronte, continua la mia strategia per rientrare in possesso, o meglio, in custodia dei miei beni. In novembre 2013 compaiono nella casa alcune preoccupanti crepe: l'avvocato mi consiglia di informare della cosa Is.Ve.GI., cosa che faccio immediatamente attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno. Dopo cinque giorni arriva la loro raccomandata di risposta che diceva sostanzialmente così: "Comparando le foto fatte all'inizio della procedura di vendita e quelle attuali non riscontriamo differenze, per cui lei non si preoccupi in quanto la situazione è da noi attentamente monitorata attraverso frequenti passaggi sul luogo". 

- Dicembre 2014 crolla una parte del rustico, mio figlio parcheggiava la sua auto proprio là sotto, per fortuna se ne era andato solo dieci minuti prima, se no la tragedia avrebbe assunto contorni ben diversi. L'avvocato mi disse di non dire niente a Is.Ve.Gi., per vedere com'è la cadenza dei loro "frequenti passaggi sul luogo". Solo dopo cinque mesi se ne accorgono, venuti in visita con un tizio che voleva visionare la casa, indescrivibile la sorpresa ed ancor più incredibile la domanda: "Ma come mai, se è crollato da quasi cinque mesi non ci ha mai detto niente?" Mia risposta: "Semplicemente perchè mi avete detto dei vostri frequenti passaggi sul luogo che evidentemente non sono poi tanto frequenti". Immediatamente dopo chiedo sopralluogo da parte della Polizia Municipale che redige un verbale che parla chiaramente dello stato della casa.

- Tralasciamo alcuni passaggi secondari sempre legati alle mie lotte e facciamo un salto a novembre 2016, quando un non nominato cittadino informa il comune dello stato di pericolo della porzione di casa appena abbattuta. 
L'Ufficio tecnico dispone una cintura di blocchi di new jersey rasente l'edificio. Mi chiama l'arch. Gilioli per informarmi del tutto, io gli dico che non ho nessuna responsabilità in merito, in quanto l'immobile è in custodia di Is.Ve.Gi.. Egli si mette in contatto immediatamente con l'entità custode e ne riceve risposta che non c'entrano nulla in quanto non di loro proprietà. 
Tra la telefonata e una serie di corrispondenze tra di loro (di cui sempre ne ho avuto riscontro "per conoscenza" con posta normale inviatami dall'arch. Gilioli), Is.Ve.Gi. compie la mossa a sorpresa: si reca dal Giudice per le esecuzioni e rinuncia alla custodia per ridarla a me, questo farebbe sì che diventi io, dopo essere stato defraudato dell'affitto per 8.800 euro, ancora custode dei miei beni, questo per addebitarmi l'intervento per la messa in sicurezza del tutto. 
Ma l'arch. Gilioli aveva scritto ad Is.Ve.Gi. che "è solare la vostra responsabilità in merito, non posso pensare di rivolgermi al Meletti, ritornato in custodia da pochi giorni, quando voi avete avuto in custodia il bene per circa un decennio". 
Succede però che ad un certo punto cambia tutto: il "colpevole" divento io, chissà perché.
Per completezza di informazione il sottoscritto, ancora oggi,dopo circa sei mesi, non ha ancora ricevuto comunicazione alcuna dal Tribunale di essere ritornato in custodia dei beni in questione, lo vengo a sapere solo "per conoscenza" con posta normalissima dall'arch. Gilioli che mi ha sempre tenuto al corrente delle sue comunicazioni in partenza e in arrivo con Is.Ve.GI., che gli aveva inviato copia del documento.

- Marzo 2017 crolla un pezzo di intonaco (senza fare nessun danno) ed io, che nessuno può dire che abbia mancanza di senso civico, neppure i soloni (che fa rima con un'altra parola) che postano commenti o altro su facebook, in quanto informo la Polizia Municipale dell'accaduto, loro invitano ad intervenire i Vigili del Fuoco, i quali impongono la transennatura in sicurezza allontanandola dall'immediato perimetro della casa, il resto sono fatti di questi ultimi tempi. 
Visto che Is.Ve.Gi rifiuta incredibilmente ogni intervento allora si pensa al sottoscritto e mi si manda una ordinanza sindacale (una ho detto, non varie come dice il sindaco nei suoi post su facebook, i miei documenti parlano chiaro, così come i fogli esposti sulle transenne di recinzione alla mia casa, in cui si parlava come destinatario del provvedimento Is.Ve.Gi., mai del sottoscritto). 
Purtroppo io non ho alcuna possibilità di pagare un simile intervento di demolizione, ma il mio senso civico mi portava a darmi da fare per trovare qualcuno che lo potesse fare ugualmente. Trovo una ditta di Cortemaggiore (Piacenza) che effettua demolizioni gratuitamente, trattenendosi  il materiale di risulta dell'intervento per poi riciclarlo e rivenderlo: questo è il suo guadagno, nel mio caso essendo basso il quantitativo del materiale di risulta mi chiede 1.000 €, che pagherei dilazionati e comunque non senza difficoltà

- Mi reco dall'arch. Gilioli per comunicargli la possibilità di non far pesare sul comune quella spesa, ma sorpresa delle sorprese, salta fuori che c'è una canna fumaria, lunga sì e no 80 cm, in eternit, cosa a me assolutamente sconosciuta, per cui con il suo smaltimento le spese lievitano e si ipotizza qualcosa intorno ai 3.500 euro totale, anche questi lontano dalle mie possibilità, per cui rinuncio e l'intervento viene pagato dal comune.

FATTI E POSTFATTI 
A questo punto mi chiedo: perché quell'intervento al comune costa quasi 20 mila euro quando a me ne sarebbe costato circa un sesto? E oggi ci si diverte con stupidissimi post ed altrettanto stupidi commenti, giocando sulle mie presunte responsabilità, quanto sarà il mio grado di coinvolgimento nella questione? 
Fate voi, il mio legale ha inviato alla fine di marzo una diffida al sindaco Massari per divulgazione di dati sensibili e diffusione di notizie mendaci false e tendenziose, con la quale veniva invitato a correggere sugli organi di informazione tali dichiarazioni non rispondenti ai termini di legge. 
Lui mai ha fatto questo (qualcuno aveva dei dubbi?) ed oggi ancora mi condanna alla pubblica gogna con "sentenze" assurde, volte non a fare informazione, ma solo a mortificare l'avversario-lucertola, mostrando la propria fierezza mentre lui, San Giorgio, con fare trionfante, pone il proprio piede sulla testa del "nemico"-lucertola, presentato come mostro. A questo punto non solo non avendo presentato rettifica alcuna, ma rincarando la dose, non vedo altro sbocco che l'azione legale nei suoi confronti, poi ne parleranno i posteri.
Il problema è che per riavere i miei soldi (83.500 € di usura + 8.800 per mancato introito degli affitti + 56.000 € mai arrivati dalla vendita dei lotti, per la cronaca: in totale fanno 148.300 €) occorrono anni e forse mai prenderò, per demolire un pezzo della mia abitazione, anche se non mi competeva mi hanno dato 15 giorni di tempo. 
Il comune si rivarrà sul sottoscritto per i quasi 20 mila euro di spesa, ma sia ben chiaro fin da questo momento, il sottoscritto girerà tutto ad Is.Ve.Gi.. 
Scusate la lunghezza, ma tanto vi era dovuto per chiarezza e per dipanare fumosità varie gettate su fatti non presentati nel giusto modo. 
Ponete pure domande, possibilmente pertinenti, non negherò risposta a nessuno, nei limiti del possibile e delle mie conoscenze in materia.
                                                                        Germano Meletti

Vedi anche: L'intervento di demolizione sul sito WEB del Comune di Fidenza

1 commento:

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi