lunedì 12 agosto 2019

Trump a Burag-Food

Trump V/S Parma

Il Parmigiano e il prosciutto di Parma, i cibi made in Italy maggiormente esportati negli Usa, rischiano di essere i più colpiti dai nuovi dazi nei confronti dell’UE, minacciati da Trump, insieme a Prosecco, Pecorino Romano, pasta, olio di oliva, vino. “La mossa protezionista di Trump - denuncia la Coldiretti - risponde alle sollecitazioni della lobby del falso made in Italy alimentare, che in Usa fattura 23 miliardi di $.”
Questo ho letto, caro Ambrogio, qualche tempo fa, sui quotidiani cartacei ed online di Parma. Mi si è spezzato il cuore e raggricciato lo stomaco.
Del resto, in USA ed altrove nel mondo, girano salumi, vini e formaggi, falsamente made in Italy, dai nomi con ridicole ed improbabili assonanze italian sounding, come Parmesan, Cacio cavalo, Zottarella, Spagheroni, Salsa pomarola, Bordolino e Barolla.

“Contro il logorio della vita moderna, mangiate una fetta di prosciutto di Parma”, recita lo spot inventato a Langhirano, patria del crudo di Parma. In USA, invece, vogliono logorarsi senza rimedio.
Io non ho mai mangiato cibi made in USA, per fortuna, ma da quanto conosco indirettamente, là gira molta robaccia. Tutto in scatola, dai primi ai dessert, e poi vino in polvere, anche il Chianti, che io considero il Re dei rossi -intendo i vini, eh?- sempre i soliti sciroppo d'acero e burro di arachidi, e bibite Dr. Pepper. 
Ed anche nei ristoranti italo-americani, purtroppo, cucinano pastasciutte varie alla bolognese, alla carbonara, con pesto, melanzane alla parmigiane, dove gli ingredienti sono traditi, distorti, mescolati ed abbinati in dosi sproporzionate ed ammazzafegato. E pizze enormi, con farciture di maccheroni, pesche sciroppate ed ananas. 
Gli ammeregani, non sanno che cosa si perdono, senza prosciutto crudo di Parma, che si discioglie dolcemente in bocca, e una generosa spolverata di Parmigiano su una pastasciutta.



E poi, sopra di tutto non birra o vino, ma ettolitri di Coca o Pepsi. Non è forse meglio un bel bicchiere di Lambrusco o di Malvasia? 
Chi si contenta gode, e va incontro o si tiene, malattie intestinali ed epatiche.
W le lasagne al ragù, la picaia, gli anolini, in brodo o pasticciati, le melanzane alla parmigiana!
Franco Bifani

5 commenti:

  1. Marisa Guidorzi12 agosto 2019 13:59

    Non solo gli Ammeregani guastano la cucina italiana!Guardate le variazioni sul tema,le contaminazioni sulle nostre ricette tradizionali, l'uso di ingredienti esotici che lo chef di turno propone in Tv e poi ditemi se questo non è volersi far male da soli!

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    1. Marisa, io preferisco di parecchio una delle nostre trattorie locali ai locali chic di certi chef, carissimi e con quantità risibili e qualità indecifrabili. Lì lascio agli snob schifiltosi, che però, usciti da quei ristoranti con la panchina che gli brontola dalla fame, passano poi in pizzeria. Mi ricordo di un pranzo al Porro, a Salso, con mio nonno. Ordinò dei cannelloni al ragù, per quattro. La quantità era tale, che me li pappai tutti solo io. Ed era 50 anni fa.

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  2. Bifani, j'änulén pasticciati? Ròba da galera.

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    1. Clary, io quelli in brodo non li sopporto, li trovo roba da ospedale. Mi piacciono da matti con ragù e parmigiano abbondanti.

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  3. Poveri Ammeregani non sanno quello che si perdono .

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