sabato 4 gennaio 2020

L'arte di invecchiare

“Non si è mai troppo vecchi finché si desidera sedurre e, soprattutto, finché si desidera essere sedotti.”
CHARLES PIERRE BAUDELAIRE

A una certa...

Non son chi fui, non sum qui fueram, ed anche, guardandomi allo specchio: Quantum mutatus ab illo! Tutte considerazioni di illustri poeti di un tempo che fu, che non mi consolano di molto, proseguendo ora, con un anno di più sul groppone, oltre una certa età, 'na cierta, come dicono a Roma.
Saper invecchiare è l'arte più difficile nella già difficoltosa arte della sopravvivenza. Si teme sempre di esalare sentori di acido e di muffo. 
Ma non c'è periodo della vita in cui ci sei attaccato con maggior tenacia, anche se ti avvedi che non ti fila più nessuno e le pulzelle puntano lo sguardo su altri obiettivi. Ogni old man è un Re Lear, eppure, spera sempre di vivere almeno ancora un anno.
E' l'età in cui il rumore dei passi dei figli che salgono le scale, per venirti a trovare,  riempie di emozione, ancora e sempre, e spiace invece quello dei loro passi, quando le ridiscendono. 
Noi usiamo l'ascensore, oggetto silente e anaffettivo. Ciò sempre che i figli non siano ancora nostri ospiti, anche ben oltre i trent'anni.
Noi vecchietti, spesso, non siamo diventati più saggi, ma solo più attenti.  L'età ci segna molte più rughe nel cuore che non sul viso, e molte ce le hanno incise persone care, parenti ed amici compresi.
Comunque, vecchi o giovani, siamo tutti sulla stessa bagnarola, per la medesima crociera, che sia in classe di lusso od economica; cambia solo, per ognuno, lo scalo in cui scendere, definitivamente. 
Noi, oltre i settanta ed oltre, consoliamoci, rileggendo quanto scrisse il grande Tacito: ”Omnia quae nunc vetustissima creduntur, nova fuere” 
Tutto ciò che ora pare vecchissimo, era nuovo. Anche noi?
Scrisse Shakespeare: With mirth and laughter, let old wrinkles come. - Con l'allegria e le risate, vengano pure le vecchie rughe.
Franco Bifani

5 commenti:

  1. Ciao, Franco.
    Come sempre, apprezzo.
    Buon anno!

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  2. È necessario ridere, di cuore... Anche se, oggi, c'è ben poco da ridere...

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  3. Marisa Guidorzi4 gennaio 2020 14:03

    Ho cominciato a capire come mi vedono gli altri, cioè vecchietta, quando qualcuno si è sentito in dovere di offrirmi il posto a sedere,,,,non sono però ancora entrata bene nella parte!

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  4. Beatrice e Marisa, grazie per gli auguri, che contraccambio. A Baudelaire rispondo che, ora, piuttosto che sedurre ed essere sedotto, preferisco sedere ed essere seduto. Mia zia, del 1912, gran bella donna, disse che capì di essere invecchiata quando, salita su un treno pieno di militari, non le fischiò dietro più nessuno.

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    1. Caro Franco, prima di cestinare Baudelaire provaci, non si sa mai!

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