giovedì 19 marzo 2020

San Giuseppe 19 Marzo 2020


Ciao e auguri a tutti i papà e a tutti i consacrati, padri delle loro comunità!

“Un bel silenzio non fu mai scritto”, mi diceva mia mamma. Dopo tanti anni queste parole riecheggiano forte dentro di me, in questi giorni lunghi e dolorosi, scanditi, dalle sirene delle ambulanze e dalle campane che suonano a lutto... ora sentiamo solo inviti a stare in casa, giustamente, contro il corona virus!

Di fronte allo sforzo per sconfiggere questa pandemia che ci colpisce tutti, un sacrosanto silenzio è la risposta migliore per i tanti malati nelle famiglie e per i numerosi morti che riempiono le pagine dei nostri giornali, con le bare che non trovano più posto nei cimiteri ...
O forse c’è una sola parola possibile "Dio Mio, Dio Mio...", come Gesù in croce.

"Non è escluso di poter provare un grande vuoto, 
quando ci si deve separare da un amico. 
Nulla può compensarci della perdita di coloro che amiamo. 
Non è vero che Dio subentra a riempire il vuoto: 
al contrario, lo tiene vivo e dolorante, 
per conservare l'unione, anche se questa fa soffrire". 
Bonhoeffer


"Siamo solo semi nascosti sotto la neve, 
si scioglierà e rifioriremo più belli di prima. 
Non scordatevi di sorridere, il sorriso è calore"
ha scritto il nostro caro amico Dario Canossi dei LUF.

Anche Gesù con il suo grido è diventato seme di vita nuova, vincendo la morte, con la sua Risurrezione, che è anche la nostra, partecipando alla dinamica Pasquale.
Una signora in fin di vita diceva che ogni suo respiro le donava la speranza e la forza per il prossimo respiro per continuare a vivere e ad amare!
È la speranza che ogni giorno ci dona forza di vivere e lottare insieme per vincere e far fiorire un modo più bello, più umano e più secondo il cuore del Dio della vita.

Forza, serenità, speranza e amore rendano feconda la nostra quaresima/quarantena!

Padre Mario Pacifici

7 commenti:

  1. Marisa Guidorzi19 marzo 2020 15:38

    Sì, silenzio e posto al pensiero, all'intimità dei ricordi e delle proprie esperienze di vita, alla pienezza affettiva ed emotiva di certi momenti. L'ultima mia uscita libera è stata il 22 febbraio, poi è venuta la rinuncia d'amore: se accadesse del male a noi genitori, i nostri figli soffrirebbero e allora andiamo avanti mantenendoci a distanza e partecipando gli uni alle privazioni degli altri nascondendoci reciprocamente le paure che nascono improvvise dentro ognuno di noi.
    Grazie don Mario, facciamo sì che questo tempo ,che ci è dato vivere in sofferenza, non passi invano, ma lasci frutti benefici.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Franco Bifani19 marzo 2020 18:23

      Però, Marisa e Beatrice, esistono, oggi, telefono, cellulare, PC, ma nessuno sembra umiliarsi a fare una chiamata, a scrivere anche solo un sms. Tutti chiusi, in loro stessi, come monadi leibniziane, da cui e in cui nulla entra od esce. La trovo una rinuncia disumana.

      Elimina
    2. Marisa Guidorzi20 marzo 2020 01:43

      Forse in un frangente simile si conoscono le persone e le loro reazioni dicono ciò che ancora non avevi compreso.

      Elimina
  2. Concordo con Marisa, ma, anche, Franco, uso i mezzi che tu citi. Perché dovrebbe essere un'umiliazione? Anzi, in questo tempo inimmaginabile e tragico, è, più che mai, necessario uscire da noi stessi. Nel mio caso, per sentire come stanno parenti, amici, conoscenti. Con gli studenti, sono collegata in vari modi tutta la mattina e tutte le mattine, all'occorrenza anche nel pomeriggio, e, comunque, in ogni momento di bisogno. Ieri, ed in precedenza per svariate riunioni, durante il Collegio docenti, eravamo più di cento, contenti di poter vedere ed ascoltare i colleghi ed approfittare per chiedere notizie. Nel giro di pochi giorni, abbiamo rivoluzionato la didattica e parliamo del futuro, facciamo progetti. La Biblioteca "M. Leoni" sta svolgendo un encomiabile lavoro, offrendo, a distanza, tutti i servizi che può, entrando nelle case e supportando bambini, studenti, adulti.
    Dell'eroico ospedale di Vaio, sul quale è appena uscito emozionante post di Ambrogio, sappiamo. E poi la Chiesa, il volontariato, i vicini... Non credo ci comportiamo come monadi, cellule chiuse: chi lo fa, forse solo per paura, si preclude molto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Franci Bifani20 marzo 2020 13:43

      Bea, io quei pochi che incontro hanno addosso inutili mascherine e come vedono me e pochi altri, schizzano via come rane saltatrici. Ho fatto un po’ di spesa, oggi, in fila, quella dietro mi si è allontanata a venti metri, e mi teneva d’occhio. Dentro, clienti che si eclissavano l’uno dall’altro. Ridicolo! Due metri non bastano?

      Elimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi