martedì 31 marzo 2020

Un momento borghigiano: belle e sorridenti nell'abito buono!


Basta una foto per suggerirci un percorso che attraversa sette generazioni. Mario Anselmi l'ha prelevata dalla sua collezione e la propone alla mia e vostra attenzione, dichiarandosi incerto sul "dove" e sul "quando".
Cominciamo dal "dove" visto che in tempi di ricorrenti cambiamenti nel tessuto urbano il "dove" ci aiuta al "quando" ed il "quando" al "chi".

Dove?

Quel portico e quel piazzale li ho individuati abbastanza velocemente, quel gruppo di ragazze, donne, è nel cortile dell'ex convento San Bernardo tra le attuali vie Frate Gerardo da Borgo San Donnino e Arnaldo da Brescia, l'ampia e centralissima area su cui sono piovute con accanimento bombe durante il conflitto mondiale. 
Ma facciamo un ulteriore passo indietro nella storia e parliamo del Convento di San Bernardo, che ha accompagnato Borgo più di 400 anni, aiutandoci con gli appunti di Mino Ponzi:
"Fondato intorno alla metà del '300, il complesso conventuale delle monache cistercensi di s. Bernardo si estendeva tra la Cattedrale e s. Pietro, essendo delimitato dalle attuali vie Goito, Bormioli e Frate Gherardo.In seguito alle soppressioni napoleoniche e al conseguente in incameramento dei beni ecclesiastici e religiosi, l'antico complesso conventuale venne trasformato in laboratorio (vi trovò sede il nucleo originario dell'industria vetraria Bormioli). Dell'antica dimora delle cistercensi di Borgo San Donnino sopravvive oggi solo un'ala superstite dell'ex convento, identificabile nel robusto corpo di fabbrica cinquecentesca che si affaccia sul lato sinistro di via Frate Gherardo, un tempo significativamente denominata contrada di s. Bernardo."
Questo massiccio edificio ripreso dal lato che s'affaccia su Via Fra' Gherardo è quel  che resta dei fabbricati dell'ex Convento San Bernardo 
Fondato attorno al 1350 il Convento rimase attivo sino al 1809 quando, confiscato da Napoleone, fu messo sul mercato ed acquisito dalla Famiglia Bormioli, una famiglia savonese di imprenditori proprietaria di una vetreria a Calcare. In totale la Famiglia Bormioli, solo a Borgo San Donnino, acquistò quattro lotti per complessivi ettari 75.25.10 investendovi 106.010 Lire. 

A Borgo l'ex convento fu trasformato in una vetreria diventando un riferimento produttivo importante nella modesta, agricola, Borgo San Donnino. 
La vetreria rimase per tutto l'Ottocento anche se a metà secolo la famiglia Bormioli scelse Parma come polo produttivo primario.



Tornando ora alla foto possiamo dire che è stata scattata nel cortile del vecchio convento dove probabilmente era sistemata l'attività logistica esterna della vetreria, alcuni cassoni da imballo, ben in evidenza nella foto, lo confermano e possiamo anche individuarne il lotto di identificazione! 
Utilizzando questa mappa inizio novecento possiamo posizionare il portico che fa da sfondo al gruppo in posa.


Il colore rosso individua la posizione del porticato. Le linee viola indicano il tratto dell'attuale via Arnaldo da Brescia tracciato nel 1950. Il trapezio giallo è il contorno di un imponente edificio che, altrettanto recentemente, ha alterato l'armonia delle costruzioni del quartiere. Il contorno nero delimita l'area dell'antico convento mentre il rettangolo blu è quel che si ritiene resti del convento stesso. La mappa utilizzata risale più o meno all'epoca della foto (vedi più avanti).
La foto recente mostra via Fra' Gherardo già Contrada di San Bernardo, a destra della foto vediamo i terragli  "a sera" o di San Pietro in gran parte ristrutturati. Sulla sinistra il muro delimita l'area di nostro interesse. 
Quando?

Maggiori incertezze si incontrano se si vuole fissare una data della foto, non diciamo il giorno, ma almeno il decennio. Tenendo presente che la vetreria è rimasta attiva sino al 1909, senza troppo sbilanciarmi, potrei indicare gli anni attorno al cambio di secolo, vale a dire dire tra il 1895 ed il 1905. 
La conferma o la smentita dell'ipotesi qui formulata potrebbe venire risalendo ad una data compatibile con l'apparecchiatura (radio-diffusore) che fa bella mostra di sé nel pilastro centrale. Un buon antiquario potrebbe aiutare.



Chi sono la persone ritratte?

Qualora fosse confermata l'attribuzione al periodo di attività della vetreria la risposta potrebbe essere ovvia: dipendenti dello stabilimento colte, non già a "fine turno", ma in un'occasione particolare. Né fa fede l'abbigliamento curato, addirittura nel complesso di una certa eleganza. La presenza maschile è minima, a destra sorveglia il tutto il solerte caporeparto.
Quel che è certo è che non si tratta di monache.

Ambrogio Ponzi

4 commenti:

  1. Molto interessante, grazie, Ambrogio e Mino.

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  2. Marisa Guidorzi31 marzo 2020 16:50

    Alcuni elementi mi fanno pensare agli anni Trenta: il modello dell'apparecchio radio e la sua collocazione corrisponderebbero al grande utilizzo della comunicazione "urbi et orbi". Seconda cosa l'bbigliamento: la lunghezza dei cappotti e il taglio lineare alla militare, confrontando con foto del periodo sono di poco precedenti la seconda guerra.
    Forse alla Bormioli era subentrata un'altra occupazione, dal momento che lo Stato era l'unico a decidere.
    Non poteva essere un raduno femminile simile al vicino Centro Salesiano?

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    1. Franco Bifani31 marzo 2020 17:31

      Hai ragione, Marisa, e dev'essere un modello della Telefunken.

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  3. Interessantissimo. Storia della nostra città che non deve andare persa

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