giovedì 2 aprile 2020

L'osteria del Sèp - Passeggiata virtuale per luoghi nascosti dal tempo


Costretti a casa la nostra passeggiata per le vie del Borgo può essere solo virtuale come quello che stiamo per intraprendere. 
Percorsa via Romagnosi ci si può infilare il in via Goito pensando poi di procedere verso la Piazza. Appena passato il vecchio cinema S. Donnino, promosso poi a Cinema Cristallo, si rimane un attimo sorpresi, incontrando questo piccolo edificio all'angolo di Borgo Scuro (ora via Boldrocchi). 

Non lo avevamo notato negli ultimi cinquant'anni, forse distratti ci siamo limitati ad ammirare la chiesa di San Giorgio o lo squadrato palazzo Omati. 
Ci rinfreschiamo la memoria consultando il famoso volumetto dell'Avvocato Nino Denti "Osterie di casa mia" ed illustrato da Ettore Ponzi. 
Abbiamo così la conferma: quel piccolo edificio per un certo numero d'anni, dopo il 1945, era proprio una "quasi un'osteria". Ci racconta Nino Denti che il locale "non deve essere considerato osteria, anche se vi si vendeva vino, nel significato borghigiano della parola, ma una specie di "club", dove potevano accedere tutti quelli che amavano bere bene, stando nel contempo in buona compagnia".
E continua l'Avvocato spiegando come tra i clienti assidui ci fosse pure un prete, Don Alfonso Remondini", al quale il vino era sempre piaciuto. Di lui parlò anche l'Avv. Vittorino Ortalli che ne fece il fedele ritratto in rima: "E del clero fidentino - ecco qui il rappresentante - S'è ben ver che sa il latino - pur fatica da bracciante". 
La passeggiata termina qui e può continuare comodamente a casa leggendo le quattro pagine che l'esimio Avvocato Nino Denti vi ha dedicato. Per chi, per negligenza, non possedesse il libro, non c'è problema, cliccando qui ne esce l'articolo in formato PDF. Buona lettura.
A.P.

4 commenti:

  1. Marisa Guidorzi2 aprile 2020 14:53

    Grazie! Appena passerò da quelle parti, osserverò meglio.

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  2. Bellissimi ricordi, molto gradito il pezzo dell'avvocato Nino Denti, simpaticissima figura di borghigiano.
    Grazie Ambrogio per l'impegno che ci dedichi per tenere impegnate piacevolmente le nostre giornate di riposo forzato con questi interessanti ricordi

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  3. Ricordo graditissimo! Grazie!
    Ho ritrovato il libro, sono andato all'indice ed ho contato: 55 tra caffè e osterie!
    Una "nomeclatura" favolosa! Non lo rimetterò nello scaffale, tornerò a quei tempi.

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  4. Signor Ambrogio, sono andato a rileggermi le prime pagine del libro in questione, mi permetta di condividere con Lei un brano della prefazione quando l'avv. Denti scrive:
    "La vita semplice è ormai sparita del tutto, fagocitata da una nuova moralità di rapporti sociali, che potrebbero portare l'umanità ad una pazzia collettiva, se non si trova la formula per armonizzare il progresso imposto dall'era atomica con le esigenze dello spirito."

    Una profezia quanto mai attuale del nostro concittadino! Nuovamente grazie per avermi dato la possibilità di apprezzare nuovamente l'arguzia che contraddistingueva il Borgo!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi