sabato 18 aprile 2020

Passeggiata virtuale vista teatro.

Questa era l'attuale piazza Matteotti all'inizio del novecento,
un grande spazio aperto, era il Foro Boario di Borgo.
Se ci portiamo in piazza Verdi e piazza Matteotti siamo in una zona carica di storia, ma priva di visibili riferimenti. Quando ancora terrapieni e corsi d'acqua chiudevano un borgo che poi sarebbe diventato Borgo san Donnino questi spazi erano già l'area di un convento di particolare importanza: il Convento di San Giovanni che successivamente ha preso il nome di Convento dei Santi Giovanni, l'Apostolo ed il Battista.
Era quindi situato fuori della cerchia muraria e tale rimase fino al XIV secolo.
Tanta vetustà non si può certo intuire dai fabbricati che troviamo nell'area, tante le demolizioni ed altrettanti i rifacimenti, molti gli utilizzi e gli adattamenti, sicché in superficie nulla si vede, sotto terra tanto potrebbe ancora esserci.
Qui documentiamo l'ultimo importante intervento avvenuto negli anni trenta in piena "era fascista". 
Tre foto in sequenza ci documentano in modo puntuale questo cambiamento che peraltro alcuni fidentini allora non condivisero (vedi nostro articolo "Palazzo Littorio e le battaglie di Luigi Bormioli").
Ma veniamo alle foto, quella centrale, non c'è bisogno di dirlo, è la più importante, ma andiamo con ordine leggendo le didascalie:

L'edificio a sinistra non è certo millenario, ma comunque antico. Era parte del convento e per questo era chiamato Palazzo san Giovanni. E' stato utilizzato in vario modo nei secoli XIX e XX, c'è ancora chi lo ricorda come caserma, nel secolo scorso ha accolto anche il forno comunale poi trasferito nella vicina piazza Pontida. In definitiva un massiccio edificio che il clima imperiale riteneva meritevole di "sana demolizione.

La demolizione è iniziata, del vecchio palazzo rimane il piano terra, ma per pochi giorni. Questa foto documenta una fase della demolizione, siamo negli anni trenta del novecento.

Se stiamo a guardare gli alberi spogli sembrerebbe non sia passata una stagione che già il nuovo edificio chiamato inizialmente "Casa della Rivoluzione" (fascista non c'è dubbio), poi Casa del Fascio o Palazzo Littorio. Corre il XV anno dell'era fascista, 1937, ed il nuovo palazzo viene pomposamente e marzialmente inaugurato, ma siamo già alla quarta foto, oltre a quella di copertina, e la passeggiata virtuale è finita. 
4 novembre 1937
(volendo approfondire clicca qui)

1 commento:

  1. Molte grazie, Ambrogio, davvero interessante. Ho frequentato il Liceo classico, nel cosiddetto palazzo del Littorio, e ne conservo indelebili, bei ricordi. E poi vedere com'erano i luoghi a noi cari e come eravamo è sempre coinvolgente.

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