domenica 12 aprile 2020

La breve vita di un progetto d'altri tempi in una passeggiata virtuale

Fidenza 1936 - Facciata della Cappella del Seminario 
e del nuovo appartamento delle Suore

Negli anni trenta del secolo scorso si completò l'ampliamento del fabbricato del Seminario con la costruzione della Cappella e l'appartamento delle Suore, le Piccole Figlie di S. Giuseppe, dedite alla cura della cucina e di vari altri servizi del Seminario.

Il fronte delle due costruzioni simbiotiche era in via Cutteri, oggi via Leoni, e l'intero complesso s'inseriva tra i più attempati fabbricati dell'ex Convento di San Bernardo che la famiglia Bormioli aveva convertito in vetreria nell'ottocento e ceduto poi alla diocesi negli anni trenta del '900. 
La piantina databile 1940 ci chiarisce il tutto.



Nell'attuazione di questi lavori la Diocesi riteneva di aver adottato criteri costruttivi in armonia all'architettura dell'adiacente seminario e che, nel contempo, ricordassero la solenne e grandiosa architettura della nostra Cattedrale. Che ci abbiano provato non abbiamo il diritto di dubitarlo, che ci siano riusciti è un'altra cosa.  
Che poi l'architettura interna della Cappella arieggiasse lo stile romanico, come decantato, non ci è possibile confermarlo in mancanza di immagini.
Sappiamo che sopra all'altare campeggiava un quadro della Sacra famiglia che da molte generazioni era oggetto di venerazione. La Cappella misurava oltre 22 metri di lunghezza per 7 di larghezza e 10.30 d'altezza massima.
Nel 1936, completati i lavori, il complesso entrò a far parte del patrimonio religioso della città e della diocesi.
Il 13 maggio 1944 tutto questo finì, grappoli di bombe colpirono seminario, cappella e appartamento suore con annessi e connessi. Rimase la facciata secentesca del vecchio seminario con il suo orologio; nel 1945 si decise di abbatterla e di questo ultimo atto sono testimone. La decisione fu una scelta insensata come tante altre in quel periodo. 

Un po' complicato, ma l'intervento urbano da cui siamo partiti, la cappella e l'abitazione delle suore del seminario, si lega a due precedenti passeggiate virtuali di cui abbiamo dato notizia. 
La prima nell'articolo "Un momento borghigiano: belle e sorridenti nell'abito buono!" in quanto il porticato che faceva da sfondo al gruppo di donne in posa con ogni probabilità è sparito proprio in quegli anni trenta. Era infatti retrostante alla cappella.
La seconda passeggiata "Passeggiata virtuale alla scoperta del "misterioso" reperto borghigiano" ci mostrava un reperto, tuttora esistente, posto esattamente al confine tra la nuova cappella ed il vecchio seminario. 

In poche parole, ed in tre salti virtuali, abbiamo ricostruito una fetta di storia civile, religiosa e urbana della nostra città con riferimento ad una vasta area centrale che, più che dimenticata, è stata demolita col piccone prima, con le bombe "alleate" poi ed ancora col piccone alla fine, quando, nell'immediato dopoguerra, l'edilizia era pressata dall'urgenza di risolvere problemi abitativi. 
Tutto oggi è coperto da costruzioni anonime ed urbanisticamente strampalate. Non c'è il porticato col centinaio di donne in posa, non ci sono cappella ed alloggi delle suore, rimane, unico testimone il famoso, non  più misterioso, reperto.



Ma la storia è fatta di luoghi e di uomini, di quest'ultimi parleremo un'altra volta, varie "trame" s'intrecciano e forniscono alcune delle chiavi  per comprendere meglio quel periodo storico. 

La passeggiata virtuale, salutare per la mente meno per le gambe, è finita. Ora posso solo raccomandarvi: "state a casa".
Ambrogio Ponzi

2 commenti:

  1. Grazie. Un'altra boccata di aria fresca per il cervello.

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  2. Grazie, aspettiamo di incontrarci per la prossima

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi