giovedì 20 marzo 2014

"Elegia blasfema dei reggitor del Borgo" satira politica di Franco Bifani


Il Quinto Evangelo secondo Bifani


1
In principio era Tedeschi, 
il Verbo era presso Tedeschi
 e il Verbo era Tedeschi.
Egli era in principio presso il Comune:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
 e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
 esiste a Fidenza-Borgo.
In lui era la vita
e la vita era la luce dei borgsàni;
la luce splende nelle tenebre, e le tenebre l'hanno accolta.
Venne poi un uomo mandato dal PdL
e il suo nome era Mario.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza ad una nuova luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla novella luce.
Venivano nel mondo
 altre nuove luci vere,
quelle che illuminano ogni uomo.
10 
Tedeschi era a Borgo,
e il Borgo fu fatto per mezzo di lui,
 ma, un giorno, non lo riconobbe più.
11 
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non lo accolsero.
12 
A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di un dio minore: 
a quelli che credono nel suo nome,
13 
i quali non da sangue,
 né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Massimo sono stati generati.
14 
E Tedeschi si fece da parte 
e venne a predicare in mezzo ai Salsojodici; 
ed essi videro la sua gloria,
 gloria come di unigenito dal PD, 
pieno di grazia e di verità.
15 
Cantini non gli rese testimonianza, anzi, gridò: «Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene prima di me
 voleva passarmi ancora avanti, 
perché era prima di me».
16 
Dalla sua pienezza 
noi tutti abbiamo ricevuto
 grazia su grazia.
17 
Perché la legge fu data per mezzo di Baffone,
ma la grazia e la verità vennero per mezzo di Berlusconi.
18 

Grillo nessuno l'ha ancora visto, finora:
 ma proprio l'Angela del Beppe unigenito,
 che è nel seno di Casaleggio, lo vuole ora rivelare. Parola dei Partiti, amen!
Franco Bifani

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