domenica 23 luglio 2017

Da città ad agglomerato urbano. Il nuovo PSC è servito.


Dato costante nei PRG  fidentini è la mancanza di un vero "progetto di città" sottostante alle elaborazioni urbanistiche.
L'ultimo PRG (1995) conservava ancora una parvenza di "progetto" di città, l'abbiamo vissuto 20 anni ed ora anche la "parvenza" è venuta meno. Il progetto già all'inizio era debole, le varianti hanno fatto il resto. Il PRG di fatto ha rappresentato un riferimento normativo poi applicato a macchia di leopardo.

1995 - Piano Regolatore Generale (PRG)
Arch. Bruno Gabrielli
L'iter del nuovo PSC è stato sofferto e non si è ancora concluso, abbiamo oggi un documento da approvare definitivamente che si chiama appunto PSC corredato dai prescritti strumenti urbanistici e normativi ma siamo ben lontani da un "progetto di città" qualsiasi. 
Schizzo alla base del nuovo PSC

Ormai al posto di una città ci troviamo a vivere in un agglomerato urbano.
Affinché si chiuda finalmente il cerchio basta solo l'urbanizzazione nord-ovest a lambire il guado Granella e quella nord tra tangenziale e autostrada, al centro di tutto il crematorio. 


Fidenza 1958

Da borgo a città ad agglomerato urbano è il percorso di novant'anni da quando abbiamo assunto il roboante nome imperiale di Fidenza. 

8 commenti:

  1. Continua con la tua attenzione a quel Borgo che ancora non ha acquisito coscienza della sua vera identità e forse vaga con un lume spento. Resta fedele ai tuoi principi e a te stesso, forse un giorno qualcuno aprirà gli occhi e comincerà ad occuparsi veramente di cose serie.

    RispondiElimina
  2. Non posso che conferma quanto scritto da Ambrogio dopo aver ascoltato i tecnici in consiglio comunale...

    RispondiElimina
  3. Ma il parere dei cittadini, che sono stufi di speculazioni, improvvisazioni e cementificazioni irrazionali e antiestetiche, non conta proprio nulla?
    E' mai possibile che dal dopoguerra in poi non ci sia stato un sindaco che possa essere ricordato per aver reso la sua città più bella e moderna, pur rispettando il patrimonio urbanistico e monumentale, lasciatoci dal passato?

    RispondiElimina
  4. Credo che uno ci sia stato: TULLIO MARCHETTI, che al pari del Suo Vicino Piazza (Sindaco di Fontanellato) ben comprendevano le problematiche dei cittadini perché erano FORNAI. Quindi mentre distribuivano il pane ascoltavano le problematiche dei Concittadini. Dopo solo politicanti

    RispondiElimina
  5. Ha ragione Anonimo, non ho ancora sentito notizia di un sindaco che ascolti i desiderata dei suoi concittadini. Forse quello di Berceto. Figuriamoci poii ai livello dei parlamentari... Noi siamo importanti solo sotto le elezioni, poi torniamo ad essere considerati sudditi e servi della gleba.

    RispondiElimina
  6. Con alcuni quartieri mezzi disabitati e senza servizi, le nefaste torri deserte, non capisco cosa ci sia ancora da edificare, ma sopratutto a che pro e per chi?

    RispondiElimina
  7. Nel municipio le decisioni di edificare sono un affare per pochi. I cittadini non contano niente. Dopo aver incassato i voti alle elezioni comunali il gioco è fatto e i cittadini al massimo possono solo guardare le conseguenze delle decisioni prese da pochi nell'interesse di pochi.

    RispondiElimina
  8. I cittadini, più che guardare, devono subire le conseguenze di decisioni prese dai nostri amministratori, inadeguati a coprire il ruolo che stanno svolgendo.
    E purtroppo tutti questi errori non si cancellano nel tempo e rendono la nostra città sempre meno vivibile e gradevole.

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi