mercoledì 24 luglio 2019

Un libro è come uno specchio


Leggere o non leggere?
Ho letto molti libri, ma come tanti altri; troppi, pochi? Quien sabe. Comunque, non bisogna leggere un libro solo perché è di moda. Io diffido  sempre dai best-sellers, specie se vedo chi li ha, o li avrebbe, scritti. 
Molti leggono per non dover pensare, che è molto più faticoso; mancano delle capacità minime per decifrare un libro ed apprezzarlo; il contenuto gli entra da un occhio ed esce dall'altro. Ché non fa scïenza, sanza lo ritenere, avere inteso, scrisse il Gran Padre Dante; “Perch'io cultor di pochi libri vivo”, disse di rincalzo il Foscolo. 
Ognuno, poi, legge i libri che si merita, gli ipocriti vanitosi, come diceva Marziale: Laudanti illa, sed ista legunt- Lodano una cosa, ma ne leggono poi un'altra.  
C'è  anche chi legge solo se stesso, ma un libro è come uno specchio, e se ci si para dinnanzi un cretino, la sua immagine non migliora. C'è gente che assaggia i libri, poi li manda giù, in un boccone,  senza masticarli e li digerisce molto male, a volte li rivomita. Per altri, galeotto fu il libro e chi lo scrisse.  
Ci sono persone che si ubriacano di letture, come altri con il vino o la birra. Evitiamo la quantità, e preferiamo la qualità.  Per molti, i libri  insegnano solo a blaterare di ciò che non sanno. Conosco persone che hanno letto miriadi di libri, altri, ben pochi. Ma chi ha un intelletto scarso, non può che accogliere minime quantità di quanto legge. 
Parecchi si vantano di letture sussiegose e di nicchia, tra filosofi  e sociologi teutonici, poeti lunari e prosatori venusiani, ma ne hanno esaminato solo le quattro pagine di copertina o le recensioni. Ho conosciuto persino intellettualoidi che, nella libreria, tenevano, quali complemento d'arredamento multicolore, solo copertine di cartone. Infine, ho apprezzato molto di più la scarna autobiografia di un muratore lucano, Tonino DiTaranto, che non certi libelli, dello stesso genere letterario, prodotti da arroganti laureati e docenti di Alma Mater contemporanei. 
Anche sui blog, non si contano le fesserie, stilate da chi si reputa un Premio Pulitzer prossimo venturo, un poeta-vate o un prosatore superno, ottimo e massimo.
Franco Bifani

2 commenti:

  1. Marisa Guidorzi24 luglio 2019 13:54

    Diffido di coloro che si presentano come membri di una casta superiore, quella degli scrittori.Anche a me, Franco, non piace rincorrere la novità del momento, che spesso si rivela una bolla di sapone che si dissolve in breve.

    RispondiElimina
  2. Marisa, purtroppo, da quando, nel 2006, mi è caduta una retina, non riesco a leggere che con molta difficoltà la carta stampata. Mi soccorre un Mac dallo schermo molto ampio, da 13 anni leggo lì sopra. Ma quando giro in qualche libreria, mi si stringe il cuore, nel vedere che cosa propongono. Libercoli di personaggetti semianalfabeti, famosi non c’ero per la loro in-cultura. Ciao, Marisa, e grazie per il commento.

    RispondiElimina