Incontro e dialogo con L’Africa in due momenti:
nella sala conferenze del Seminario Vescovile sul palcoscenico del Magnani
"L'accoglienza, capace di superare tutte le barriere, costruisce un mondo nuovo e degno dell'umanità tutta.L'incontro, il dialogo, la conoscenza e la condivisione ci fanno scoprire fratelli e sorelle, sotto lo stesso cielo, avvolti dallo stesso arcobaleno, capaci di prenderci per mano e camminare insieme aiutandoci a crescere nella pienezza di vita"Questo è il messaggio che, venerdì 9 febbraio nella sala conferenze del Seminario Vescovile, Padre Mario Pacifici ci ha trasmesso a conclusione dell'incontro voluto dal Centro Missionario Diocesano, dalla Caritas Diocesana e dall’Ufficio per la Pastorale delle Migrazioni.
Un incontro/dialogo con l’Africa che, approfittando della presenza di Padre Mario Pacifici e di alcuni dei componenti dell'Alleluya Band provenienti dallo stato africano Malawi, ha raccolto un attento pubblico in parte composto di persone provenienti da vari stati africani ma ormai integrate nella nostra città.
La nostra città ha in più occasioni ospitato l'Alleluya Band durante le sue tournée estive, loro hanno per noi cantato e ballato, l’ultima volta in Piazza Verdi di fronte al Teatro Magnani.
Don Gianemilio Pedroni |
Alla preghiera iniziale proposta dal Vicario Generale della Diocesi don Gianemilio Pedroni è seguito il saluto del Vicario stesso e quindi quello del responsabile Diocesano per Pastorale don Luigi Guglielmoni che ha sottolineato l'importanza di una catechesi dell'ascolto.
Al Diacono Marco Begarani, responsabile del Centro Missionario Diocesano, dobbiamo la presentazione dell'incontro, momento di pastorale e di scambio. Queste le sue parole:
“Benvenuti e grazie a padre. Mario, alle persone dell'Alleluya Band ed a tutti voi qui convenuti da parte mia e degli organizzatori (CMD, Caritas, Migrantes). Iniziamo questo incontro con un breve momento di silenzio, un silenzio di accoglienza e di ascolto dell'altro. Ascoltiamo il Vangelo della liturgia di oggi che ci narra di un sordomuto cioè una persona incapace di dialogo di comunicazione che ritrova l'ascolto e la parola”.È seguita la lettura del brano del Vangelo di Marco, Mc 7,31-37 e dello scritto di Pierre Claverie, vescovo di Orano in Algeria che sarà prossimamente proclamato beato, ucciso il primo agosto 1996 insieme al suo autista musulmano. Marco ha concluso con queste parole:
"Che quindi questo incontro, come altri in atto nel nostro territorio (Convilab, ass. Popoli, Ero straniero, i luoghi di accoglienza) sia un luogo dove si impara a guardarsi, ad accogliersi, a collaborare, a mettere in comune le eredità culturali che fanno la grandezza di ciascuno. Che sia occasione per cogliere la grande sfida del pluralismo. Che la parola chiave della nostra fede nell'uomo e per chi crede in Dio sia dialogo."
La Dott.ssa Maria Pia Bariggi con Padre Mario Pacifici ed alcuni componenti dell'Alleluya Band |
Non mi soffermo ora sui contenuti degli altri interventi che è peraltro difficile rendere in poche righe. Mi limito quindi alla cronaca.
La seconda parte dell'incontro è stata gestita da Padre Mario e dai sette della band che si sono presentati nella semplicità di un dialogo che non conosce distanze. Allo stesso modo si sono presentati gli ospiti afro-fidentini presenti tra il pubblico, ognuno con la sua storia, ognuno con il suo viaggio, ognuno con un luogo di partenza.
E così scopriamo che con la parola Africa comprendiamo 53 diversi stati che sull’altra sponda del mediterraneo popolano una grande continente, ricco di risorse, ricco di popoli e di persone. Ma le due ricchezze, risorse e persone, sono ancora lontane dal combinarsi in modo armonico.
Il dott. Gabriele Falagiani con Padre Mario Pacifici |
Gabriele ha tempo per ricordarci questa perla del calciatore africano Lilian Thuran:
"Io sono diventato nero a nove anni, quando sono arrivato in Francia e ho incontrato i bianchi. Si diventa neri con gli occhi degli altri" Lilian Thuran.
L'Alleluya Band sul palcoscenico del Magnani |
Ambrogio Ponzi
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