lunedì 21 settembre 2020

La toponomastica borghigiana si rinnova

 

Sabato 26 settembre alle ore 11,00, in via Bacchini, il Sindaco Andrea Massari inaugurerà alcuni esempi della duplice toponomastica che nel frattempo è stata collocata all'inizio di numerose vie. L'invito alla partecipazione ci viene dalla Prof.ssa Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura del Comune di Fidenza:
Alcuni di voi avranno notato, in alcune vie di Fidenza, nuove indicazioni toponomastiche che riportano due odonimi: quello attuale e quello dialettale. Sono l'evidente risultato di due progetti sulla cultura del dialetto: "Storia e storie, i toponimi dell'identità " e "Per difesa e per amore" (scrivo il titolo in italiano per non sbagliare). Entrambi si fondano sulla consapevolezza dell'importanza del dialetto, anche per connotare i luoghi. Per questo sono stati considerati i toponimi orali di ogni via, borgo e vicolo ricostruendone il significato e le connessioni con le attività e con gli insediamenti. Molte le collaborazioni fra le quali dell'Istituto Superiore Berenini e di un gruppo di competenti appassionati: Claretta Ferrarini, Ambrogio Ponzi, Nino Secchi, Franco Giordani,  Giancarlo Loreni, Nanni Ghiozzi, Ermanno Sozzi. Sabato 26 settembre, alle ore 11,00, in via Bacchini, il Sindaco Andrea Massari, inaugurerà alcuni esempi di questa duplice toponomastica. In quell'occasione saranno distribuiti i pamphlet relativi a "Storia e storie" che restituiscono i vari percorsi di Fidenza."


15 commenti:

  1. Ne sentivo la mancanza...

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    1. Anch’io, non ce la facevo quasi più...

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  2. HALLELUJA!!Emozionata e felice.

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  3. Bello ripristinare l'odonimo dialettale, ci fa capire come i nostri antenati definivano il loro autentico modo di vivere nella loro comunità

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  4. Segno dei tempi, se occorre scrivere quanto era normale definire...
    Tra un ventennio una nuova denominazione: in inglese, in italiano, in borghigiano. E' normale.

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    1. Ancora prima di vent’anni avremo la toponomastica in arabo. E basta.

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  5. Avrei preferito vedere spendere i ns soldi in rastrelliere o similia per parcheggiare e lucchettare le biciclette: ricordo che ad esempio c'erano in via Cavour, ma sono stati tolti....
    Si sta scoraggiando la gente ad usare la bicicletta a Fidenza: e' anacronistico e profondamente sbagliato.

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    1. Pur nel rispetto delle idee altrui, penso che le due cose siano un tantino diverse . è giusto che si spendano i soldi per migliorare i servizi a Fidenza , ma è altrettanto importante che si spendano soldi pure per la coltura , l'una non esclude l'altra .

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  6. Caro Ambrogio, per rispondere all'anonimo del 22 Settembre 09:15 ed affinché ogni dubbio sia fugato, puoi divulgare ciò che ho scritto oggi su "Non sei di Fidenza se...", parché m'é bèlla gni la mänzöla.

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  7. Ecco la risposta precisa e documentata di Claretta Ferrarini
    "Sento il dovere di fugare ogni dubbio in proposito: per questo specifico caso, si tratta di circa 1000 Euro stanziati dalla Regione (IBC = Istituto Beni Culturali) e fornite al "Comitato Scientifico per la salvaguardia dei dialetti Emiliano-Romagnoli" come stabilito dalla legge Errani del 2014. Tale somma, può essere spesa esclusivamente in iniziative che tutelino e divulghino i dialetti, con tanto di resoconto e di fatture da inviare a Bologna. I membri del Comitato, chiamati "Gli Undici Saggi" di cui faccio parte, lavorano gratuitamente, senza neppure il rimborso delle spese. Chi, da Fidenza, deve recarsi a Bologna agli incontri annuali, spende, di sua tasca, circa 200 Euro, tant'è che si è pensato di ritrovarci ogni due anni e lavorare di più al computer. Per ricevere il denaro da investire nelle iniziative, inviare resoconti e fatture, programmare iniziative ed eventi, ognuno dei membri si è affidato ad associazioni o al Comune del paese richiedente l'aiuto. Io, per la nostra Città, ho scelto il COMUNE, visto che può contare sull'efficienza organizzativa, la precisione e la tenacia dell'Assessore alla Cultura Maria Pia Bariggi."
    Innegabilmente l'anonimo lucchettato coltiva altri interessi.

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  8. Brava Claretta, continua così, lasciamo parlare quelli che criticano sempre, senza prima documentarsi, tanto rimarranno sempre indietro

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    1. Ti ringrazio Anonimo, sei molto democratico e tollerante. Io sarei uno che non si documenta e critica a vanvera, rimanendo sempre indietro, solo perché non sono d’accordo con questa iniziativa.

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  9. Sono "l'anonimo del 22 Settembre 09:15":
    anche a me piacerebbe che il ns dialetto venga preservato e coltivato, purtroppo siamo in piena "globalizzazione", non si può fare tutto e vanno fatte delle scelte. Es. i miei figli: a mala pena capiscono qualche parola in dialetto, soprattutto legate a situazioni dove il padre (io..) si inquietava e usciva con espressioni dialettali, però ho lasciato che si impegnassero sull'inglese, sull’italiano, sulla madrelingua della madre (da poter parlare coi nonni e parenti esteri) ed eventualmente un'altra lingua straniera, perché' queste lingue gli serviranno a sopravvivere al "turbocapitalismo globalizzato" (come diceva quello là…).
    Detto questo, per conservare e promuovere l’identità "borsana" sono convinto che sia molto meglio riscoprire l'uso della bicicletta, mezzo tradizionale della ns comunità:
    1) meno auto e inquinamento: ora via Mazzini è di nuovo impraticabile causa le auto, ve la ricordate durante la chiusura per Covid ?
    2) Si fa un po’ di movimento che fa bene alla salute.
    3) Quei pochi che sono costretti ad usare la macchina, avranno più parcheggi.

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    1. Io però imporrei ai ciclisti una severa disciplina stradale. Non accendono i fari di notte, corrono sui marciapiedi, evitano accuratamente le piste ciclabili. E nessuno li sanziona mai. La toponomastica stradale in dialetto può accontentare gli over 70, resta incomprensibile e indifferente al resto dei fidentini.

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    2. anonimo del 22 Settembre 09:15
      sono d'accordo che i ciclisti debbano rispettare tutte le norme stradali come gli automobilisti.... che non dovrebbero superare i 50 Km/h nel centro abitato di Fidenza (il che non avviene sempre sulla via Emilia, in via Togliatti, Mazzini, etc...), non dovrebbero parcheggiare dove non si puo' (come la Citroen bianca regolarmente parcheggiata in Vicolo Tagliasacchi ad un passo da via Cavour), etc....
      Visto che ci sono:
      1) perche' non chiudere alle auto il sottopasso di via Mazzini, e' una camera a gas: chi passa a piedi (magari con la biciclette a mano) per andare al parcheggio o al cimitero fa "un pieno" di polveri sottili ed inquinanti vari da paura, vorrei vedere li' un centralina che monitora l'inquinamento cosa segnalerebbe.
      2) Perche' non allargare la ZTL in centro, certo la prima reazione di bottegai e residenti sarebbe negativa, ma poi fare shopping in centro (magari in bicicletta coi figli piccoli) sarebbe piu' bello con meno auto ed inquinamento.... e magari si revitalizza il centro

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi