martedì 29 gennaio 2019

Svarioni e sfondoni sdoganati tra Crusca e Cruscotto

Un breve saggio di Franco Bifani, promuove Alighieri e boccia Di Maggio, pardon, Di Maio


Svarioni e sfondoni sdoganati

Ho appena letto, sul principale, glorioso quotidiano parmigiano, un trafiletto, tra l'ironico e l'amaro, circa lo sdoganamento e l'autorizzazione, da parte dell'Accademia della Crusca, almeno nel parlato di ogni giorno, di espressioni come “Esci, sali, scendi qualche cosa”, diffuse soprattutto al Sud. Saranno anche efficaci e sintetiche, ma, suvvia, non esprimono certo un italiano corretto. 

Forse si tratta di una compiacente amnistia generale, dedicata soprattutto ai nostri attuali parlamentari, dove abbondano straziatori cronici di congiuntivi e condizionali. 
Di Maio ha assicurato che, se avesse bisogno della Raggi, l'avrebbe telefonata. E tra i nostri onorevoli ci sono arringatori circoncisi o coincisi. Sono fantasiose e fantastiche creazioni neologistiche, ben superiori a quelle del poeta-vate D'Annunzio. 
Del resto, conosco persone che, loro, il moroso lo vogliono bene, che dicono Mosconi, non Moschettoni, Andare in incandescenza, che registrano, sul termometro, il picchio, non il picco, della febbre, che vorrebbero prendersi un anno sabaudo, non sabbatico, dal lavoro. 
Sono importanti evoluzioni linguistiche, rassegniamoci...
Franco Bifani

2 commenti:

  1. Roberta Taccagni29 gennaio 2019 19:22

    Purtroppo siamo destinati a vedere anche peggio. Condivido i dubbi e le constatazioni, questo è ciò che siamo e stiamo diventando.

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  2. Ho detto ai miei studenti che non si azzardino...Si sono meravigliati molto e non userebbero comunque tali costrutti.

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