sabato 26 ottobre 2019

Assegnato ex equo il Premio Don Amos Aimi 2019


Nella sala del Consiglio Comunale del Palazzo Municipale di Fidenza il Premio Don Amos Aimi 2019 ha espresso il risultato del concorso che ha visto la partecipazione di cinque libri e di sei autori, uno dei volumi indicava infatti una coppia di autori.

Il difficile compito di giudicare il merito e l'attinenza al bando delle opere era stato affidato ad una commissione presieduta dalla prestigiosa Prof.ssa Isa Guastalla, dal Prof. Italo Comelli e dalla Prof.ssa Mirella Capretti. 
In apertura la Prof.ssa Maria Pia Bariggi, assessore alla cultura del nostro Comune, ha ricordato che il premio non casualmente è dedicato a Don Amos Aimi, archivista, studioso di storia, illustratore e poeta; autore di numerosi pubblicazioni. 
Di Don Amos Maria Pia Bariggi ha lodato la sua "passione inesausta nella ricerca", la capacità di "rendere intellegibile a tutti il frutto delle sue ricerche" ed ancora la naturale propensione a "tradurre in azioni le ricerche stesse. 
"Il suo amore per il prossimo è la ragione di questo premio che non è un agone letterario. E' difficile d'altra parte che chi ama scrivere poi concorra" aggiunge Maria Pia Bariggi, prima di passare alle opere ed agli autori di questa seconda edizione del premio dedicato a don Amos Aimi.

Nel suo intervento il Vicario Generale della Diocesi di Fidenza, si è soffermato sulla umanità di Don Amos esaltandone la carità e la virtù civica, qualità che si esprimevano sempre "con gran rispetto verso le persone, talvolta in modo sconcertante. Faceva suo il pensiero dell'altro e solo dopo, in modo dimesso, esprimeva la sua opinione".


La Prof.ssa Isa Guastalla, accompagnata a Fidenza dalla prof.ssa Viviana Menoni, ha avuto parole di elogio per "l'iniziativa che non ha premi" e che vive per iniziativa della Dott.ssa Bariggi.
Dei libri che hanno avuto riconoscimento mi limito qui a riportare la motivazione espressa nelle pergamene, in altra occasione ho avuto modo di presentare sia autori che libri.

Premio Don Amos Aimi 2019
Premio ex equo a "Quisquis ille fuerit ..." 
di Ivano Lorenzoni
“Riconosco in ogni uomo un mio compatriota “: l’umanesimo, così sintetizzato da Montaigne, si addice all’opera di Ivano Lorenzoni.Le sue ricerche storiche sono infatti arricchite da una forte competenza etica. Si tratta di un umanesimo rigenerato con il  quale il protagonista Giuseppe Pallavicino dei Marchesi di Varrano, agisce verso la società grazie ad una morale di diritti e doveri che conferisce dignità all’intera esistenza. Una consapevolezza che sottrae dall’interesse personale e aumenta le relazioni di gratuità e di solidarietà. Il saggio di Lorenzoni, con un linguaggio chiaro ed efficace, riprende quella via, sempre nuova della storia umana, che richiede la priorità della coscienza.
Ambrogio Ponzi 
Premio Don Amos Aimi 2019
Premio ex equo a 
di Alberto Belletti.

La nostra storia scomparirebbe se gli studi sull'attività notarile non venissero più effettuati.Alberto Belletti, con “Gherardo Micheli: un notaio della Fidenza del Settecento”, ha in questo senso dato un notevole contributo. Lo studio sull'attività del notaio Micheli lo ha visto impegnato nell'analisi di circa milleseicento atti che gli hanno permesso, con rigore scientifico e notevole chiarezza espositiva, di proporre un vastissimo materiale dal quale altri studiosi potranno trarre elementi per indagare su molteplici aspetti della vita del tempo.Culture e atteggiamenti ora lontanissimi, ora vicini alla contemporaneità. Come nella biblioteca di Alessandria, negli atti notarili si trova di tutto: è un impegno per indagare ulteriormente.
Premio Don Amos Aimi 2019
Menzione speciale a "Il biscione del Borgo" 
di Franco Nardella e Adriano Gainotti.
Come distinguere la realtà dall’immaginario?Certamente questa non è la finalità del poema eroicomico che Franco Nardella ha scoperto e che Adriano Gainotti ha tradotto nel dialetto borghigiano. Tuttavia il poemetto aiuta ad intuire come l’immaginario accompagni ogni azione e solleciti i comportamenti nel quotidiano. Agostino direbbe “exstensio animae”: ciò accade a Borgo San Donnino nei confronti del Biscione. Nardella e Gainotti, in modo implicito ed esplicito, ci aiutano a camminare con quei borghigiani con un testo che è stato scritto, riscritto, tradotto, non perduto

1 commento:

  1. Marisa Guidorzi27 ottobre 2019 01:10

    Complimenti ad Alberto Belletti per il riconoscimento ricevuto.
    Conosco il contenuto del testo che ho letto con molto interesse già alcuni mesi fa.
    Dalla ricerca emergono aspetti della vita e dei rapporti di una parte della società borghigiana della seconda metà del Settecento, una documentazione approfondita che si presta a varie riflessioni sulla storia di quel periodo.

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