mercoledì 25 dicembre 2019

Il presepe di Luigino e compagni in Cattedrale


Un Presepio come quello della cattedrale va percorso nelle sue tre dimensioni di spazio e gioco di prospettive, nella sua dimensione temporale scandita dal passaggio dal giorno alla notte ed ancora al giorno, va compreso in quello che riprende dalla consolidata tradizione che colloca il presepe nelle più varie ed imprevedibili scene di vita. 

Il presepe di Luigino e compagni (Luigino Aimi, Marco Reggiani e Andrea Giavarini) colloca l'Evento in un contesto che ci era familiare nel Novecento sino agli anni settanta e descrive accanto allo Straordinario di una Nascita l'ordinario rito che si celebrava nel freddo dell'inverno nelle nostre campagne. L'unità tra i due eventi è appunto la stagione che, da una parte, mette a dura prova il Bambino appena nato e, nel contempo, aiuta la preparazione degli insaccati suini.
Mancano i pastori che la transumanza ha tenuto quest'anno lontano, mancano gli angeli ma forse siamo noi che non sappiamo più vederli, non mancheranno in gennaio i Re Magi che l'evento l'avevano letto nelle stelle da 1800 anni quando ancora Abramo non aveva intrapreso il suo viaggio dalla Caldea alla Terra Promessa, un cammino lungo il loro che attraversa tutta la Mezzaluna Fertile.
Non resta ora che mostrarvi qualche immagine invitandovi ad una visita diretta nei tempi e nei modi che il manifesto suggerisce.
A.P.















4 commenti:

  1. Bello, per dinci!

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  2. Ma... e Babbo Natale? Poi gli americani si offendono, santo cielo, e anche che la Coca Cola Company. Pensateci, Beatrice e Clary!

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  3. Spettacolare! Complimenti .

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi