venerdì 7 febbraio 2014

"Storia, mito e leggenda: Giorno del ricordo" di Franco Bifani


Caro Franco scusa questa mia breve introduzione.
I "cosacchi" sono arrivati anche a casa nostra, a Fidenza tra il 44 ed il 45, avevano fatto quartiere nell'attuale scuola Zani dove, al primo piano, dopo la guerra, ricominciammo a studiare il latino. 
Anche questo ci dice che l'orrore della guerra è sempre stato globale, e gli orrori nell'orrore non sono mai numeri che giustificano altri orrori. Sono fatti di storia quelli che elenchi, ma nessuno di essi giustifica l'altro. Pensarla così è in qualche modo negare la lezione che le rievocazioni, non parliamo di memoria, ci danno.

Ma per tornare a questa "Giornata del Ricordo" l'articolo di Mario F. cerca di sfuggire alla logica perversa della giustificare l'orrore come ineluttabile vendetta ponendosi dalla parte delle vittim, di tutte le vittime.
Ti ringrazio del tuo contributo che sinteticamente ci avvicina a fatti accaduti ed anche a silenzi che tuttora attendono una risposta. 
Manca tuttavia un passaggio, troppo spesso dimenticato dalla ricostruzioni di parte, passaggio che forse potremmo trovare in quel massacro della prima guerra mondiale dove è iniziato il "Viaggio al termine della notte" .


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Storia, mito e leggenda

Come sempre, devo sobbarcarmi l'onere e l'onore, gratuiti entrambi, di certe necessarie precisazioni, attirandomi probabili ire  funeste da don Fontanelli, dal temibile Germano, dai certi residuati bellici di destra e di sinistra. 
Spero solo di sopravvivere..., la verità ci fa male lo so, ma ognuno ha il diritto di vivere come può, cantava Caschetto d'Oro. 
I partigiani ne hanno senz'altro combinate di cotte e di crude, ma in misura molto minore, nello spazio e nel tempo, che non le bande fasciste, dal 1919, fino alla fine di aprile del '45. Inoltre, la maggior parte di loro -che non erano tutti comunisti sfegatati ed arrabbiati- combatteva per liberarsi da un fascismo, succube ed asservito al nazismo, quello della RSI, cupa, torbida, infame, genocida ed omicida, votata al fratricidio, sotto gli occhi divertiti delle SS e dei soldatini biondi della Wehrmacht. Gli ideali di tanti partigiani erano ben diversi da quelli, foschi e liberticidi dei repubblichini. 
Prima del Triangolo della Morte, in tutta l'Italia sotto il giogo maligno dei nazifascisti, per quasi due anni, abbiamo avuto triangoli, quadrati e cerchi di eccidi abietti,  di cui erano vittime civili inermi ed innocenti, di ogni età, ceto e censo, spesso eseguiti con l'attiva collaborazione di fascisti locali, che sapevano dove guidare e dirigere i macellai delle SS. Stalin si è difeso da un'aggressione tedesca, che ha provocato 20 milioni di morti ammazzati,tra civili e militari russi, il 10% della popolazione totale. 
Le vendette partigiane ci sono state, eccome, ma vorrei vedere come reagirebbe chi ha visto parenti ed amici impiccati, fucilati, torturati a morte, solo perché non-fascisti. 
La rivoluzione rossa post-bellica fu tentata, dopo il ferimento del Migliore, nel 1948, ma fallì, anche per l'intervento diretto di Togliatti, che tutto voleva, ma non l'Armata Rossa in casa, con al seguito la NKVD, lui, che per anni era vissuto a Mosca e conosceva bene i metodi  di Stalin. 
E poi, gli americani avrebbero schiacciato un simile tentativo, anche perché l'Italia, con gli accordi di Yalta, rientrava alla sfera di influenza USA, e Stalin non avrebbe speso una sola parola per i compagni italiani in rivolta, come era accaduto in Grecia.  
Mussolini non mosse un dito per gli IMI, per non irritare Hitler, così come Togliatti non si interessò affatto dei prigionieri italiani in URSS, in ossequio a Stalin. Riguardo alla faccenda delle foibe, questo eccidio, anche se recentemente ridimensionato nella quantità, resta odioso, insieme al bando dalla Jugoslavia di centinaia di migliaia di istriani.  
I quali furono accolti sempre molto male, qui da noi, se non con odio e disprezzo, vedi il famoso episodio alla stazione di Bologna, dove dei forsennati agit-prop del PCI non permisero loro di scendere dai treni, per bere un goccio d'acqua: erano tutti degli sporchi “fassisti”. 
Ho letto  sull'argomento  decine di libri, articoli e ho visto parecchi docu-films; ho parlato, a La Spezia, nel 1975, con alcuni anziani istriani, ivi  sfollati. Ma non bisogna fingere di dimenticare che, per secoli, prima sotto la Serenissima veneta, poi con Mussolini, gli sloveni ed i croati erano stati trattati come sub-umani, slavi=schiavi, e i fascisti avevano perpetrato una politica di italianizzazione forzata, come in Sud-Tirolo,ma ancor peggio, secondo modalità infami e vergognose. 
Quindi, se poi la gente, stanca di secoli e secoli di oppressione, si abbandona a vendette, non meravigliamoci più di tanto. 
Cerchiamo sempre, come raccomandavo ai miei alunni, di metterci nei panni altrui, e di guardare le due facce della medaglia e di ascoltare il suono di almeno un paio di campane. Spero solo che, almeno quest'anno, fuori dal Teatro Magnani, manchino quei due o tre sopravvissuti dello stalinismo  e del titoismo più bieco, presenti, con bandiere rosse, manifesti e gadgets vari, inneggianti al caro dittatore serbo. 
E' pur vero che l'eroico partigiano Mario Toffanin, Capitan Giacca, lo stragista di Porzùs, fu ben accolto dai titini, ma, insomma...
Non dimentichiamo infine che quella Chiesa che, per mano e per bocca del filoteutonico  Pio XII, aveva scomunicato socialisti e comunisti, mai lo fece con i nazifascisti, anzi, costoro erano visti come l'unico baluardo alla calata dei cavalieri cosacchi per abbeverare i loro destrieri nelle fontane di Roma e di Piazza S. Pietro. 
E persino la Madonnina di Fatima, aveva previsto l'affermarsi del comunismo in Russia -anche se seguito dalla sua conversione, mai avvenuta- nel 1917, ma non il tragico insediamento, di lì a poco, dei fascismi, in tutta Europa, che provocarono la II Guerra Mondiale, con la morte di decine di milioni di militari e civili. 
Ed anche, gli odi ed i rancori inestinguibili, qui in Italia, dopo ancora 70 anni, tra chi è di sinistra e chi è ancora di destra; o tutti cùmunisti, brutti, sporchi, antipatici, cattivi e pedofagi, o invece, fassisti, carogne, tornate nelle fogne!, rassisti, nemici della Resistensa, senofobi, chepitelisti e nemico del popolo. Tutti solo italiani, no, vero? Amen!

Franco Bifani,
 fassista, cumunista, qualunquista, eretico, ateo e che altro ancora

2 commenti:

  1. Germano Meletti7 febbraio 2014 21:13

    Caro Franco, niente di nuovo alla luce del sole: proprio oggi, assistendo al TG Parma di TV Parma il presidente di un'associazione di cui non ricordo il nome, "reclamizzava" la Giornata della Memoria per il prossimo 10 febbraio per ricordare i martiri delle Foibe. Alle sue spalle varie locandine che illustrano l'evento, in primissimo piano e a caratteri enormi è evidente una scritta che recita: FOIBE E FASCISMO. Ma sono io rincitrullito a causa dell'età ormai avanzata o siamo di fronte a qualcuno che ci sta ingannando stravolgendo la storia, almeno come impatto per la pubblicizzazione di certe manifestazioni. Vuoi vedere che sono stati i fascisti a perpetrare simili gesta disumane ai partigiani titini? Ma io inorridisco di fronte a simili disonestà intellettuali, dove pensiamo di arrivare con certi partiti che ci ingannano ancora nonostante ci abbiano vergognosamente taciuto fino all'inizio degli anni '60 simili atti barbarici perpetrati da loro "compagni" nei confronti di famiglie non colpevoli di essere fasciste, ma solo perchè erano italiane. Probabilmente se fosse sopravvisuto il Partito Fascista i suoi seguaci si comporterebbero allo stesso modo, allora che differenza c'è tra un partito soppresso ed uno che ci inverte la storia? Ah, è vero, nel secondo caso si sono soppressi da soli, ma allora di chi sono figli i correttori della storia?

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  2. Germano, ma forse c'è stato, nel tuo caso, un equivoco interpretativo, anche per alcune ragioni che ho elencato io. Non si voleva, al TG-PR, addossare le colpe delle foibe al fascismo, ma ricercare le connessioni storiche tra quanto i fascisti locali avevano perpetrato, in Istria e dintorni, e le conseguenti vendette dei titini. Infatti, il maggior numero di infoibati erano esponenti, maggiori o minori, del PNF.
    Ambrogio, io penso che tu mi conosca abbastanza da non credermi un giusitificatore di stragi e di vendette. Non mi sono mai vendicato di nulla e di nessuno, non sono un baciapile, ma mi ritengo fedele al Verbo di Cristo, in ogni occasione, soprattutto quando è arduo e difficile seguirlo, al contrario di tanti chiesaioli. Ma la stragrande maggioranza degli esseri umani non dimentica e non perdona; la Nemesi storica è viva e vegeta. Chi di spada ferisce, di spada perisce, nessuno si ricorda del rimprovero mosso da Cristo a chi lo aveva difeso con la spada, al momento del suo arresto; la legge del taglione era presente anche nel Vecchio Testamento e spesso, nel corso della Storia, gli articoli del Codice di Hammurabi, dopo quasi 3500 a anni, sono validi per molti, anche se non per me e e per te.

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