domenica 17 agosto 2014

L'assessore all'urbanistica Giancarlo Castellani ed il PSC

 Esce domani l'intervista che Giancarlo Castellani ha rilasciato alla Gazzetta di Parma focalizzata sul PSC che deve concludere entro il corrente anno il suo iter con l'approvazione del Consiglio Comunale.

Nell'articolo Castellani riprende sostanzialmente il programma del suo partito, il PD, e conferma la volontà di tenere l'opzione "consumo di suolo a saldo zero". 
La proposta di PSC che si trova tra le mani non è tuttavia "a saldo zero" anche se include importanti limiti all'espansione urbanistica nella parte sud della città. Si tratterà quindi di vedere se questa Amministrazione rivedrà alcuni aspetti del PSC oppure si affiderà unicamente allo strumento del POC (vedi nota) nella sua opera di contenimento rinviando alcuni progetti compresi nel PSC al successivo mandato elettorale. 


Nota
I Piani Operativi Comunali (POC) sono gli strumenti urbanistici che individuano e disciplinano gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e trasformazione del territorio previsti dal PSC, da realizzare nell'arco temporale di ciascun quinquennio in conformità alle previsioni del PSC e senza modficarne il contenuto. 


4 commenti:

  1. Ricorderà, il "Nuovo" Assessore, i dati della Provincia (di cui era Assessore) , nei quali vi erano più Comuni che già avevano raggiunto o erano al "limite" dell'uso del Suolo (Parma, Fontevivo, Fidenza);
    Ricorderà l'autocritica dell'Assessore alla Regione E.R. .Felicia Bottino, Basta sostituire Bologna con Fidenza , il risultato non cambia, anche da noi non siamo stati capaci di "costruire nuove piazze", anzi le togliamo : P.za Repubblica, piazza Foro Boario .... Quest'ultima però siamo ancora in tempo "salvarla " per un disegno a sostegno della Città. Abbiamo già dato tanto. Ripropongo una parte dell'autocritica di Felica Bottino , architetto , già assessore E.R. (Presidente PL Bersani)
    "«Il settore pubblico in questi anni ha drogato le imprese costruttrici per un senso di comodo, per avere consenso, per ottenere voti. Abbiamo fatto piani urbanistici che decantavano riqualificazione, rigenerazione urbana, poco consumo del territorio. E invece poi la capacità edificatoria veniva aumentata, si facevano varianti su varianti. La colpa è di tutti, è anche mia, che alla fine quelle varianti le approvavo. Avrei dovuto dimettermi, ma ci tenevo troppo al piano paesistico». Felicia Bottino, architetto, per dieci anni assessore all’urbanistica della Regione Emilia-Romagna, entra a gamba tesa nel dibattito sulla riqualificazione mancata della città. Con un’autocritica, un po’ di (impietosa) memoria storica e qualche consiglio.

    Partiamo dall’inizio. Dai favolosi anni Ottanta, quando il mercato del mattone macinava a pieno ritmo e le ruspe scavavano felici. Costruire era facile e vendere ancor di più, i palazzoni crescevano un po’ ovunque, e non restavano vuoti. «Io non volevo dirlo«, ride la Bottino, «ma la speculazione è finita perché il mercato è bloccato. Speculare non si può più, anche volendo». Il riferimento è al collega Mario Cucinella, che nei giorni scorsi aveva invitato la città a «smetterla con la speculazione». Scelta ormai forzata, dice la Bottino. «Poi, sulle ricette sono d’accordo con Mario: bisogna puntare sulla riqualificazione energetica, fare un salto di qualità, creare piazze, teatri, auditorium. La verità è che in tanti anni non siamo riusciti a costruire quartieri che abbiano un decimo della qualità del centro storico: quello, almeno, siamo riusciti a preservarlo. Ma è possibile che in via Stalingrado non siamo stati capaci di costruire una piazza?».

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  2. A Fidenza, invece, le ruspe non hanno risparmiato nemmeno il centro storico (distruzione della rocca, demolizione di palazzo Bellotti nella piazza del duomo, piazza Repubblica davanti alla stazione, palazzo Arzaghi, di cui si aspetta il crollo e chi più ne ha,più ne metta...). "Quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini"... si può così riproporre: "quello che non fecero le guerre, lo fecero i sindaci ottusi di Fidenza...Nessuno riuscirà a fermare questo massacro?

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  3. A Fidenza nemmeno il centro storico è stato salvaguardato (distruzione della rocca, piazzale della stazione inesorabilmente sfregiato, palazzo Bellotti, nella piazza del duomo demolito e sostituito con un moderno palazzo di cemento, palazzo Arzaghi abbandonato all'incuria, in atttesa che crolli e chi più ne ha, più ne metta). Tutto questo grazie alla lungimiranza ed alla cultura artistica dei nostri sindaci. "Quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini, che traslato, si potrebbe riproporre così: "quello che non fecero le guerre, lo fecero i sindaci ottusi di Fidenza"...

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  4. Invece a Fidenza il centro storico non esiste nemmeno più (demolizione della rocca, piazza Repubblica sfregiata e quasi sparita; palazzo Bellotti in piazza duomo, abbattuto e sostituito da un moderno palazzo di cemento, altro sfregio; palazzo Arzaghi abbandonato all'incuria in attesa di crollo e chi più ne ha, più ne metta) "quello che non fecero i barbari, lo fecero i Barberini" a Roma, che in senso traslato si può così esprimere:"quello che non fecero le guerre, lo fecero i sindaci ottusi di Fidenza"...

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