mercoledì 13 agosto 2014

Uno scheletro in Via IV Novembre



Liberato il panorama dall'incombente gru che da cinque anni è stabile resta irrisolto il problema dell'area ex-Esso anzi i problemi si accumulano come l'immondizia. 



Sappiamo tutti della valenza estetica dello scheletro tra Via Gramizzi e via IV Novembre ma c'è molto di più e di più preoccupante che riguarda la viabilità ma anche l'igiene.

La rimozione della gru doveva comportare la fine dell'emergenza della viabilità in via IV Novembre, ma chi ha pensato a rimuovere il braccio della gru ne ha conservato la struttura di appoggio che impedisce il ripristino della normale viabilità. Dimenticanza? No certamente, in quanto un muro di solido cemento alto sessanta centimetri e largo altrettanto è stato (abusivamente?) costruito su area comunale a ridosso dei blocchi di jersey e per tutta la lunghezza dell'edificio. Muro provvisorio in attesa di variante urbanistica, lecito pensarlo difficile affermarlo. 
Sino a quando questo muro non verrà rimosso, ci sarà da martellare parecchio, non ci sono speranze che la strada ritorni ad una qualche normalità. E' questo accettabile?

Il problema igienico è tuttavia quello che oggi più preoccupa gli abitanti di Via IV Novembre. 
Visibile nelle foto è l'immondizia accumulata nel cantiere, non visibile un'altro fattore igienico riguarda gli "abitanti" che vivono e muoiono all'intero dello scheletro. 
La situazione è questa: nei vari piani dello scheletro i piccioni, oltre a rilasciare i loro escrementi, vi muoiono. Quel che  resta dopo il banchetto delle cornacchie dei loro residui rinsecchiti, che rilasciano profumo alla brezza, è trasportato dal vento e lo si può trovare sul tetto delle case o nei giardini. Questa la lugubre descrizione degli interessati.
Non mi dilungo oltre se non per ricordare: l'edificio è in parte costruito su terreno già di proprietà del Comune, i garage sotterranei hanno pure la stessa provenienza, il fabbricato è stato costruito in luogo ricco da sempre d'acque, dove finisca oggi l'acqua che si accumula saranno i tecnici a spiegarlo visto che una soluzione (definitiva?) sembra l'abbiano trovata. 
Le foto dicono questo ed ad occhi attenti anche di più. 

Infilata prospettica della galleria costruita 
su terreno già di proprietà comunale
Ciò che rimane della gru parzialmente rimossa
 a seguito ordinanza postelettorale

Il terreno di proverbiale fertilità alimenta piante di essenze diverse 
Nella foto sopra e in quella seguente visibile il muro di cemento
che segue fedele il fabbricato e i blocchi di jersey 


Ulteriori protezioni o rilascio di rifiuti?
Questo era il progetto dopo l'ultima variante urbanistica
la nostra prima denuncia risale al 2008
La nostra denuncia risale al 2008 quando scrivevamo:

Questo edificio di 7 piani che altera significativamente l'assetto urbano di via IV Novembre, caratterizzato in questa parte da villette a due piani con antistante area verde o cortilizia, è reso possibile a seguito della:

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE del 15/09/2005 (Delibera N.: 74 avente per oggetto:"PRG. MODIFICA DI ASSETTI FISICO MORFOLOGICI DELLA SCHEDA 2.6 "EX DISTRIBUTORE ESSO" (ART. 23.6 N.T.A.).")

"La modifica riguarda sostanzialmente il carattere urbano ed edilizio da conferire al fabbricato passando da una soluzione più compatta ma di minor altezza ad un fabbricato maggiormente sagomato e che riduce progressivamente la propria pianta ma raggiunge quote di maggior altezza (la parte più alta prevede di arrivare fino a 7 piani)."
"La soluzione definitiva che viene oggi sottoposta al Consiglio Comunale prevede, inoltre una limitata occupazione di suolo pubblico (13,80 mq) da parte della costruzione su via IV Novembre; di tale superficie è necessario prevedere la cessione contestualmente alla sottoscrizione della convenzione urbanistica e l'istituzione di uso pubblico in quanto la stessa al piano terra è destinata alla formazione del porticato che caratterizza il fronte di via IV Novembre."
"Allo stesso modo la modifica oggetto di approvazione prevede l'istituzione di servitù di sottosuolo per autorimesse a favore del complesso su una superficie di 67,37 mq destinata a rimanere invece di proprietà pubblica."



4 commenti:

  1. Mi domando: ma il comune cosa aveva da guadagnare ad approvare un progetto di per se' assurdo come questo? E i terreni comunali sono stati saldati così come gli oneri? Ci sono fideiussioni? Visto che ora gli amministratori sono gli stessi ci piacerebbe avere una risposta pubblica...

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  2. Mi domando: ma il comune cosa aveva da guadagnare ad approvare un progetto di per se' assurdo come questo? E i terreni comunali sono stati saldati così come gli oneri? Ci sono fideiussioni? Visto che ora gli amministratori sono gli stessi ci piacerebbe avere una risposta pubblica...

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  3. l'ha mai redatta, quella delibera, in stile Alberto Gilioli? Proprio lui? Ma per denotare la propria cultura specifica e le abilità teoriche pertinenti a certi settori, c'è bisogno proprio di parlare e scrivere come NON si mangia, per incantare il povero popolo bue e non fargli capire una mazza delle varie delibere? Come chi non sa essere naturalmente elegante e, per ostentarlo, si riveste di abbigliamento griffato, così chi possiede determinate competenze settoriali, sciorina una cripto-linguaggio per iniziati, per istituire una debita distanza tra sé ed il resto della feccia ignorante. Mi viene in mente quella favola di J. de La Fontaine, "La gazza vestita con le penne del pavone".

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  4. Poveretti quelli che abitano nella casa immediatamente dietro. E' stata rubato loro la luce del pomeriggio in cambio di un mostro...vergogna. Ma evidentemente va bene così visto che un protagonista di allora è oggi il nostro sindaco

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi