domenica 19 agosto 2018

Santuario di Montemanolo e pertinenze della Pieve di Cusignano

Chiesa Parrocchiale di Cusignano
da una particolare angolazione 
Pieve di Cusignano
Santuario della Madonna di Montemanolo

Dalla strada comunale per Banzola, appena passato il centro di Pieve di Cusignano, si stacca sulla destra un'impegnativa salita tra campi e vigneti che porta alla località di Montemanolo, dove, da almeno duecento cinquant'anni, sorge un oratorio; da tempo ancor più lontano vi si ricorda la devozione per la Madonna. 
Santuario della Madonna di Montemanolo
"Monte Maculo", come località, è ricordato per la prima volta in un documento del 14 settembre 1203, dal quale si può apprendere la sua notorietà dal punto di vista geografico, quale 'pertinentis Cusiniani" e formato da abitati rurali sparsi, boschi ed aree coltivate. 
In questa località fin dalla seconda metà del XV secolo vi era un oratorio dedicato a San Giacomo e di patronato della Famiglia Oddi. 
Questo nucleo familiare vanta origini antiche e certe in questa terra: "Albertus Oddi " fu tra i testimoni del rogito ricordato del 1203, oltre ad essere attestato nell'Estimo del Sale del 1415. 
L' "Oratorium S. Iacobi in terra de Montemanulo" figura negli estimi della Diocesi di Parma del 1520 e 1564; in seguito, con molta probabilità, fu abbandonato e non più officiato; non fu infatti ricordato nella Visita Apostolica di Mons. Giovanni Battista Castelli nel 1579. 
Nel 1520 era curato dal Parroco di Banzola Don Francesco del Monte, mentre nel 1564 da Don Paolo Ragazzoni e Don Giovanni Battista Nova. 
Sempre nel 1564 godeva di un reddito annuo di 22 lire ed il suo conferimento era di spettanza del Vescovo. Ne fece dovuto ricordo, fino agli anni settanta del XX secolo, appena dentro al bosco, quasi al limite della salita, un bel pilone viario con l'immagine di San Giacomo. 
Annesso all'oratorio vi era il Beneficio sacerdotale dedicato a San Giacomo Apostolo e a Sant'Agnese Vergine e Martire. Aveva l'onere di una messa mensile ed era di libera collazione, ma fu sempre conferito dalla Curia Romana. 
Ma, per ritornare, a questo santuario, occorre parlare del culto alla Vergine Celeste, che qui miracolosamente sorse, si sviluppò ed è tutt'oggi molto radicato. 
In mancanza di date certe, si può ritenere che sia iniziato già dai primi del XVIII secolo, quando si ha notizia delle prime storie miracolose in questo luogo, dove, da chissà quanto tempo, un devoto cristiano aveva fatto dipingere l'immagine della Beata Vergine su un capitello di strada, scrivendoci sotto "A Maria ". 
Tra i primi fiduciosi pellegrini che qui si recarono in raccolta e speranzosa preghiera, vi fu anche il marchese Don Ercole Pallavicini, Arciprete di Pieve di Cusignano dal 28 settembre 1734 all'8 giugno 1769. 
L'anziano sacerdote, gravemente malato di gotta, dopo ben tre giorni consecutivi di pellegrinaggio a Monternanolo si trovò guarito e, ricolmo di fede, per celebrare degnamente il mistero della grazia, di cui lui stesso aveva beneficiato, fece costruire il primo edificio, proprio sul punto esatto ove sorgeva il cippo miracoloso. L'Arciprete fece inoltre scolpire il medaglione in marmo bianco di Carrara.
Elisa Denti
1- Madonna della Serenità 
2- Santuario Madonna delle Grazie
3- Cippo di San Giacomo

Carta topografica del 1700 riguardante la zona pedemontana dello Stato Pallavicino passata al Ducato di Parma nel 1587

La lettura di questa pergamena porta a pensare che
 già si parli della " Pieve " già sin dall'anno 1005

*Dal sito web http://www.pievedicusignano.it/index.htm su indicazione dell'amministratore sig. Nando Dallagherarda

1 commento:

  1. Marisa Guidorzi20 agosto 2018 09:57

    Brava l'autrice della ricerca. Buono lo spunto per allargare l'interesse ai dintorni ricchi di Storia.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi