venerdì 8 marzo 2019

Rocche, fusi e fusaiole. La pratica della tessitura affonda nel mito


Si è concluso ieri 7 marzo presso la Biblioteca Comunale M. Leoni il ciclo di conferenze “I giovedì dell'archeologia”.
La D.ssa Maria Pia Bariggi ha presentato l'intervento della relatrice D.ssa Manuela Catarsi con un pubblico che si è mantenuto costante nella  partecipazione a tutti gli incontri.



Interessante il tema proposto: ”Rocche, fusi e fusaiole per la pratica della tessitura”, che vede in primo piano l'opera femminile, ma per la complessità dell'attività ha sempre coinvolto anche l'uomo. 
Non ci può essere infatti tessitura senza fibre tessili, le quali riportano all'agricoltura e all'allevamento con il conseguente  commercio. Già dal mondo preistorico e protostorico la filatura è presente ed evidente è la sua sacralità. 
Il mito di Aracne, trasformata in ragno per aver sfidato con la sua bravura e il suo orgoglio la dea Atena, mostra in quale considerazione fosse tenuta la perizia della donna nella tessitura. In Omero fedeltà coniugale e tessitura sono rappresentate insieme nella figura di Penelope che nell'attesa del ritorno di Ulisse inganna i Proci con la sua interminabile tela.  
Immagini del telaio sono visibili all'interno delle tombe, iscrizioni indicano i pregi della sposa tra cui oltre alla castità, alle virtù domestiche compare la tessitura.


Percorrere la storia dell'attività tessile significa anche percorrere la storia della figura femminile nel contesto familiare e sociale. Se è pur vero che la donna nell'ambito della famiglia aveva un ruolo importante, tuttavia era sempre affidata alla tutela maschile, prima quella del padre, poi quella del marito.
Dal mondo classico greco attraverso la colonizzazione dell'Italia meridionale le consuetudini passano al mondo latino e i documenti e le testimonianze sono sempre più precise. La necessità di avere a disposizione lana intensifica l'allevamento con la ricerca di pascoli.
Gli storici Strabone e Varrone parlano del commercio della lana nelle nostre zone emiliane e dalla Tabula Alimentaria di Veleia si conosce la pratica della transumanza in Val Trebbia.
Dagli scavi di alcune ville sono emerse ossa di ovini in quantità nettamente superiore ad un allevamento ad uso familiare e quindi destinato al commercio di lana e di carne.
Del resto a Parma risulta esistesse un tempio dedicato a Minerva (Atena), che tra le altre e tante prerogative aveva anche quello della tessitura (come visto più sopra).

TEXTRINE: Pesi- strumenti per l'arte della filatura e tessitura.
Il peso diverso condizionava la consistenza del filo.

FULLONICA: Lavanderia
Marisa Guidorzi

1 commento:

  1. Molto interessante. Anche a Borgo c'erano molti tessitori maschi e ce lo dice il nostro dialetto. Infatti il termine "dzödar" (tessitore) era usato quanto il femminile "dzödra".

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