venerdì 15 giugno 2018

Fra Modesto del "Casermone" e la "giovinetta adorna d’esquisite bellezze"

Quando alla fine del XVI secolo Fra Modesto da Modena, "la cui vita fu una continua austerità e corso d’oratione", venne a Borgo fu ospitato nel convento dei cappuccini che insisteva sull'area attualmente occupata dall'imponente edificio chiamato comunemente "Casermone" e dal Parco delle Rimembranze.
A quei tempi l'area era in aperta campagna, Borgo terminava infatti qualche centinaio di metri più il là, all'altezza dell'attuale parco Matteotti, questa situazione rimase immutata per almeno trecento anni.
Disciplina (NOTA 1) e libro della Regola
Di fra Modesto abbiamo già raccontato un evento edificante alla pagina "Il miracolo del perpetuo silenzio" ma ben altro ci riserva la sua storia che mi permetto di esporvi nella forma canonica ufficiale riportata dagli annali, prima in latino tardo medievale poi in volgare. 
Il primo episodio narra del corpo che giornalmente il frate aveva con i diavoli che invano lo tentavano. 
Il secondo episodio ha una trama più complessa introducendo un personaggio celeste che personifica la bellezza  e la grazia della Serafica Religione de Cappuccini.
Fra Modesto lasciò questa terra nell'anno 1595.
A.P.

Come Fra Modesto flagellò il "nemico infernale"
Combatteva continuamente con l’astinenza, con le vigilie, e con le discipline contro i nemici infernali i quali altresì l’assaltavano così fieramente che bene spesso mentre si flagellava gli afferravano la disciplina (VEDI NOTA 2) per levargliela dalle mani; ma egli la teneva cosi ben stretta, che per quanta forza quelli gli facessero non gliela potevano levare, si che finalmente restando vittorioso flagellava aspramente l’uno e l’altro nimico il domestico e l’infernale.
La visione della "giovinetta adorna d’esquisite bellezze"
Godeva nell’orazione molte visioni celesti tra le quali si narra la seguente. Quando una notte dopo Mattutino nella Chiesa, vide comparirsi avanti una giovinetta adorna d’esquisite bellezze e molto risplendente, la quale essendo vestita pomposamente, haveva nondimeno alcune macchie sopra la veste nel petto quali procurava di levarsi con una scopetta. Non poteva capire I’huomo di Dio come una giovane così bella, e circondata da tanti splendori havesse quelle sordidezze nel petto, e addimandoneglie la cagione hebbe da lei questa risposta.
Modesto, se tu non mi conosci, io sono la tua Religione de Cappuccini cara, e amabile à Dio e à gli huomini. La bellezza, che in me vedi, me l’hanno conferita i veri Osservatori della Serafica Regola, i quali con le virtù, e perfettioni loro mi ornarono di quelle bellezze nel cospetto del Cielo, e del Mondo e tuttavia mi vanno sempre più adornando. E piacesse à Dio che in tutti si ritrovasse quell’amore di perfettione e quel zelo di perfetta osservanza, che sì ritrovò già in que’ primi figli del Padre San Francesco, quando a pena erami uscita alla luce, che non haverei nel petto quelle macchie, che hora vedi; percioche la virtù la quale per se stessa è adorna di luminosi splendori, viene tal hora à macchiarsi con le altrui sordidezze. Ma perche il fervore della santità viene ad intepidirsi in molti; quindi poi ne derivano gli scandali, i quali diminuiscono quel buon odore di santità, che prima si era sparso in ogni luogo, e io ne vengo à contrarre queste macchie, quali co’ buoni esempi degli altri, come con una scopetta procuro di le armi di dosso. Io in vero manterrò sempre la mia bellezza, ma siano avvertiti quelli, che con l’affetto alle cose del Mondo, con l’ambitione, con immergersi in negotij secolareschi, macchiano il mio bel nome, e quanto è dal canto loro offuscano questa cosi bella luce, della quale sono circondata. Ciò detto disparve la visione con la quale volle il Signore avvisare tutti i figli della Riforma (NOTA 3) che havevano ad attendere con ogni studio e sollecitudine alla perfettione, per aggiungere maggiori bellezze ad essa Riforma, e quanto debbono guardarsi dal castigo divino quelli che con le sordidezze de vitij loro macchiano, e offuscano gli splendori della Serafica Religione.

NOTA 1. - I frati Cappuccini, ….. , arrivarono a Borgo San Donnino nel 1573, circa 50 anni dopo la loro nascita. Si insediarono successivamente in diverse dimore: all’inizio viene loro destinata la chiesa di Santa Maria della Rocca con la casa parrocchiale; due anni dopo hanno già fabbricato un piccolo convento nelle adiacenze della chiesa. Nel 1582 acquistano un lotto di terreno, l’area che oggi accoglie il Parco delle Rimembranze, e vi erigono un convento ed una chiesa dedicata a tutti i Santi: vi si trasferiscono nel 1585.  Da “Il Messaggero Cappuccino”

NOTA 2. - “La «disciplina» era fatta da una grossa anella in cui si infilava un dito perché non sfuggisse di mano, e poi da una catenella di ferro, che terminava con un supporto da cui pendeva un insieme di catenelle corte e alquanto più consistenti. Se «disciplina» era il suo nome, «fare la disciplina» o «disciplinarsi» significava usare quello strumento su sé stessi quale medicina contro gli attacchi delle passioni o per prevenirle.”

NOTA 3. - La Riforma di cui si parla è quella nata con il Concilio Tridentino che comunemente viene indicata come Controriforma riservando il termine "Riforma" ad indicare il movimento religioso, politico, culturale che produsse nel 16° sec. la frattura della cristianità in diverse comunità, gruppi o sette. 

2 commenti:

  1. Per dinci! Mi ci voleva questo "ripasso", così ben arricchito. Grazie Ambrogio.

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  2. Marisa Guidorzi4 gennaio 2020 10:08

    Sempre buona cosa è rinnovar memoria a color che mente hanno distratta dalle umane cose!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi