domenica 5 maggio 2013

Il nuovo business della mafia italiana




Mara Monti - Luca Ponzi
Cibo criminale

In uscita il 2 maggio

Controcorrente n. 94
Argomenti: Salute 

Il nuovo business della mafia italiana

Documenti inediti in un'inchiesta shock che fa tremare l'industria alimentare

Prodotti contraffatti e venduti come autentico made in Italy stanno invadendo i nostri mercati e quelli stranieri.
Mozzarella di bufala, “l’oro bianco della Campania”, ricavata da cagliate provenienti dalla Germania; concentrato di pomodoro spacciato come italiano ma ottenuto allungando passata cinese; prosciutti di Parma contraffatti; formaggi confezionati con scarti avariati, dannosi per la salute; olio proveniente da olive tutt’altro che nostrane. Molti dei prodotti simbolo del made in Italy e della dieta mediterranea, che ogni giorno vengono venduti in tutto il mondo, sono il nuovo business di mafia, camorra e ’ndrangheta. Si chiama agromafia ed è un fenomeno in crescita, come dimostrano le stime dell’EURISPES: 12,5 miliardi di euro di fatturato all’anno, mentre le falsificazioni del marchio italiano nel mondo producono un danno per 60 miliardi di euro. È la prima volta nella storia che, pur di fare affari, si rischiano avvelenamenti di massa. In gioco però non c’è solo l’alimentazione in senso stretto, ma anche una delle risorse più preziose del nostro Paese: la cultura e il valore del mangiare bene. In un mercato sempre più globale, con regole non omogenee, la criminalità è capace di sfruttare ogni smagliatura nei controlli, arrivando a incrinare uno dei pilastri dell’economia nazionale. Mara Monti e Luca Ponzi ricostruiscono, con documenti e sentenze, i traffici illeciti legati ai prodotti alimentari che ogni giorno portiamo in tavola.

Le organizzazioni criminali italiane hanno messo le mani anche sul cibo

«Oggi, sotto il profilo dell’agroalimentare (...) è come se ogni italiano avesse aggiunto un posto a tavola per la criminalità organizzata: c'è un criminale che oggi sta seduto attorno a noi e che gode del fatto che (...) paghiamo una parte di denaro in più rispetto a quanto dovremmo, a fronte di una qualità inferiore.»
Pietro Grasso

Alcune delle inchieste presenti nel libro

• La mafia dei prosciutti
• Quella bufala di mozzarella
• Olio sempre più lontano dal made in Italy
• Il racket dei formaggi inquinati
• L’oro rosso, i cinesi e la camorra
• Le mani della criminalità organizzata sui fondi comunitari
Gli autori:
Mara Monti
è nata a Bologna dove si è laureata in Economia e ha conseguito un Master alla London School of Economics. Lavora come giornalista per «Il Sole 24 Ore». Prima di approdare al quotidiano dove si occupa di finanza, in particolare di casi giudiziari societari, ha lavorato a «Radio 24». È membro di IRPI (Investigative Reporting Project Italy), l’associazione italiana di giornalismo investigativo. Coautrice del libro Gialli finanziari, per la Newton Compton ha pubblicato L’Italia dei crack e - con Luca Ponzi - Cibo criminale.

Luca Ponzi
vive a Fidenza, in provincia di Parma. Giornalista prima alla «Gazzetta di Parma», ora alla sede RAI dell’Emilia Romagna, ha raccontato alcuni degli episodi di cronaca più importanti degli ultimi anni, dal crack Parmalat al rapimento del piccolo Tommaso Onofri. Nel 2012 ha pubblicato Mostri normali. Storie di morte e d’altri misteri, una raccolta di cold case avvenuti in Emilia Romagna dagli anni ’70 a oggi. 

1 commento:

  1. Franco Bifani5 maggio 2013 11:36

    Sempre in primo piano,da bravi uomini d'onore, gli affiliati alle varie mafie, in nome e per il bene del popolo italiano, cui non appartengono. Però diciamoci la verità, anche tra i nobili, duri e puri nordisti, più o meno padani, chi li contrasta veramente? Quanti parlamentari non sono altro che burattini e fantocci manovrati dalla criminalità organizzata,con essa solidamente collusi? E poi, garantisti e buonmisti come siamo, con forze di polizia che arrestano, nel limiti del possibile, i criminali, ed una magistratura che li rimette a mani e piedei liberi subito,come pretendere di sconfiggere la mafia? E' una fola vergognosa, che si ripete dai tempi della cosiddetta Unificazione italiana. Come diceva un certo poliziotto, dai metodi spicci, al collega, tutto osservante delle procedure, nel film "Mississippi burning", i topi di fogna vanno eliminati andandoli a scovare ed a sterminare nelle fogne, non trattandoli con i guanti di seta.Homo morto non fa guerra, e nemmeno mafia!

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