sabato 23 luglio 2011

Un ponte con l'Albania nella Pittura di Ettore Ponzi

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Cartolina dall'Albania 1930-40

Quella che segue è la traduzione di Irena Qordja 
dello scritto di Faik Skopeci apparso sulla rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania. L'articolo è stato da noi presentato nel post Albania il Paese delle aquile (Shqipëria). Abbiamo apportato alla traduzione solo lievi correzioni linguistiche rispettando il resto.


Cartolina dall'Albania 1930-40

ETTORE PONZI

Il pittore che trasformava i coperchi di legno delle cassette per munizioni in tavolozze.

Il paesaggio albanese rimane una fonte di ispirazione per pittori e fotografi e obiettivo della telecamera non solo di autori albanesi, ma anche dall'estero.

Temi provenienti da Albania, paesaggio, costumi, guerrieri, battaglie, aspetti della vita quotidiana, ecc, erano stati trattati in precedenza da pittori e disegnatori stranieri. Il pittore francese Eugene Delacroix, altri romantici,come Ary Scheffer, Léon Gérôme e Alexandre Decamps hanno perpetuato
immagini della vita albanese del 19 ° secolo. Uno dei ritratti più belli del pittore Camille Corot è intitolato "albanesi". Da Gentile Bellini, Albrecht Dürer, Carlo Crivelli e Paolo Veroneze abbiamo disegni e immagini dalla resistenza del periodo di Scanderbeg e dopo abbiamo dagli studenti di Rembrandt, J. Vliet e F. Bol per i quali è scritto che hanno realizzato le opere sullo stile del grande maestro stesso.


L’argomento albanese l’hanno affrontato il Bonigton, Richard Nicolas Poussin, e altri maestri. Le opere d'arte con le temi albanesi, escludendo i pittori, sono dovute anche a personaggi notevoli della letteratura e mondo dell'arte. In cima rimane il poeta George Byron, che è "battezzato" come lo scopritore della "argomento albanese." Molti maestri della pittura , per indicare la loro ammirazione verso li nostro paese, hanno presentato opere d'arte indossando costumi nazionali.
Tra i pittori che hanno trattato il panorama dell'Albania si può delineare il pittore italiano Ettore Ponzi, un pittore finora sconosciuto dal grande pubblico nel nostro paese. Durante l'occupazione fascista dell'Albania Ettore Ponzi è stato a Korca, dove ha trovato l'opportunità di continuare la sua passione per la pittura. Ci sono alcuni paesaggi molto interessanti di città di Korca, Morava, Dishnica e Ohri che ti ricordano i colori caldi del pittore Vangjush Mio.



Paesaggio "Forum Home", dipinto nel 1941, presenta una caratteristica casa per le strade di Korça, dove attira l'attenzione una donna che pulisce la passerella fuori dalla casa, dipinto su tela con pennellate veloci e sicuri. Il dipinto è stato realizzato con colori ad olio su cartone, misura 23 x 30 cm. "Neve sulle strade di Korca", olio su cartone misura 31 x 23 cm, dipinto nel 1942.




Chiesa Dishnicës" olio su cartone misura 30 x 27 cm, dipinta nel 1941. "Chiesa di Korca" olio su cartone misura 56 x 45 misura, dipinto nel 1942, due paesaggi dal titolo "Morava di montagna", con dimensioni 15 x 32 cm, dipinta nel 1942 e la misura di altri 20 x 40 cm.

Anche per l'area di lago di Ohrid  ci sono due lavori interessanti: "Lago di Ohrid" dove sul lato sinistro dell'immagine appare una capanna, anche questo lavoro con dimensioni 23 x 29 è stato eseguito rapidamente con spatola su cartone.

Chi era Ettore Ponzi?
Ettore Ponzi è nato a Borgo San Donnino (Fidenza) il 26 ottobre 1908, secondogenito di una famiglia che conterà alla fine sette fratelli. Le condizioni economiche non gli hanno permesso di seguire studi regolari e ha dovuto ben presto trovare un'occupazione. Tuttavia si è sempre applicato con passione al disegno ed alla pittura. Nel 1925 ha allestito una prima mostra nel laboratorio
in cui lavorava come elettricista, in via Gramsci a Fidenza. Al ritorno dal servizio militare, nel 1930, ha frequentato l'Istituto d'Arte Paolo Toschi di Parma, dove ha sviluppato il suo talento di pittore. Dopo quattro anni, nel 1934 Ettore Ponzi è laureato dall'Istituto d'Arte. Nel 1937 è stato invece all'accademia militare di Salerno. Ha partecipato, insieme all'amico Oreste Emanuelli, altro
pittore fidentino, alla seconda edizione del concorso nazionale Città di Cremona.
La vita in Albania 1941-1943
Nel 1941, come molti italiani, arruolato e inviato in Albania a combattere sul fronte della Grecia. Ponzi rimase in Albania fino all'8 settembre 1943.
Nonostante le difficoltà morali, materiali e logistiche non abbandono la pittura. Durante i periodi di tregua si trasformano in tavolozze i coperchi di legni delle cassette per le munizioni. Chiese ortodosse, moschee, case dei poveri, dei monasteri, paesaggi di montagna sono soggetti di queste tele di piccole dimensioni e soprattutto una grande decorazione ad affresco nella sala del
Circolo Ufficiali a Korca.
La capitolazione trova Ettore Ponzi nella zona di Berat, come responsabile del controllo del territorio. Unità dove serve entra in contatto direttamente con la Brigata SS di Brandeburgo. Dopo una battaglia, non poter resistere alla pressione dei tedeschi, l'unità è stato sciolto. Dopo questo Ponzi e il battaglione dove lui faceva parte, è stato riunito in montagna nella zona di Elbasan, in
movimento da un luogo all'altro, spinti dalle condizioni meteo e soprattutto dalla scarsità dei cibi importanti.
Gli italiani sono stati costretti a camminare in montagne, giorno e notte, fermandosi a dormire al freddo tra i cespugli improvvisati come letti. Sono molti gli vicissitudini e tribolazioni dell'artista. Il 31 dicembre 1343 fu arrestato dai tedeschi , dopo alcuni mesi si trasferisce a Belgrado dove è arrivato in salute piuttosto male tra gli internati nel campo della raccolta a Semlin.
"Resurrezione" di Ettore Ponzi
Lì è stato ricoverato in un ospedale locale, in condizioni di estrema stanchezza.
Un alto ufficiale, medico italiano, aveva predetto che Ponzi aveva solo poche ore di vita. In realtà egli è stato segnalato morto da alcuni infermieri insieme con i corpi di altri due ufficiali situato in un seminterrato. E 'stato un medico tedesco che ha notato qualche piccolo movimento degli organi interni del pittore, riportandolo alla vita.
Nel marzo del 1944 è stato imbarcato su una nave ospedale diretta a Vienna lungo il Danubio, per essere poi trasferito nel campo di concentramento di Wietzendorf. Qui Ponzi noto Giovannino Guareschi e Arnaldo Spagnoli, che descrive il modo vivace dei dipinti con acquerelli in fogli di piccole dimensioni.
Circa 40 disegni e acquerelli documentano la loro realtà quotidiana nel campo.
La mancanza dei colori e pennelli fanno pessimista il pittore che vuole dipingere. Ci sono altri prigionieri francesi che forniscono carta e matite, incoraggiando a riprendere la pittura.
Nel settembre 1944 è stato in grado di riprendersi di nuovo. Data 8 è stato marchiato nel suo diario come il giorno che a ripreso dipingere dopo tanto tempo. Il suo primo lavoro fu quello di sua madre, dipinto con acquarello. Dopo di che ha lavorato con persistenza e i disegni a matita e acquerello sono un chiaro quadro della vita in carcere.
Il ritorno a casa
Tornato in Italia alla fine di agosto del 1945, dove l'attività artistica riprese immediatamente. Ponzi è triste perché ha trovato la sua casa, in Fidenza, distrutta da attacchi aerei. Ha trovato rifugio con la famiglia in un palazzo che si affaccia le rovine della Cattedrale. Tra il 1945 e il 1952, i suoi dipinti riflettono il paesaggio delle mura e macerie causate dai bombardamenti.
Queste opere hanno oggi un importante valore documentario. Negli anni successivi si è dedicato alla pittura, il paesaggio e la sperimentazione in pittura.
Ponzi ha insegnato in liceo di Piacenza, Fiorenzuola, Salsomaggiore e Fidenza. Ettore Ponzi ha continuato la sua attività artistica fino ad un anno prima della sua morte al 31 gennaio 1992, ed è sepolto a Fidenza.
Il 27 gennaio 2010 in una cerimonia organizzata dal Sindaco di Parma sono stati dati 26 medaglie d'onore per i cittadini di Parma deportati e internati nei campi di concentramento nazisti, tra cui tredici in memoria. Una di queste medaglie è stato per Ettore Ponzi, come espressione di riverenza e di gratitudine per i sacrifici che lo Stato Italiano mostra per i suoi cittadini che nonostante le minacce hanno rifiutato di piegarsi e diventare collaboratori dei tedeschi nei campi di concentramento.
Tempo di studio
Dopo che avevo visto le opere di Ettore, mi ha solleticato l'idea di saperne di più di lui. Forse il fatto che avevo a che fare con un militare e un artista nello stesso tempo, mi faceva sentire più legato con questa figura, visto che dipingo dai diversi anni. Io so molto bene che l'ispirazione, e il desiderio di fissare il tempo attraverso i pennelli è più forte di guerra.
Creazione è qualcosa che va oltre le regole della volontà. Egli viene grazie all'ispirazione. Quest'ultimo, finora, nessuno l’ha "disciplinato" perché ispirazione sceglie da solo il momento. Questo era accaduto anche con Ettore.
Vedendo le sue opere che hanno fissato il paesaggio albanese, oggi, dopo tanti anni, sento il desiderio di saperne di più su di lui, per i paesi che ha dipinto e il suo collegamento con loro.
Alla luce di queste domande e il rispetto verso l'arte e dell'artista, indipendentemente dal momento in cui si sviluppa, e le circostanze in cui è nato, ho deciso di cercare i contatti, qualcuno tra i parenti di Ettore. Volevo saperne di più. Speravo che avesse lasciato, qualcosa più per il mio paese.
Stavo cercando di trascendere il tempo e vedere quali pensieri avesse avuto nel momento della creazione delle opere. Sono riuscito a trovare un indirizzo di email di figlio di Ettore e ho stabilito un contatto con lui. Naturalmente, egli ha mostrato gioia e ha ben accolto l’interesse per le opere di suo padre.
E 'stata una sorpresa anche per lui di sentire una voce dall’Albania che voleva informarsi per le opere di suo padre. Tra le altre cose ha scritto: "Faik, sono felice di sapere che trovi interessante le opere di mio padre. Nonostante il periodo della guerra, mio padre ha sempre mantenuto ricordi positivi per il vostro paese, per i suoi costumi e per il suo popolo’’.
Certamente egli ha passato brutti momenti, soprattutto alla fine del 1943, ma chi non ha passato brutti momenti in Albania in quel periodo?
Durante la comunicazione con il figlio di Ettore, mi ha chiesto di spiegare alcuni nomi di luoghi in Albania, che appaiono nel lavoro di suo padre, per esempio, Sdranish che può essere Sdrajsh (villaggio nella zona Çermenikë). Un'altra opera che per lui non era chiara dove è stata effettuata, è un'opera che riflette l'ex casa di ufficiali italiani in Korce, un altra opera che ha dipinto, una medaglia, ecc. .
In un certo senso sto ricomponendo alcuni tasselli molto piccoli rimasti vacanti circa la comprensione delle sue opere.
Vale di essere menzionato il fatto che l'arte è più forte della distruzione, la guerra e la morte, essa ha la forza di far riflettere e di superare il tempo congelandolo. Ha il potere di creare e ricreare, ha la forza umana. Questo si vede nelle opere di Ettore: la dimensione umana che trascende la follia del tempo.
Preparato da: Major Faik Skopeci
Tradotto da: Sergente Irena Qordja

venerdì 22 luglio 2011

Il palazzo delle Canossiane a Fidenza

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La facciata e l'ingresso dell'Istituto delle Canossiane oggi
L'imponente edificio, progettato dal concittadino Luigi Bormioli, che prospetta su tre vie tra Via Milani e Via Giusti, in pieno centro, è comunemente conosciuto come Istituto Canossa o semplicemente "il Canossa". E' infatti la sede delle scuole elementari e del liceo gestiti dalle suore Canossiane la cui presenza a Fidenza risale a cent'anni fa, allora Fidenza si chiamava ancora Borgo San Donnino. I bombardamenti dell'ultimo conflitto mondiale arrecarono notevoli danni alle strutture ed agli edifici delle canossiane, questo non impedì loro di continuare la loro missione sia in campo assistenziale che scolastico. Alla fine degli anni cinquanta data la costruzione del nuovo edificio che allora veniva indicato come Casa delle Orfanelle.

martedì 19 luglio 2011

La viabilità a Fidenza tra snodi e nodi

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Fidenza, 14 luglio 2011 – Proseguono a pieno ritmo i lavori per il completamento della Tangenziale Sud.

«Stamani sono state effettuate le prime prove di collaudo statico del nuovo ponte sul torrente Rovacchia, che collegherà il quartiere artigianale di Coduro con il quartiere artigianale La Bionda. A parte alcune opere di completamento come il tappeto d’usura, l’illuminazione, la pavimentazione delle piste pedonali e ciclabili, che saranno terminate nell’arco di un mese, i lavori di questo tratto importante della tangenziale sono ormai conclusi – ha spiegato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Stefano Tanzi, nel corso del sopralluogo al cantiere - Restano ancora da completare le due bretelle trasversali prima dell’innesto con la grande rotatoria di Coduro. Contiamo di consegnare e inaugurare la Tangenziale Sud il 3 settembre».

sabato 16 luglio 2011

Sabina Guzzanti a Salsomaggiore Terme

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Teatro Nuovo

A Salsomaggiore, domenica 17 luglio alle ore 21, l’anteprima nazionale del nuovo spettacolo di Sabina Guzzanti

Sarà il Teatro Nuovo di Salsomaggiore ad ospitare, domenica 17 luglio alle ore 21, l’anteprima nazionale del nuovo spettacolo di Sabina Guzzanti, il recital “Si! Si!… Si…Oh.. Si!”, per la regia di Giorgio Gallione.
La Guzzanti torna in scena per riproporre, lei spera per l’ultima volta, un excursus tra le persone e i personaggi della vita politica e civile dell’ultimo ventennio.
 
I ricordi e gli aneddoti, personali e pubblici, raccolti negli oltre vent’anni di carriera dall’attrice, intessendosi con le maschere e le parodie che l’hanno resa popolare al pubblico televisivo, ricompongono la storia recente del nostro Paese fino a intravedere una flebile luce alla fine del tunnel.
 
Certamente il domani non sarà facile e le speranze di un nuovo risorgimento si scontreranno necessariamente con le difficoltà di un’Italia in crisi e tutta da ricostruire, per molti versi simile a quella del secondo dopoguerra.

giovedì 14 luglio 2011

Ricordo per Dante Rainieri

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Dante Rainieri, noto ed affermato professionista di Fidenza, ci ha lasciato e oggi riposa nel cimitero di Cabriolo. A lui avevo dedicato uno scritto "compagni-di-prigionia"solo tre mesi fa in cui ricordavo un momento della sua vita, quella dell'internamento nei campi di concentramento tedeschi, riprendendo la sua testimonianza pubblicata dal settimanale Il Risveglio poco dopo il suo ritorno da "Reduce" a Fidenza.



lunedì 11 luglio 2011

Medaglia d'Onore ad ex-internati (IMI) nei campi di concentramento

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Oltre ad Ettore Ponzi sono più di cinque i fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore tra il 2010 ed il 2011. Molti mancano all'appello, si invitano pertanto gli ex-internati o, per essi, i loro familiari ad attivare la procedura, peraltro molto semplice, rivolgendosi alla locale sezione dell'associazione Combattenti e Reduci che ha sede attualmente nell'ex Convento dei Gesuiti.

giovedì 7 luglio 2011

lunedì 4 luglio 2011

Bandita l'asta pubblica per il Palazzo Littorio

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Con avviso del Dirigente del Settore UTC-Assetto del Territorio in esecuzione della determinazione 606 del 1 luglio 2011 viene proposto avviso di asta pubblica dell'immobile posto in Fidenza, Piazza Matteotti e piazza Verdi denominato "Ex Casa del popolo" per un valore base di Euro 2.700.000.
Si perfeziona quindi un ulteriore atto che dovrebbe cambiare la proprietà dell'edificio che confina con area pubblica di incerta destinazione. 

domenica 3 luglio 2011

Il destino del Cinema Cristallo in Consiglio Comunale

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Il destino del Cinema Cristallo è stato oggetto di una interrogazione urgente del Consigliere Francesco Ghisoni nel Consiglio Comunale di mercoledì 29 giugno 2011. L'interrogazione faceva riferimento all'allarme lanciato dal responsabile della gestione del Cinema don Mario Fontanelli sulle pagine della Gazzetta di Parma e ripreso anche da questo blog. La risposta del sindaco Mario Cantini è stata possibilistica, precisando che un incontro con il gestore era già avvenuto e che si attendevano proposte precise.
Come già più volte detto il problema del cinema Cristallo è quello che incontrano i cinema tradizionali a seguito del proliferare di altre strutture più commercialmente orientate e comunemente chiamate Multisala. 
Il successo dell'iniziativa Cineforum di questi ultimi anni ha dato un po' di ossigeno al bilancio del Cinema Cristallo ed ha permesso di capire che esiste un tipo di utenza cinematografica di qualità che difficilmente può essere soddisfatta in altro modo. E' quindi una battaglia anche di cultura cinematografica quella che ruota attorno a questa storica sala cinematografica, l'ultima rimasta nella nostra città. 



mercoledì 29 giugno 2011

Una mostra per Edgardo Corbelli, pittore a Wietzendorf Oflag 83

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Corbelli_donna
Palazzo Salmatoris di Cherasco a inizio luglio ospiterà la mostra di Edgardo Corbelli “La pittura in evoluzione, 1918 – 1989”: un’antologica che ripercorre l’arte personalissima di questo maestro del Novecento.
Torinese di nascita, la sua pittura dal tradizionale impianto paesistico sfocia in esiti tecnico-espressivi in cui predominano l’accensione cromatica e il segno impetuoso fino a sintetizzarsi nel linguaggio espressionista estremamente comunicatico ed attuale che caratterizza i suoi paesaggi, i ritratti e i nudi.
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il bisogno di confrontarsi con soggetti e personaggi di una liturgia puntualmente ricreata e ogni volta trasformata in dramma pittorico, in dramma moderno. Bisogno che anche Corbelli avverte in più periodi della vita: il più significativo, quello dei campi di concentramento ricordato in mostra con opere come “Ricordo del campo di concentramento” ... ha trascorso il periodo d’internamento nei campi di concentramento di Beniaminov di Oflag XB Sandbostel (Polonia) e di Wietzendorf Oflag 83 (Germania), impara l’importanza di testimoniare, di raccontare anche perché ogni giorno ha fatto i conti con un umore più cupo, con un’introspezione dolorosa.
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Nella mostra sono presenti una selezione di circa settanta opere che bene testimoniano l’importante vicenda artistica, storica, umana di Edgardo Corbelli, corredata da un successo ed un apprezzamento di pubblico enormi, destinata a non tramontare nonostante il trascorrere del tempo.
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La mostra di Corbelli a Palazzo Salmatoris sarà visitabile dal 3 luglio al 28 agosto 2011, da mercoledì a venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00 e il sabato e la domenica dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00, ingresso libero.
L’inaugurazione si svolgerà sabato 2 luglio alle ore 17.30 presso la Sala del Consiglio di Palazzo Municipale di Cherasco.
Per informazioni 0172 427050.

martedì 28 giugno 2011

L'estate delle formiche.

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Via Don Minzoni e tutta l'area che ha come sfondo l'abside del Duomo non rientra nell'elenco degli interventi manutentivi  delle strade varato oggi dalla giunta Cantini. Certamente non si tratta solo di una mano d'asfalto o di rappezzi, ma è il caso di pensarci seriamente, è una questione di decoro che fa il paio con l'area archeologica e non di Piazza Grandi.
Ricordate quelle estati in cui le cicale fidentine non trovavano di meglio che abbattere  ville o segare piante centenarie?

Il foro di Pierre

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Cassetta ancora esistente risalente alla costruzione dell'edifico ma, 
probabilmente, tolta dal precedente Palazzo SS. Giovanni e ricollocata. 

"E' intenzione di questo blog aprire uno spazio a disposizione di chi vuol scrivere, firmandosi. Il tema è quale politica e con quali strumenti affrontare le nuove sfide che ci aspettano. Il testo che vi proponiamo è solo una bozza di inizio discussione che, speriamo, si arricchirà dei contributi, anche negativi, di chi ha qualche cosa da dire."
Così esordisce il blog Fidentino nel post, pubblicato da Pierre Barilli. Consiglio di leggere il post nel montaggio originale e completo: 

lunedì 27 giugno 2011

Festa in Famiglia 2011

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Torna, rinnovata ed arricchita, la tradizionale Festa in Famiglia organizzata dalla comunità della Parrocchia della Cattedrale di Fidenza. Come sempre l'appuntamento è presso la struttura dello storico "Campetto dello Stirone" battezzato "Campo della Ausiliatrice". Grazie anche all'aiuto di alcuni amici di Fornio, esperti in queste iniziative, le strutture della cucine sono state "collaudate" con una serata conviviale dei parrocchiani che, come vediamo dalle foto, hanno onorato l'iniziativa.

Anche Fidenza ha la sua "quarta sponda" da colonizzare e l'ha chiamata Europa

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Cemento, solo cemento. Così si mostra da mesi l'avveniristica centrale di cogenerazione che avrebbe dovuto assicurare tutta l'energia del quartiere in modo ecologicamente corretto.

sabato 25 giugno 2011

A Fidenza la cultura non va in ferie, la politica forse si.

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“La cultura non va in ferie” ma mette la canottiera. All'insegna del genere leggero la rassegna estiva degli eventi che l’assessorato alla Cultura e Politiche giovanili del Comune di Fidenza propone alla città in questi mesi estivi. Si tratta di eventi di musica, balletto, prosa, ed anche un po' d'arte,  di prosa ed altro improntati all'intrattenimento. 

venerdì 24 giugno 2011

Guardia di Finanza -237° anniversario di fondazione

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237° anniversario di fondazione: La Guardia di Finanza
 traccia il bilancio dei primi 5 mesi (23.06.11)

"Il sistema della corruzione a Parma è molto diffuso... L'indagine non è ancora conclusa.”

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Il nuovo look di Palazzo Bellotti

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Sono  ormai dieci anni che Piazza del Duomo e Via Romagnosi sono tenute in scacco da questa costruzione. Vicissitudini personali e societarie in parte giustificano in questo caso il ritardo che poi rientra nella norma di tante altre costruzioni i cui cantieri o la mancanza di finiture rendono precario l'aspetto della nostra città.

mercoledì 22 giugno 2011

Il campo fotovoltaico di San Michele Campagna

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Salsomaggiore Terme: non solo Liberty e Deco

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Nel descrivere ed illustrare il panorama urbanistico ed architettonico di Salsomaggiore Terme ci si sofferma giustamente a quegli edifici e costruzioni minori d'inizio novecento che vengono sommariamente appellate a volte Liberty a volta Art Decò. Queste testimonianze sono tuttora in parte vitali o potenzialmente tali anche se gli assalti non sono mancati anche recentemente creando accostamenti scenografici di cattivo gusto.
In questo ha giocato un ruolo non secondario la vocazione proletaria che, dal dopoguerra in poi si è imposta in questa città altrimenti nota come villa a vocazione d'élite nei precedenti cinquant'anni.
I guasti  recenti e meno recenti sono noti ed ampiamente ripresi da stampa e riguardano non solo il centro ma le prime colline che racchiudono la conca di Salsomaggiore. 
Importante tuttavia a determinare l'attuale assetto urbanistico della cittadina sono le realizzazioni che riferiscono agli anni del fascismo che hanno portato ad un ampliamento del centro in modo razionale.
La costruzione della ferrovia Fidenza-Salsomaggiore ha dotato Salsomaggiore, oltre che ad un servizio di comunicazione e trasporto, di una stazione ferroviaria di tutto rispetto sia funzionale che architettonico.
Un altro luogo in cui prevale l'architettura fascista è Piazza del Popolo, oggi deturpata dal cemento fine a se stesso della fontana.

L'alberatura che contorna questo edificio di Piazza del Popolo
 non ci permette una migliore visione d'assieme 
Diversamente che in molte altre costruzioni il sistema dei portici
dell'edificio è assolutamente fruibile e armonico alla piazza
ed ai viali che si dipartono dalla piazza stessa

Questa cartolina del 1940 ci permette una visione più complessiva . Notiamo che  al centro della costruzione in alto un  tondo in cui era inscritto un fascio littorio. Tolto il fascio nell'euforia del 1945 rimaneva traccia dello stesso sulla pietra del tondo, la realtà è invece diversa.
Infatti una visione più ravvicinata (foto sotto) lascia intravedere un'ombratura parziale del Fascio Littorio ma più evidente è la Falce e Martello dipinta che utilizza alcuni tratti del simbolo originario.


Altri riferimenti:
artefascista.it/salsomaggiore__fascismo 

lunedì 20 giugno 2011

La fontana di Piazza del Popolo a Salsomaggiore Terme

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Il mosaico semi-floreale ci ricorda che oggi è il 20 di giugno 2011. Insieme a piccole aiuole contorna la fontana la cui costruzione risale al  1996  come scolpito nella pietra della fontana stessa.

Salsomaggiore Terme: chi ha segato la scala?

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Immagini d'altri tempi: Salsomaggiore, Hotel des Thermes ora Palazzo dei Congressi
Tutto è successo mentre i salsesi cercavano di capire chi fosse il meno peggio da mandare in Comune, i candidati sindaco erano tutti a spiegare la loro Salso "più bella e più grande di pria", le vestali del bello e di Sgarbi a giocare a canasta e gli opinionisti a tubare sui blog. E così il Sindaco uscente trova il tempo sia di querelare se stesso (per una questione di soldi se ho ben capito) che di segare la scalinata che dal Palazzo dei Congressi volge verso l'area dei campi da tennis. Questo a Salsomaggiore, ridente cittadina precollinare, una volta famosa per le acque, oggi per le fontane in solo cemento e senz'acqua.

domenica 19 giugno 2011

"Domani è troppo tardi": i vecchi cinema e l'ultima sala.

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Il "Nuovo cinema Cristallo" (ex cinema dei preti) è l'ultimo dei cinema
L'appello di Don Mario Fontanelli, gestore del "Nuovo cinema Cristallo" sulla Gazzetta di oggi è chiaro e "definitivo": se Fidenza vuol mantenere tra le sue offerte culturali e di svago una sala cinematografica, ebbene, questo è il momento di decidere.

sabato 18 giugno 2011

Omaggio a Walter Madoi

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Un protagonista dell’arte del  Novecento è il pittore e scultore Walter Madoi (1925 – 1976).
Ad esso si deve il quadro con la Crocifissione (100x70, tecnica mista su cartone) esposto sulla parete di fondo   della sala delle conferenze del Palazzo Vescovile di Fidenza.
In questo  dipinto datato  1968, la  rappresentazione  del dramma  della croce è resa con un linguaggio moderno, quasi frammentario, che semplifica l’aspetto narrativo per dare  da spazio al mondo interiore dell’artista. La Crocifissione richiama in particolare il ciclo di affreschi sullo stesso tema realizzati tra gli  anni  Sessanta e Settanta sulle pareti e nell’abside della chiesa di Sesta di Corniglio, la piccola frazione dell’appennino parmense nota anche per le pitture, realizzate sui muri esterni delle case e dei rustici dallo stesso Madoi che aveva eletto Sesta come sede ideale per il proprio lavoro.
Guglielmo Ponzi  

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WALTER MADOI: LA VITA E LE OPERE 
(a cura di Nando Donnini)

Walter Madoi nasce a Collecchio (PR) il 26 marzo 1925, è il più giovane di tre fratelli e proviene da una famiglia antifascista. Suo padre è infatti un vecchio socialista perseguitato dal regime. Passa l’infanzia tra Parma, dove nel frattempo si sono trasferiti i genitori, e Pieveottoville (Zibello), ospite di alcuni parenti, dove impara ad amare il Po e la sua gente. 
Studia all’istituto d’arte di Parma e frequenta le Accademie di Belle Arti di Bologna e Brera; a 15 anni vince un premio nazionale di pittura, il primo di una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti: a 17 anni allestisce la sua prima mostra personale. 
A 18 anni imbraccia il fucile e prende “la via dei monti’ con il fratello Giovanni: l’esperienza partigiana, condotta sul M. Penna e nel Tizzanese, solca profondamente la sua esistenza e lascia tracce indelebili anche nella sua sensibilità di artista. “Cardenio” (questo il suo nome di battaglia) prende parte a varie missioni di guerra, emergendo per “coraggio e abnegazione”: il suo valore di combattente viene però ufficialmente riconosciuto molti anni dopo la sua morte, con l’assegnazione di una medaglia d’argento (decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 1985). 
Nel 1945. poco prima di approdare a Milano, affresca la volta della sala consigliare del Municipio di Parma, che viene inaugurata dal Presidente della Repubblica De Nicola. Insegna per anni educazione artistica in vari istituti emiliani e lombardi, apre una mo¬desta fabbrica di ceramiche, diviene quindi direttore artistico della “Motta” e poi dirigente di un affermato ufficio di pubblicità. Agli inizi degli anni Sessanta comincia a frequentare le contrade dell’Alta Val Parma. 
Si affeziona in particolare al minuscolo borgo di Sesta Inferiore (m. 923), nel Cornigliese: lassù affresca le pareti della chiesetta di S. Rocco e i muri esterni delle case, riprendendo un’antica consuetudine della Brianza. Queste originali imprese pittoriche, fra cui il vasto affresco della Crocefissione (350 mq), gli procurano notorietà e rinnovata fiducia in sé stesso. Tanto che in quegli anni decide di dedicarsi esclusivamente all’arte: apre uno studio a Parma e poi – nel 1970 – torna a Milano, dove ottiene crescenti successi e riconoscimenti (tra i quali il conferimento della cittadinanza onoraria e l’assegnazione di un nuovo studio alle Colonne di S. Lorenzo). 
Nell’autunno 1974 avverte i primi sintomi del terribile male che lo stroncherà. Nonostante la malattia, sopportata stoicamente, trova la forza di intensificare l’attività artistica: realizza il monumento di bronzo, dedicato alla Sofferenza/Resistenza, eretto nella piazza del Municipio di San Donato Milanese: compie studi per un ulteriore monumento, rimasto incompiuto, destinato alla piazza XX Settembre di Genova; affresca l’abside della Chiesa di Costa S. Abramo di Cremona; scolpisce quello che sarà il suo monumento funebre. 
 Si spegne a Milano il 13 marzo 1976 e riposa nel bucolico camposanto di Sesta Inferiore, accanto a molti dei suoi più autentici modelli. Suoi dipinti e sue sculture fanno parte di rinomate collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero (ove ha tenuto svariate mostre personali).
 Oltre alle opere già citate, ricordiamo  -  per quanto riguarda la pittura  -  le vetrate della chiesa “Sacra Famiglia” di Torino e del collegio delle maestre Luigine di Parma, gli affreschi delle chiese del “Corpus Domini” di Parma e dei Cappuccini di Busto Arsizio, nonché i celebri studi per l’affresco di 40 metri del muro di Berlino (forse la sua iniziativa più clamorosa e drammatica); per quanto concerne la scultura, ricordiamo invece i monumenti posti nel cimitero di Busto Arsizio. In suo onore sono state allestite importanti mostre postume e attiva¬te iniziative promozionali di vario genere (fra cui un concorso nazionale grafico-pittorico), nel suo nome sono sorti Comitati locali d’impegno civile e Centri di animazione culturale. 
Tutto ciò fa ben sperare per una seria rivalutazione culturale del patrimonio creativo di Walter Madoi e soprattutto per la prosecuzione di un’incisiva opera di recupero, tutela e valorizzazione degli  affreschi realizzati a Sesta Inferiore di Corniglio (“quel paese che ha tanto amato”, come un giorno ha voluto precisare la consorte signora Isabella, “splendida musa e modella” volata  pure Lei troppo presto  nel Paradiso degli Artisti). 

L’affresco della Crocefissione nella chiesa di Sesta Inferiore

Sulla parete destra campeggia la grande Crocefissione: il Cristo e la Madre, i due ladroni su uno sfondo desolato che ben simboleggia la solitudine e l’abbandono di questo momento di morte. Si noti la compostezza del Cristo, la rassegnata desolazione della Madre e lo sguardo di speranza del buon ladrone in contrasto con il terrore scomposto del ladrone non pentito. Sulla parete sinistra una piccola folla di persone, quasi tutte con il volto di abitanti del paese, assiste al dramma che si sta compiendo davanti ai loro occhi. Occhi pieni di sgomento o di rassegnazione, di incredulità o di angoscia. Sul nero sfondo dell’abside, simbolo di morte e di paura, guizza la luce della Resurrezione che avvolge l’altare dell’Eucarestia. Essa infatti, per i credenti, è il segno e lo strumento della vittoria definitiva di Cristo sulla morte. Sulla destra dell’abside spicca il ritratto dell’Arcivescovo di Parma Mons. Evasio Colli; sulla sinistra si scorge l’autoritratto dell’Artista. A proposito dell’affresco effettuato dall’Artista nella chiesa parrocchiale di Sesta Inferiore, il giornalista Nuccio Acquarone ha scritto: “Madoi ha fermato a Sesta, sui muri di una chiesa da nulla, una puntata della lunghissima storia dell’uomo. L’ha fermata a duemila anni fa. Quel giorno in cui Cristo morì. Quando il sole si oscurò e avvennero cose di cui i Vangeli ci danno appena un cenno. Madoi dovette essere sul Golgota anche quel giorno, duemila anni fa. Lo crediamo. Come anima, come esperienza. Altrimenti non avrebbe potuto apprendere il significato di quelle cose e darcele tutte intere”.


giovedì 16 giugno 2011

mercoledì 15 giugno 2011

Al Pinguino è spuntata un'escrescenza, pardon, una variante in testa

1 commento:

Eravamo rimasti alla delibera della variante approvata dal Consiglio Comunale il 2 febbraio a minoranza (nove favorevoli di cui almeno uno a naso turato, sei contrari e cinque latitanti).

giovedì 9 giugno 2011

Incontro con Mons. Loris Capovilla

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Il filmato riprende integralmente l'incontro del 29 maggio scorso di Mons. Loris Capovilla con un gruppo di parrocchiani, più di cento, della Cattedrale di Fidenza guidati dal Parroco reggente Don Paolo Pacifici. Incontro avvenuto a Sotto il Monte Giovanni XXIII. Mons. Loris Capovilla è principalmente conosciuto per la sua vicinanza al Angelo Giuseppe Roncalli durata per oltre un decennio. Dal 1953 al 1963 fungeva infatti da segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli, assunto al pontificato romano il 28 ottobre 1958 col nome di Giovanni XXIII. Ma la sua biografia, che brevemente riportiamo alla fine di questo articolo, è ricca di altri e significativi momenti alcuni dei quali sono da lui stesso ricordati nel corso dell'incontro.

martedì 7 giugno 2011

In difesa dell’architettura del secondo Novecento

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Il palazzo più imponente degli anni cinquanta è il Seminario vescovile iniziato nel 1949 ed inaugurato qualche anno dopo. L'immagine mostra il disegno del progetto complessivo del pregevole edificio che, con le disposizioni del decreto legge 70/2011, perderebbe ogni forma di protezione.

L'appello di Italia Nostra e di altre associazioni

Rimossa la lapide ai caduti militari e civili della Rsi a Parma

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Blitz alla Villetta: rimossa la lapide ai caduti di Salò

sabato 4 giugno 2011

La mostra di Lucio Brugliera

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Nella cornice dell'ex-chiesa di San Giorgio a Fidenza è stata inaugurata la mostra del pittore Lucio Brugliera. L'evento è stato presentato dal critico d'arte prof. Giovanni Godi e dal Vescovo di Fidenza S. Ecc.za Mons. Carlo Mazza. 

Il pittore, da poco residente nella nostra città, è nato a Milano nel 1937, si è diplomato all'Istituto d'Arte "P. Toschi di Parma. Allievo di Bruno Zoni, ha svolto sino agli anni settanta una ricerca pittorica ancorata all'arte figurativa per approdare più tardi all'informale. Le opere presentate consistono in quattro ritratti di Vescovi, i lavori preparatori di una Via Crucis, un "Cristo Benedicente" proveniente dalla chiesa parrocchiale di san Francesco, e due altri lavori titolati rispettivamente "Il Crocefisso" e "Messa da requiem".

Una menzione particolare merita la piccola collezione dei ritratti dei vescovi per l'espressività dei volti e la raffinatezza pittorica dell'insieme. Uno dei dipinti ritrae il nostro Vescovo Carlo Mazza mentre i tre restanti sono dedicati ad altrettanti vescovi della diocesi fidentina del secolo scorso. 
S. Ecc.za Mons. Carlo Mazza, Vescovo di Fidenza
Dell'opera del pittore Lucio Brugliera avevamo già riportato un profilo critico alla pagina:

mercoledì 1 giugno 2011

Chi furono i veri responsabili della eliminazione di Guido Picelli

3 commenti:
Il regista Giancarlo Bocchi presenta domani 2 giugno a Madrid, nella ricorrenza del 75esimo anniversario della guerra civile, un film documentario dedicato al combattente antifascista Guido Picelli, parmigiano. Il film titola "Il ribelle" che mette a profitto quattro anni di ricerche del regista negli archivi d'Italia, Spagna e Russia. Il film focalizza copre l'intero percorso di Picelli a Parma, eroe delle barricate d'oltre torrente, ed il periodo internazionale di Picelli tra la Russia di Stalin e la guerra civile spagnola, dove Picelli trovò la morte colpito alle spalle durante un'azione di guerra.

La demolizione dell'ex-forno comunale di Borgo

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La decisione di demolire il fabbricato dell'ex-forno comunale di Fidenza è stata presa e le spese previste sono state stanziate in euro 60.000. Il tutto è contenuto nella delibera consiliare N° 23 di variazione del Bilancio di Previsione 2011 approvata il 25 maggio 2011 e dal piano esecutivo deliberato il giorno successivo dalla Giunta Comunale.