martedì 26 aprile 2011

I ragazzi raccontano Cortemaggiore

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Sez. Fiorenzuola e Valdarda

In collaborazione con
Istituto Comprensivo di Cortemaggiore

Domenica 1 maggio

I ragazzi raccontano Cortemaggiore

Home by Christmas? *

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In questa foto di primavera-estate 1944 a Bandera di Vernasca sulla costa di Vigoleno versante torrente Ongina vediamo al centro in camicia e cravatta Joseph Cahalane , io sono seduto tra le sue gambe. A sinistra Bruna Vajenti, poi Robert, militare inglese, (autore di un diario di guerra in mio possesso) ha in braccio mia sorella Franca. In alto Carmen Bertolotti, deceduta il mese scorso. Verso destra abbiamo poi Bianca Vajenti, a destra Renzo (?) con la famiglia. In mano di Renzo un binocolo da marina tedesco preda di guerra. Insomma un bella foto che sarebbe bastata a mandarci tutti al muro.

La casa a Bandera di Vernasca
Joseph Cahalane: stocker, POW poi amico
Joseph Cahalane era un marinaio del sottomarino inglese Oswald catturato insieme al restante equipaggio il 1 agosto del 1940, al largo di Capo Spartivento. Sbarcato poi a Taranto fu internato prima nell'isola di Poveglia (Venezia) e, nell'ottobre 1940, a Sulmona, Nell'aprile del 1941 fu trasferito a Rezzanello nel piacentino per finire, nel marzo del 1943 al Campo 49 a Fontanellato dove si trovava alla data dell'armistizio proclamato dal Governo Badoglio l'otto settembre del '43. Evaso insieme agli altri prigionieri, dalle campagne della bassa si diresse verso le prime colline nel piacentino dove, a Bandera di Vernasca, fu aiutato dalla famiglia delle sorelle Vajenti e la sua vita si incrociò con la mia. Finita la guerra Joseph tornò in Irlanda, suo paese. Morì relativamente giovane a 58 anni nel 1972. Quest'ultima informazione mi viene dal figlio di Joseph, Barry, con il quale sono recentemente venuto in contatto dopo una lunga ricerca resa difficile dal fatto che di Joseph  non conoscevo che il nome (Giuseppe) e sapevo solo che  era un irlandese evaso dal campo di Fontanellato aiutato dalla mia famiglia. 
Per qualche giorno, da domani, Barry sarà in Italia e ripercorreremo insieme quegli anni e quei luoghi.

Ma ecco come, con maggior dettaglio, è iniziata la storia di Joseph in Italia.
Oswald era un sottomarino tolto dalla riserva ed mandato ad  operare nel Mediterraneo durante la seconda guerra mondiale. Non era il meglio, male equipaggiato, antiquato e con  difetti meccanici  particolarmente nelle gallerie di uscita a poppa. Al sottomarino Oswald erano state apportate modifiche per renderlo più governabile senza tuttavia ottenere i risultati sperati.
Nella notte del 1 agosto 1940 l'Oswald era in superficie al largo di Capo Spartivento per ricaricare le batterie ed effettuare manutenzioni di routine quando fu notato dall'intercettatore italiano Ugolino Vivaldi. 
Quando i marinai dell'Oswald si accorsero della presenza del Vivaldi questi stava chiudendo rapidamente e nessun sottomarino avrebbe potuto immergersi per evitarlo in tempo. Procedendo a più di venti nodi il Vivaldi speronò l'Oswald e lo travolse.
Il sottomarino era fatalmente ferito e il Comandante Frase dette l'ordine "abandon ship" (abbandonare la nave). I cinquantacinque marinai si trovarono in acqua e furono raccolti dalla nave attaccante, tre di essi non sopravvissero. I superstiti dopo essere stati medicati furono internati in campi di prigionia italiani.
Alla fine della guerra il Comandante Inglese David Fraser e altri due ufficiali  furono processati dalla corte marziale per la parte avuta nell'incidente, ma questo c'entra poco con la nostra storia.
L'intercettatore Ugolino Vivaldi
Il sottomarino Oswald

Marinai del sottomarino Oswald a bordo dell'intercettatore italiano Ugolino Vivaldi. 

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"Home by Christmas" è il titolo di un libro di Ian English dedicato a quei 600  prigionieri di guerra che evasero dal campo PG49 di Fontanellato l'otto settembre 1943.

domenica 24 aprile 2011

L'installazione urbana all'incrocio Via Gramizzi - Via Dante

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Cosa costruire in questo ritaglio di area fabbricabile non è impresa facile per un architetto a meno che l'architetto non sappia coniugare insieme architettura e scultura, quest'ultima eventualmente pensata come "installazione". Questo  percorso: area-edificio-scultura-installazione-struttura, in questo caso commerciale, è forse quello seguito per progettare qualcosa in questa particolare area.

sabato 23 aprile 2011

La fontana della piazza? va a pezzi.

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Sullo sfondo il Palazzo Comunale resiste, quello che ormai risente dell'usura del tempo è la Fontana Massima in primo piano. Il crollo è avvenuto nello stretto, ma obbligato passaggio, che conduce per chi proviene dal Comune a Palazzo Porcellini sede dell'ufficio tecnico comunale. Insomma tutto in casa se non fosse che altri usano quel passaggio: i comuni cittadini, di ogni età.

mercoledì 20 aprile 2011

Il 25 aprile a Fidenza

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Ricalcata sul programma degli anni precedenti, con una premessa nel pomeriggio di sabato 23 aprile, il 25 aprile si terrà la manifestazione in ricordo della "Liberazione".

domenica 17 aprile 2011

Fornio: non solo Solveco

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Ettore Ponzi 1952 Olio su tavola

"Un tempo, i bevitori di gran classe, la frazione di Fornio significava vigneti buoni e frescura di bosco durante la bella stagione."
"A Fornio c'erano due osterie, quella della famiglia Borlenghi e quella di Donetti, oriunda piacentina quest'ultima. Non avevano insegna alcuna, ma erano conosciute e contraddistinte dai due casati."
Così introduce un capitolo dedicato a Fornio Nino Denti nel suo fortunato quaderno fidentino "Osterie di casa mia", ma, come rileva Nino Denti stesso poi le cose sono cambiate riguardo ai boschi ed ai vigneti.

Albania 1943: il Cappellano Militare Cap.no Domenico Cavanna

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L'auriga Cap.no Cavanna ed Ettore Ponzi il 24 04 1942 a Pestani Ocrida (Macedonia)
Premessa
Inquadrato come Cappellano Militare il prete fidentino Domenico Cavanna condivise con Ettore Ponzi la Campagna di Grecia e il periodo successivo di relativa pace a Coriza ed a Ocrida. Uniti oltre che dall'appartenenza allo stesso corpo militare anche dall'essere concittadini. Alcune foto in mio possesso testimoniano questo legame di amicizia. Il destino li separò nei mesi precedenti l'armistizio che li colse distanti, Ettore a Berat in Albania, Cavanna nella zona macedone a Castoria dove la pressione militare veniva principalmente esercitata dalle bande titine che quindi già nella seconda metà del 1943 cercavano di creare le premesse per espandere il progetto della nuova e grande Jugoslavia verso sud. 

giovedì 14 aprile 2011

Vittorio Savi architetto, intellettuale, narratore.

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OGGI, 17,30 - RIDOTTO TEATRO MAGNANI - FIDENZA

Di Vittorio Savi architetto ricordiamo il progetto per il rifacimento di Piazza Grandi. La soluzione finale fu poi molto diversa. Le giuste rimostranze dell'architetto verso l'Amministrazione si risolsero e successivamente Vittorio Savi fu coinvolto nella progettazione del complesso dei "Nuovi Terragli" edificato tra Via Carducci, Via Gramsci e Piazza della Stazione.

Agricoltura naturale e sostenibile

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AGRICOLTURA NATURALE E SOSTENIBILE
PER UNA SANA ALIMENTAZIONE
VENERDI' 15 aprile, alle ore 20:45
presso il Ridotto del Teatro Magnani – FIDENZA (PR)
L'Associazione per la libera pedagogia steineriana invita alla conferenza pubblica dal titolo "AGRICOLTURA NATURALE E SOSTENIBILE, PER UNA SANA ALIMENTAZIONE"

Una costruzione a misura d'uomo, anzi di parroco.

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La canonica si San Faustino all'epoca della costruzione nel 1947

In questa città ormai ogni spazio è visto in funzione di edificabilità e tutto si muove poi non in relazione ai bisogni reali ma alla logica dell'esaurimento del territorio. In questa logica può sembrare patetico l'elogio alla piccola costruzione che insiste sul terreno occupato prevalentemente dal "campetto dello Stirone". Nata come nuova canonica della Parrocchia di San Faustino è  diventata solo residenza dopo la soppressione della parrocchia.  A dire il vero quest'area ha una lunga storia sempre legata al nostro torrente. Anche Napoleone raddrizzando la Via Emilia si è interessato a quest'area, ma il suo interesse si è concretizzato nel radere al suolo il Santuario della Madonna delle Grazie preesistente. Potenza della ragione o del sonno della ragione? 

lunedì 11 aprile 2011

Cabriolo, deforestata guadagna in visibilità

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In attesa  sia noto il destino della piccola collina, una volta completata la tangenziale sud, attorno alla chiesa sono stati rimossi alcuni alberi che nascondevano la vista della facciata e della villa che ne occupano la sommità. 

domenica 10 aprile 2011

La scuola dipinta di Contignaco (Salsomaggiore)

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L’edificio, per anni utilizzato come scuola frazionale e poi come sede di associazioni, è inserito dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio tra gli immobili comunali con requisiti di interesse storico-artistico. Già dal 2000 il Comune di Salsomaggiore si dichiarava intenzionato alla sua alienazione chiedendo contemporaneamente alla Soprintendenza regionale di valutare nuovamente tali requisiti al fine di poter autorizzare l’alienazione dell’immobile. 

sabato 9 aprile 2011

Fidenza: nuove e vecchie mura farnesiane

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Fortificazione Reale fatta attorno a Borgo dai Ser.mi Ottavio & Alessandro Farnesi secondo l'uso di Fiandra in quei tempi, e poscia dal Ser.mo Ranuccio I atterrate.

Costruzioni fatte a Borgo, ora Fidenza, dalla Santa Alleanza tra Amministrazione Comunale, costruttori locali e cooperative edilizie.

Gli effetti dell'arroganza del potere si è abbattuta due volte su questa nostra città. La prima volta nel 1575 con la costruzione delle mura farnesiane, poi atterrate nel 1603 per ordine di Filippo III re di Spagna. La costruzione delle mura ed anche il successivo abbattimento privilegiavano la funzione militare dei centri abitati. Circa quattrocento anni dopo, tra il 2000 ed il 2008, si costruirono i Nuovi Terragli, costruzioni aliene nello scenario urbanistico fidentino, per l'avidità di costruttori privati o associati in forme cooperative con l'interessata acquiescenza, anzi attiva partecipazione, di chi in quel momento, aveva la responsabilità di amministrare il Comune di Fidenza. 

mercoledì 6 aprile 2011

Le memorie storiche di Fidenza: ipotesi di un museo

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Il prof. Romano Artusi, a destra il prof. Guglielmo Ponzi e, a sinistra. la dott.a Manuela Catarsi 

L'archeologa Manuela Catarsi sovrintendente per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna ha tenuto la conferenza a chiusura del corso accademico di Storia dell'Arte. L'argomento, trattato in modo magistrale, titolava "Fidenza e Parma: città romane a confronto".

Dopo il saluto del prof. Romano Artusi, rettore della locale Università Università della Terza Età (UNITRE), l prof- Guglielmo Ponzi ha introdotto brevemente il relatore che poi ha intrattenuto un pubblico, attento ed “attempato”, che alla fine ha tributato un lungo e meritato applauso.

Memorie di guerra e di prigionia: la guerra tra bande

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Ritratto della madre Ester - 1935 -

Premessa 
"Eppure non ho disperato: per amore della mia casa lontana, della moglie, dei figli e della madre (ignoravo che ella fosse morta) tirai avanti."Continuamente braccato da formazioni locali spesso in conflitto tra di loro è sostenuto dal pensiero dei suoi familiari. E' il mese di novembre 1943 e la madre è morta in circostanze drammatiche il 26 ottobre che è anche il giorno del compleanno di Ettore, il trentaseiesimo compleanno. Solo più tardi nel campo di concentramento in Austria saprà della morte della madre avvenuta solo dieci mesi dopo da quella del padre Guglielmo. 
Ritratto del padre Guglielmo - 1935 -

Le parole del Diario
"Intanto continua sempre più accanita la guerra tra le bande lealiste e quelle partigiane e spesso ci troviamo tra due fuochi, specie a Stormeni quando indugiamo un po' troppo, illusi dal silenzio e dalla mancanza degli abitanti. Speriamo di poter riposare la notte in una casa abbandonata ma dopo poco che ci siamo sistemati alla meglio ha inizio, improvvisamente, un fuoco di mitragliatrice spietato. Ognuno si butta lo zaino in spalla, prende una gavetta dal fuoco con i fagioli e, chi dalla finestra, chi per la porta fugge verso le montagne più alte. Pare impossibile ma anche questa volta, per rendere la cosa ancora più tragica, incomincia a piovere, prima lentamente e poi aumenta man mano che si va avanti. Otto ore di cammino nel fango, coi piedi e con le mani, barcollando nei boschi e nella notte: quanto desiderio di un tetto e di una casa! E quante volte in mezzo a quel freddo, a quella neve, ho desiderato una casa, un fuoco! Benché non riuscissi più a tenere gli occhi aperti dal sonno e il vento gelido continuasse a soffiare raffiche di acqua sul viso, bisognava andare avanti fino al prossimo paese. Finalmente appare, quasi fosse un sogno, una casa. Entro insieme ad altri, mi spoglio vicino al fuoco sperando di poter rimanere almeno fino al mattino. Purtroppo ecco che dopo pochi minuti ci fanno intendere che bisogna ripartire subito perché i banditi sono ormai vicini e gli abitanti non vogliono aver dispiaceri a causa nostra. Figurarsi dover indossare i panni bagnati e uscire un'altra volta nella notte infame. Eppure non ho disperato: per amore della mia casa lontana, della moglie, dei figli e della madre (ignoravo che ella fosse morta) tirai avanti.Una mattina di novembre, assieme ad un altro ufficiale siamo rimasti un poco indietro dal gruppo perché co­minciavo a sentirmi male. All'improvviso udiamo una voce sinistra che c’intima bruscamente di fermarci e posare lo zaino. Era un brigante nascosto dietro i cespugli, a pochi metri, con un'arma puntata contro di noi. Bestemmiando e imprecando ci fa togliere le scarpe dai piedi, i pochi beni e altre cose quindi ci lascia andare, scalzi, per il sentiero nel bosco verso i compagni. Ho dovuto cedere anche il caro regalo dei miei figli, la catenella colla Madonnina Ausiliatrice. Dopo dieci giorni che cammino tra le montagne con ai piedi le scarpette da ginnastica, trovo, da un collega, un paio di stivaloni. Un altro episodio di rapina mi capita pochi giorni prima di Natale, quando insieme ad altri due italiani me ne sto in una casa isolata e abbandonata a chiacchierare presso un fuoco. Fuori è buio pesto e un forte vento fischia attraverso le fessure della porta e della finestra. In un momento la finestra si spalanca e una faccia sinistra e per metà mascherata nel passamontagna ci fa segno di aprire la porta mentre un altro ci punta con il fucile e ci tiene con le braccia alzate. Entrati ci frugano nelle tasche, nello zaino portando via tutto quello che vogliono."

L'Aquila del 6 aprile 2009 nel calendario delle celebrazioni.

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"A due anni dal terremoto del 6 aprile 2009 migliaia di fiaccole percorrono quello che resta della città" 

"Un disastro? «No, poteva andare molto peggio. Però ci spaventa il futuro, perché siamo in una situazione transitoria che sembra destinata a non finire mai», "

06-04-2011
A due anni dal terremoto in Abruzzo
Italia Nostra a due anni dal terremoto che ha colpito l’Aquila e gli altri comuni dell’Abruzzo esprime ancora grande solidarietà ai cittadini  e ne condivide e sostiene la ferma volontà di ridare vita al centro storico non soltanto evitando che diventi un campo di rovine, ma promuovendone il rilancio sociale, economico e culturale.



martedì 5 aprile 2011

I pinguini della salute in realtà sono struzzi

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AUSL e Comune apprendono dal settimanale STOP  che Fidenza è una di quei luoghi (44 per la precisione) in "cui sarebbe pericoloso per la salute vivere" e si affrettano a smentire. La cosa ci lascia molto perplessi non già sul tasso di inquinamento ma sugli strumenti informativi utilizzati nelle strutture preposte alla nostra salute. 

domenica 3 aprile 2011

Architetture del Ventennio a Bolzano: un appello

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Bolzano Casa del Fascio - foto di Gianni Porcellini

I motivi, le spiegazioni lasciamoli alla storia, quel che è innegabile è che Fidenza ha vissuto un'attività urbanistica pubblica straordinaria basti pensare alle realizzazioni in ambito scolastico, sportivo e di edilizia popolare. Ricordiamo poi il Monumento ai Caduti e Palazzo Littorio. Lo stesso fervore realizzativo lo possiamo riscontrare a Bolzano dove l'aspetto monumentale è stato particolarmente curato. Ora questi pregevoli monumenti  sono a rischio. Pubblico sotto l'appello pubblicato su Artefascista che si rifà alla nostra precedente segnalazione.

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giovedì 31 marzo 2011

Poetidicasa

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1 gennaio 2011 Gino Narsetti presiede la cerimonia di 
auguri delle associazioni combattentistiche

Quella che presentiamo è poesia dove l'afflato patriottico val più della metrica. Risale al 1943, il concittadino Gino Narseti è a Biserta a presidiare l'impero animato dal più puro amor patrio. Questo spirito messo in versi diventa poesia e viene pubblicato su un periodico locale il 22 maggio 1943 con un breve ma significativo commento. Ecco il commento e due strofe della poesia:

martedì 29 marzo 2011

Il depotenziamento dei monumenti fascisti

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Rilievo con il Duce a cavallo di Piazza Tribunale a Bolzano
Una commissione di cinque persone, nominate da Provincia e Comune, valuterà e selezionerà entro la metà di aprile le migliori proposte fra le 486 arrivate negli uffici della Ripartizione presidenza sul "depotenziamento" del rilievo con il duce a cavallo di Piazza Tribunale a Bolzano. 

lunedì 28 marzo 2011

2 aprile 2011 sesto anniversario della morte di S.S. Giovanni Paolo II

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Domenica prossima, 2 aprile 2011, ricorre il sesto anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II. In questa occasione ho ritenuto di ricordare l'evento straordinario della visita del Papa alla nostra Diocesi ed alla nostra città, visita avvenuta il 4 giugno del 1988. Un Papa "venuto da lontano" che si è fatto prossimo a noi qui, nella nostra piazza nel nostro duomo. Lo vediamo nella foto intento a pregare sulla tomba del nostro patrono San Donnino Martire. 

Monumenti che crollano: le chiese della diocesi di Fidenza

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Particolare dell'abside del Duomo di Fidenza
Con un articolo apparso oggi la "Gazzetta di Parma" pubblica un estratto delle interviste volte a fare il punto sullo stato di conservazione del patrimonio artistico della provincia. In questa prima fase ha ascoltato Gualtiero Savazzini (Fabbriceria del Duomo di Parma), Sabina Delnevo, sindaco di Compiano, don Alfredo Bianchi (Diocesi di Parma), Luigi Lucchi, sindaco di Berceto, Manuel Ferrari (Diocesi di Fidenza) e Alessandro Borri, presidente della sezione di Parma di "Italia Nostra". 

sabato 26 marzo 2011

Fidenza tra i siti italiani a rischio salute superiore alla norma

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Fidenza è entrata in una classifica assai poco invidiabile quella "Sin" (Siti d'interesse nazionale). La mappatura dei luoghi a rischio tumorale ha individuato 44 situazioni di maggior rischio, tra questi troviamo appunto la nostra città.

venerdì 25 marzo 2011

Il destino della zona collinare: il caso di Cogolonchio

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Un terreno composto da 4,5 ettari di seminativo, 8 ettari di seminativo arboreo e circa mezzo ettaro di prato in un'area pregiata di prima collina  stanno alla base di un permesso a costruire un "fabbricato residenziale con deposito e autorimessa a servizio di azienda agricola".

giovedì 24 marzo 2011

Chiesa di San Giorgio a Cogolonchio

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La chiesa è di struttura molto semplice e fu costruita nel 1625 per essere poi ripresa nel settecento con l'aggiunta del campanile edificato probabilmente in due tempi. Nell'ottocento vennero poi ulteriormente aggiunte due cappellette tonde laterali. Abbandonata ormai da anni è in carico alla Parrocchia di Cabriolo di Fidenza. I quadri, due dipinti di inizio settecento con San Francesco Borgia l'uno e S. Ignazio l'altro, sono stati sistemati altrove.

martedì 22 marzo 2011

Tra il borgo di Casacca e il museo di Fidenza

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Giornata Fai di Primavera:

tra il borgo di Casacca e il museo di Fidenza
Il 26 e 27 marzo l'occasione di un incontro ravvicinato con veri e propri tesori d'arte e di cultura, gioielli spesso poco conosciuti ai più.

Amianto: ieri, oggi e domani

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Ricevo e pubblico
L'estate scorsa (anno 2010)  ho denunciato la situazione relativa ai materiali, presumibilmente si tratta di amianto, abbandonati lungo il torrente Rovacchia, all'Assessore per "Sostenibilità ambientale, Viabilità, Sicurezza e Protezione civile" Giovanni Carancini, senza ricevere adeguata soddisfazione.

lunedì 21 marzo 2011

Takulandirani

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Queste immagini, dominate dalla luce e dai colori, raccontano un momento della visita del Vescovo di Fidenza Carlo Mazza alla comunità che vive attorno alla missione di Balaka nello stato africano del Malawi, il caldo cuore dell'Africa. Il nostro Vescovo si è recentemente recato in quel paese, accompagnato dal reggente la parrocchia della cattedrale Don Paolo Pacifici. Nella visita, durata tre giorni, il Vescovo Carlo ha tenuto un corso di esercizi spirituali ai missionari. La missione di Balaka in Malawi, è seguita da fr. Mario Pacifici fratello di Don Paolo Pacifici.

domenica 20 marzo 2011

Fidenza una città provvisoria

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"La sfida da raccogliere è quella di far appassionare i cittadini alla costruzione dello sviluppo futuro di Fidenza"

Articolo pubblicato dal settimanale diocesano "il Risveglio" di venerdì, 18 marzo 2011

PSC, il Sindaco Mario Cantini pronto al confronto con l'opposizione: ma sentirà anche associazioni, quartieri e frazioni
La ricostruzione postbellica ci aveva restituito una città diversa da quella di prima, pesantemente toccata dai bombardamenti. Era comunque sempre una città che stavamo ricostruendo e costruendo con le nostre mani e i nostri, pochi, soldi. L'abbiamo anche allargata creando quelle entità periferiche urbanisticamente più o meno riuscite, ma non avulse dal contesto urbano e sufficientemente attrezzate per fornire quel minimo di servizi che ci si aspetta di avere nel quartiere per renderlo un luogo, una comunità: semplici spazi comuni, una chiesa, insomma una entità in cui riconoscersi. Col tempo questi quartieri hanno dato alla città anche quella freschezza giovanile che il centro sempre più centro non era in grado di garantire. Non sono mancati errori, gli edifici talvolta erano più costruiti per “contenere” che per abitarvi.

giovedì 17 marzo 2011

Visita al Museo Civico del Risorgimento "Luigi Musini"

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La proposizione del Museo del Risorgimento "Luigi Musini" come centro ideale e reale delle celebrazioni è stata l'avvenimento vincente di questa giornata, l'ultima dei primi 15o  anni di Unità d'Italia. Al completo la prima visita guidata che si è snodata tra le stanze del museo che raccoglie cimeli risorgimentali e che, con l'ordinata esposizione di manifesti, oggetti, armi ed altro copre anche avvenimenti che si coprono un'intero secolo. Spero che l'impegno di organizzare altri momenti di visita abbia altrettanto successo. Sorprendente l'episodio poi di quei familiari che hanno avuto la prova visiva che il nome del loro avo, Giuseppe Piccinini, fosse elencato nell'Album dei Mille. 

L'Album dei Mille al Museo Luigi Musini di Fidenza

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«Luigi Musini, garibaldino e medico di Fidenza al quale il Museo del Risorgimento fu dedicato, e gli oltre trecento nostri concittadini che parteciparono alle campagne risorgimentali saranno gli altri attori di una storia racchiusa a OF Orsoline Fidenza», ha detto l’assessore alla Cultura, Lina Callegari, che ha poi spiegato come «attraverso aperture straordinarie del Museo del Risorgimento, mostre, laboratori, concerti e occasioni d’incontro si cercherà di riscoprire e raccontare gli avvenimenti che hanno “fatto l’Italia”, per restituire alle scuole e alla coscienza civile una pagina molto importante della storia della nostra città e del nostro Paese. Fidenza possiede una rarità: l’album dei Mille, uno dei pochissimi esemplari esistenti, che contiene le fotografie dei protagonisti della spedizione garibaldina del 1860».

I “Pueri et juvenes cantores” della Cattedrale di Fidenza per i 150 anni dell'unità d'Italia

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Teatro Magnani 16 marzo 2011 
Concerto bandistico e corale dal titolo: “Il Risorgimento e l’Unità d’Italia. Musica e parole” con l'esibizione della banda “Città di Fidenza” e del coro “Pueri et juvenes cantores” della Cattedrale di Fidenza

domenica 13 marzo 2011

Carovana in Kurdistan 2011

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Foto da www.marcocavallini.it
Newroz 2011
Giovedì 17 marzo, per l'ottavo anno consecutivo partirà da Parma Fidenza e Fiorenzuola una delegazione di osservatori con meta il Kurdistan turco, la zona orientale della Turchia popolata da una maggioranza kurda, cui sono negati molti diritti fondamentali. Durante il viaggio che avrà come evento caratteristico la partecipazione al Newroz 2011, il capodanno kurdo festeggiato a cavallo del 21 marzo, documenteremo la nostra esperienza con racconti e immagini in diretta. Nel frattempo c'è l'occasione di leggere articoli e vedere immagini delle precedenti esperienze sulla pagina kurda del sito di Marco Cavallini, dove sono ospitati anche interessanti links per approfondire la questione kurda.

sabato 12 marzo 2011

Duomo di Fidenza: succede anche questo, da anni.

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Non sono certo un'attrazione turistica i cavi esterni che sono alla base dell'abside e ne seguono il contorno partendo da una centralina, sempre esterna, ma alla base della torre campanaria.

venerdì 11 marzo 2011

I 150 anni dell'Unità d'Italia: i primi cent'anni.

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Maria, questo il suo nome, ha attraversato i primi cent'anni dell'Italia unita, per essere precisi le sono mancati solo i due anni iniziali e i due finali. Nessuno la ricorderà come una protagonista, ma l'Italia è  fatta da queste persone. 

Vediamo la storia che ha attraversato Maria. Quando nacque correva l'anno 1863. Erano i tempi di Garibaldi, di Verdi, di Gerolamo Magnani, del garibaldino Musini insomma dell'Italia che usciva dal Risorgimento. Forse vide Garibaldi, di certo non lo amava, per motivi confessionali, così come più tardi per gli stessi motivi non era tenera coi "comunisti" o "camionisti" come, forse con sarcasmo li nominava.  Si sposò ma presto lasciò il marito, non prima tuttavia di aver fatto tre figli e, con questi, i figli, ed "materasso" da Salsomaggiore venne a Borgo. La figlia si maritò "bene" a Borgo San Donnino, ma i figli Cirillo ed Arturo partirono per la Grande Guerra e non ritornarono.  
Il figlio Cirillo Concari
Rimasero solo i due nomi sul monumento ai caduti  nel Parco delle Rimembranze di Borgo San Donnino, oggi Fidenza, e due loculi a Redipuglia. Arturo e Cirillo furono poi in nomi dei due nipoti nati dopo, ma solo uno superò la prova dei primi anni. 
Fidenza: Monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale

 Ma il destino riservava a lei ed agli italiani la prova di un'altra guerra che affrontò insieme alle nipoti (sette), alla figlia ed ai pronipoti. Nel momento più difficile fingendosi a letto moribonda sviò le attenzioni degli odiati, per via dei figli morti in guerra, austriaci (altoatesini probabilmente) che, con i "mongoli", rastrellarono nell'inverno tra il 1944 ed il 1945 il paese presso Vigoleno dove provvisoriamente abitavamo. Qui infatti si era rifugiata con la famiglia, tutta al femminile se non vi fossi stato anch'io. Il binocolo da marina tedesco, frutto di uno scambio con una razione di sigarette, non saltò fuori da sotto la sua camicia da notte e non subimmo le temute conseguenze che non avrei potuto raccontare in prima persona.
Amava il re? Forse si, non era stato il re nel 1925 presente all'inaugurazione del nostro, suo, monumento ai caduti? E poi dopo i suoi ottant'anni di monarchia chi poteva chiederle di essere repubblicana nel 1946?
Passata la guerra visse sino al 1958 senza dimenticare il passato e ripetendo a memoria le pagine dei messali facendo finta di leggere

Maria nel 1938 da un pastello di Ettore Ponzi
Questa non è una storia che può trovar spazio sui libri o nei convegni, è una storia che non ha bisogno di coreografie commemorative ma resta pur sempre una storia che insieme a milioni di altre, si inserisce in quei cento anni che hanno seguito la nascita   dell'Italia unita. I restanti cinquanta sono i nostri anni.