domenica 6 luglio 2014

Gli angeli di Vaio

Il prof Franco Bifani ha dedicato questa poesia alle infermiere del reparto di Urologia di Fidenza che, giustamente, se ne fanno un vanto con queste parole: "Tra i pazienti che abbiamo avuto l'onore di curare, sono presenti anche poeti e scrittori". 
La poesia, come il racconto in prosa che abbiamo pubblicato, risalgono a qualche anno fa quando Franco ebbe la ventura di un imbarazzante ricovero che, come si vede, affrontò con quella lucidità che a volte gli riconosciamo.  
A.P.


Per gli angeli di Vaio

Tre donne intorno al letto mio sono venute,
e seggonsi di lato;
ché dentro han tanto Amore,
lo quale è in segnorìa de la lor vita.


Tanto son belle e di tanta vertute,
che il misero Bifani
dice quel ch'è nel core,
e appena di parlar di loro osa.

Io dico che pensando al lor valore,
Amor sì dolce si fa sentire,
che, se ora mi si passa l'ardire,
farebbero, parlando, innamorar la gente.
Dice di loro Amore: "Cosa mortale
com'esser può così adorna e pura?"

Color di perle han quasi, in forma quale
conviene a gran dama avere, fuor di misura;
elle son quanto di ben può far natura,
al loro esempio la Beltà si misura.

Io voglio davver este donne laudare
e assomigliargli la rosa e lo giglio
più che stelle lucenti splendono e paiono
e ciò ch’è lassù bello a lor comparo,
Lo stesso amor con loro si raffina.

De li occhi lor, come li muovon,
escono spirti d'amore ardenti,
che feriscon li occhi a chi allor li guardi,
e vanno in fin che il core ognun ritrova.

Tanto gentili e tanto care paiono
le mie infermiere, quand'elle mi salutan,
che la mia lingua devien tremando muta
e li occhi non ardiscono guardarle.

Esse sen vanno, sentendosi laudare,
benignamente di candido vestite,
e par sian cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostransi sì cortesi a chi è malato
che dan per li occhi una dolcezza al core,
che intender non la può chi non la prova;
e par che da le lor labbra si mova
uno spirto soave pien d'amore
che va dicendo ai miseri malati: Guarisci!

Dedicato a tutte le infermiere del reparto di Urologìa e in special modo a Marina, dai capelli d'oro, a Teresa, dallo sguardo di velluto blu, a Valentina, dagli occhi carezzevoli, ad Orietta, piccola grande donna dal cuore cortese.
Franco Bifani

1 commento:

  1. Germano Meletti6 luglio 2014 16:38

    Complimenti Frank, bellissima: quando hai scritto questa eri in un momento di "lucidità che, a volte, ti riconsociamo", altre volte invece no. Ciao e complimenti

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi