Tempi magri, occorre risparmiare, ed ecco la "Spegning Review" (bellissimo quanto originale questo motto inglesato da copyright) che farà risparmiare ben 6 euro all'anno a famiglia. La cosa ha un valore che va ben oltre il consistente risparmio, è una inversione di rotta decisiva, un ritorno alle virtù di un tempo. Trascriviamo pertanto integralmente il comunicato del Comune intercalando alcune immagini.
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giovedì 18 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
Vicolo Lazzarino a Fidenza
Si sviluppa su due lati di questa casa il corto Vicolo Lazzarino, non ricordo d'essermi mai inoltrato fino ad ora alla piazzetta o slargo cieco in cui termina.
Non c'è cenno alcuno di questa via né in "Burägh
dü" di Vittorio Chiapponi né in "4 passi per Fidenza" di Temistocle Corradi, il vicolo è solo una corta appendice dell'antivo Borgo della Rocca, oggi Via Dalverme.
A lezione da Claretta: il dialetto di Borgo san Donnino
Il primo incontro dell'evento "Lungo le strade del Dialetto Borghigiano" si è concluso da poche ore lasciando ai numerosi presenti una ottima impressione. L'argomento, come si legge dal titolo, è stato il dialetto borghigiano e Claretta Ferrarini non solo ha interessato il pubblico ma è riuscita coinvolgerlo. Frutto di una conoscenza senza uguali dell'argomento affrontato, potremmo dire vissuto, con passione pari a preparazione.
sabato 13 aprile 2013
Il sito del bicentenario verdiano snobba i luoghi verdiani
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| Giuseppe Verdi in un pastello di Ettore Ponzi |
Torniamo su un argomento già precedentemente portato alla vostra attenzione, vedi bicentenario-verdiano-scippo-della.regione. Da queste note ricevute dal Consigliere provinciale Manfredo Pedroni non sembra che la situazione sia cambiata in meglio, Verdi diventa sempre di più un evento generico regionale, il legame di Verdi e della sua musica dai suoi luoghi, Busseto, Fidenza ed Parma non può essere messo in second'ordine. Non è campanilismo ma storia e tradizione.
venerdì 12 aprile 2013
La “Pietà" scolpita nell'ulivo di Rino Sgavetta
La Pietà di Sgavetta nel commento del critico d’arte Marzio Dall’Acqua:
“Il nodo del dolore si scioglie nell’Eterno”
Nonostante la pioggia, la sera della vigilia delle Palme, in molti si sono riuniti nella chiesa di San Giuseppe per rendere omaggio a Rino Sgavetta che donava la sua “Pietà” intagliata in una radice di ulivo. Il parroco don Felice Castellani ha fatto con la sua tipica gioiosità gli onori di casa (pardon di chiesa). Scusandosi dell’assenza del Vescovo, impegnato fuori Diocesi, ha riferito che Sua Eccellenza ha onorato comunque lo scultore con una visita molto cordiale nella sua casa ed è venuto due volte in chiesa a vedere la sistemazione dell’opera.
mercoledì 10 aprile 2013
Unieco e i cantieri di Fidenza
| Immagine di repertorio |
La procedura avviata l'11 marzo scorso da Unieco per far fronte a problemi di liquidità è stata portata all'attenzione dei soci, ne è uscito il comunicato ufficiale che sotto riportiamo. Poco per sapere quali riflessi ci possiamo attendere sui lavori e le iniziative in corso nella nostra città: torre della stazione, piazzale della stazione, nuovo Solari, area ex-foro boario ed altro.
68^ anniversario del 25 aprile 1945
Un'Italia che naviga a vista, con una classe politica unicamente impegnata alla conservazione di privilegi e quanto mai lontana dai problemi reali dei cittadini, si appresta a celebrare il 25 aprile. In questi giorni destra e sinistra, al di fuori del Parlamento, cercano un accordo per la nomina di un Presidente, quale garante di una continuità in un momento in cui è necessaria la discontinuità. In questo quadro il 25 aprile rischia di risultare anacronistico, così come risulta fuori tempo massimo il richiamo ad una memoria condivisa di quella lunga e dolorosa Guerra Civile.
Fidenza, 25 aprile 1946.
Cerimonia ufficiale, all'indomani della Liberazione, per la posa di sei cippi dedicati ai partigiani durante la resistenza nel territorio del comune.
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martedì 9 aprile 2013
I teli di Palazzo Arzaghi: cosa lasciano intravedere. Ma cosa nascondono?
"Lasciamo che i topi facciano il loro lavoro" così si esprimeva un noto architetto aspettando il completo degrado della struttura per dare il via ad un "intervento conservativo". Da quando il Palazzo Arzaghi è stato sigillato da teloni coprendone le vergogne i topi possono averne fatto di lavoro. Sicuramente umidità ed acqua piovana la loro parte l'hanno comunque fatta. Le foto sono eloquenti, ma a quanto pari a Fidenza si cammina a testa bassa.
Per conoscere palazzo Arzaghi leggi sotto la Relazione Storico Artistica.
LA RELAZIONE STORICO - ARTISTICA
Palazzo Arzaghi , cosiddetto dal nome dell'antica e nobile famiglia fidentina che lo abitò per più di 300 anni - dalla sua fondazione nel sec. XVI fino all'800 - costituisce una delle ultime sopravvivenze di edilizia storico-monumentale della città di Fidenza (come noto, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell'ultima guerra),' e sicuramente uno dei più rari esempi anche in ambito parmense di architettura cinquecentesca, tutt'ora conservato nell'integrità della sua struttura originaria sebbene sia disabitato da molto tempo.
Il palazzo sorge all'inizio di Via Frate Gherardo, nel punto in cui la stretta strada sbocca su Piazza del Duomo e quindi a pochi passi dall'eccezionale monumento romanico-antelamico, e ai sviluppa per tutta la larghezza dell'isolato nel quale è inserito, prospettando con il suo fronte posteriore su Via Romagnosi, ovvero su quella direttrice viaria che oggi corrisponde alla linea degli antichi "terragli", le fortificazioni medioevali di Borgo San Donnino (antica denominazione di Fidenza) costituita da mura e terrapieni, le quali perdurarono fino al 1575, quando i Farnese dotarono la città di un nuovo e più ampio sistema difensivo.
L' impianto plani-volumetrico del Palazzo Arzaqhi riflette i caratteri tipici dell'edilizia civile del sec. XVI. La pianta, compatta, ha forma pressoché quadrata; ad essa, sul fronte posteriore è aggregata una torretta angolare coronata da robuste mensole in cotto, la quale pare costituire la rielaborazione di una più antica torre appartenente alle fortificazioni medioevali. Inoltre, il palazzo si sviluppa su due piani fuori terra, oltre il sottotetto e lo scantinato, il quale occupa tutta l'area dell'edificio e che parrebbe essere stato ricavato scavando nel massiccio basamento delle mura urbane medioevali, a testimonianza anche di un magistero costruttivo tipico dell'epoca rinascimentale.
La facciata principale su Via Frate Gherardo, oggi in mattoni faccia-vista, ma fino a non molto tempo fa intonacata, come mostrano i lacerti di intonaco ancora visibili, si presenta come una sobria quinta continua appena interrotta dalla bucature delle finestre rettangolari, disposte su quattro assi, e dal portone d'ingresso, centinato. Nessuna decorazione particolare, ad eccezione delle due terminazioni a bugnato che "chiudono" da un lato e dall'altro la facciata,e di una cornice che corre sopra i finestrini del sottotetto.
Il fronte posteriore, invece, appare più ricco e articolato, sebbene le originarie caratteristiche architettoniche siano state in parte modificate nelle epoche successive. Nella sua primogenia configurazione, infatti, esso presentava per tutta la sua lunghezza al piano terra un portico ad archi a tutto sesto e coperto con una serie di volte a crociera su pianta pressoché quadrata, e, al primo piano, un loggiato, anch'esso ad archi a pieno centro sorretti da pilastri in mattoni. Sia la loggia che il portico (ad eccezione delle ultime due campate) risultano oggi tamponati con muri, al centro dei quali si aprono semplici finestre o porte, ma di entrambi sono ancora perfettamente leggibili la struttura e gli elementi formali.
Infine, completano la parte posteriore la già citata torre d'angolo, che al suo interno contiene la scala a due rampe del palazzo, e una piccola area verde, oggi incolta ma un tempo certo un grazioso giardino, la quale è separata dalla Via Romagnosi da un alto muro in mattoni interrotto da una cancellata affiancata da pilastrini.
L'interno del palazzo, organizzato distributivamente sull'asse del lungo corridoio che dal portone d'ingresso conduce al portico posteriore, conserva ambienti di grande interesse, ancora sufficientemente integri. Secondo la classica disposizione costruttivo-tipologica dell'edilizia civile dei sec. XVI-XVII, le sale al piano terreno si presentano prevalentemente coperte con le tipiche volte a crociera o a padiglione unghiato dalla forma assai armoniosa, mentre al piano primo si riscontrano sale con soffitti lignei a cassettoni con travi, travetti e assito, la cui tipologia e i cui modi costruttivi si apparentano strettamente ad analoghi esempi in alcuni palazzi di Parma caratterizzati da decorazioni dipinte di grandissimo pregio (Palazzo Tirelli di Borgo San Vitale, Palazzo Borri in Borgo delle Colonne) .
E' da notare che nelle attuali sue condizioni il palazzo non mostra apparati ornamentali visibili; tuttavia, proprio per la sua sostanziale integrità e le caratteristiche formali e tipologiche può fare legittimamente sospettare la presenza di decorazioni dipinte su pareti, volta e soffitti. Ne una conferma il ritrovamento casuale, avvenuto in tempi recenti, di un tondo ad affresco al centro di una volta, forse raffigurante un angelo o un putto, ma ancora di incompleta decifrazione, perché tuttora non pulito né restaurato, già attribuibile, tuttavia, alla cultura tardo-rinascimentale.
Per i suoi caratteri storici e architettonici, dunque, e per la necessità di tutelarne al meglio l'integrità, il Palazzo Arzaghi viene sottoposto alla Legge 1/6/1939. n. 1089.
lunedì 8 aprile 2013
Nell'aprile di settant'anni fa la rivolta del ghetto di Varsavia

Ieri, 7 aprile, in Israele è "Yom HaShoah", il solenne giorno che ricorda l'inizio della eroica resistenza del ghetto di Varsavia (primavera 1943). La proposta originale era di celebrare Yom HaShoah il giorno anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia avvenuta il 19 aprile 1943 – ma ciò costituiva un problema non di poco conto perché sarebbe coinciso con il primo giorno di Pesach (Pasqua). La data è stata così spostata.
| Foto, relativa alla rivolta, un bimbo esce, con un gruppo di ebrei, da una casa, con le mani alzate, minacciato da una SS con mitra puntato su di lui Quella SS fu identificata e condannata a morte, nel 1969. Quanto al bimbo, ben quattro superstiti si riconobbero in lui. Pare che volessero fucilarlo subito,in quanto ritenuto orfano, ma un uomo uscì dal gruppo, dichiarando che era suo figlio. Non si sa che fine abbiano fatto tutti coloro che si riconobbero nel bambino, in quanto nessuno di loro può essere sicuramente e ufficialmente identificato. Jurgen Stroop fu catturato e giustiziato, nel 1952. Rimase nove mesi in cella con Moczarski, partigiano non comunista, inviso, quindi, al regime polacco di allora; ne uscì un libro, "Conversazioni con il boia". Un centinaio di sopravvissuti, emigrati tutti in Israele, nel dopoguerra, nel medesimo kibbutz, scrissero le loro memorie, in quattro volumi, e fondarono un Museo sulla rivolta del ghetto. (nota di F. Bifani) |
venerdì 5 aprile 2013
L'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani risponde a Franco Bifani

L'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani risponde a Franco Bifani con un articolo di Antonio Parisella, la risposta è indiretta, Parisella non aveva probabilmente letto il post di Bifani quando ha redatto l'articolo, ma è sufficientemente esplicito nei due documenti il comune intento di superare l'ignoranza e la retorica che hanno dominato l'approccio all'argomento resistenziale o di guerra civile come dir si voglia.
Il ridimensionamento dell'offerta formativa fidentina
Fidenza, si aggiungono altre voci alla protesta al possibile venir meno dell'indirizzo Geometra al Paciolo-D'Annunzio di Fidenza. La proposta di una “classe articolata” potrebbe risolvere la situazione e garantire l'offerta formativa attualmente assicurata dall'istituto fidentino. In questo senso si stanno orientando le azioni dei sindacati di categoria e parimenti si esprime il Consigliere provinciale Manfredo Pedroni con una interrogazione indirizzata al Presidente della provincia di Parma.
La viabilità ai piedi delle colline cambia e la chiameranno Pedemontana
Sarà più facile per il nostro presidente Provinciale lasciare la Provincia che cambiarie la sua propensione asfaltatoria che ha ormai ricamato i bordi ogni singolo podere della pianura ed ora si sposta sulle prime colline.
Il progetto va sotto il nome di "pedemontana" a significare il suo insistere in quel territorio tra pianura e prime colline attualmente servito da una rete stradale di limitata carreggiata idonea alle esigenze del modesto traffico. Il tratto che ci interessa è ben descritto dall'articolo "Parchi Parma" del 29 maggio 2009 che riferisce proprio del famoso incontro all'ex-macello di Fidenza. L'articolo è riportato integralmente sotto.
Le amministrazioni cambiano, i progetti di spesa restano, è una legge cui non si sfugge anche se le mutate situazioni, non solo politiche ma di economia, lo consiglierebbero.
giovedì 4 aprile 2013
Il progresso: punti di vista
mercoledì 3 aprile 2013
Mostra tematica collettiva di pittura, scultura e fotografia "Cristo, Figlio di Dio"
Questa mattina in vescovado la presentazione dell'iniziativa della Diocesi di Fidenza e patrocinata dal Comune di Fidenza - Assessorato alla Cultura - finalizzata all'allestimento di una mostra collettiva di pittura a carattere tematico intitolata "Cristo, Figlio di Dio": l'immagine di Cristo, il volto, il corpo, la persona come è scritto nel testo evangelico "chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv. 14.9). La mostra si terrà nel prossimo autunno e, precisamente, dal 28 settembre presso la chiesa di San Giorgio a Fidenza.
25 aprile 2013, giornata di che?
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| Balcani, 1942 |
Una lettera che è anche il "mea culpa" di una generazione. Possiamo leggerla anche così la lettera aperta che il prof. Franco Bifani ha inizialmente indirizzato via WEB al Sindaco in vista delle manifestazioni che hanno il loro culmine il 25 aprile. La proponiamo più sotto togliendo, col consenso dell'autore, i riferimenti personali.
giovedì 28 marzo 2013
mercoledì 27 marzo 2013
Al mio più caro Amico
La Crocifissione Bianca di Marc Chagall: "Non ci si lasci ingannare dallo stile naif, intrinsecamente riposante e sinonimo di fuga dalla storia: quella dipinta nel 1938 dal pittore di origine bielorussa e religione ebraica è una delle più scandalose rappresentazioni di Cristo crocifisso che si ricordino. L’ingenuità delle figure, propria di ogni naif, enfatizza il contrasto con la tragicità della narrazione visiva e con la provocazione intellettuale e teologica che il quadro contiene". Leggi di Più.
Preghiera al mio più caro Amico
Stasera, martedì 26 marzo, pensavo alla Pasqua imminente ed al suo principale protagonista, e mi sono sentito come ispirato a scrivere qualche cosa.
Franco Bifani
Franco Bifani
domenica 24 marzo 2013
L'Abbazia di Castione Marchesi
| Visione complessiva dell'Abbazia di Castione Marchesi |
Un articolo di Paolo Panni ci introduce quasi fisicamente nell'Abbazia di Castione Marchesi, il ricco corredo fotografico infatti ci fa vedere angoli nascosti che nel tempo hanno acquisito quella "misteriosità" che tanto piace indagare all'amico Paolo. Non potevo non proporlo su questo blog almeno in parte rinviando per la lettura integrale alla pagina emiliamisteriosa/alla-scoperta-dellabbazia-di-castione.
Le annotazioni storiche del proprietario dell’imponente edificio, dottor Alberto Testa partono dal 1033, cioè da quando "è documentata l’esistenza di un “castrum”, castello di legno e terra, “ubi Castillioni dicitur” ".
sabato 23 marzo 2013
Free bar o free drink: nel nome del denaro tutto è lecito?
Questa lettera (vedi sotto) pubblicata sulla Gazzetta di Parma di giovedì 21 marzo, primo giorno di primavera, è una coraggiosa e necessaria denuncia di una incresciosa situazione che si è venuta a creare nel nostro territorio. L'estensore è Don Stefano Bianchi, responsabile dell'Associazione di Promozione Sociale "Progetto Link" e del Centro Giovani nonché parroco della parrocchia del Duomo in Fidenza.
giovedì 21 marzo 2013
Via Bacchini a Fidenza: rischio segnalato.
Già un anziano, ex assessore, è inciampato, quindi si è provveduto con sollecitudine a segnalare l'incresciosa situazione per la salute dei cittadini. Così si va avanti da mesi, ma se rimuovessimo il chiodo e gli spuntoni di ferro?
Dimenticavo, siamo di fianco al Palazzo Comunale in via Bacchini, questo per spiegare la presenza dell'ex assessore.
Parma, Fidenza e Benedetto Antelami
Un breve articolo pubblicato da Musei Italiani, corredato di un servizio fotografico, ci introduce allo scultore ed architetto Benedetto Antelami cui noi fidentini siamo debitori per quanto ha fatto per il nostro Duomo. Riporto sotto l'articolo biografico-artistico e per le immagini rinvio al sito di origine.
Benedetto Antelami
(1150 ca. – 1230 ca.)
Da: Musei Italiani
Benedetto Antelami (Val d'Intelvi, 1150 circa – 1230 circa) è stato uno scultore e architetto italiano. Attivo prevalentemente a Parma nell'edificazione del battistero, è uno dei pochi artisti di rilievo del XII-XIII secolo dei quali sia giunto a noi il nome.
Poco ci è noto della sua vita. Forse originario della Lombardia, in particolare della Val d'Intelvi (come sembra suggerire il cognome), dove sono documentati alcuni Magistri Antelami (pronuncia Antèlami), fu comunque attivo solo nell'area di Parma dal 1178 a poco dopo il 1200.
La ricostruzione dei suoi dati biografici prende infatti le mosse esclusivamente dalle due iscrizioni datate che l'artista ha lasciato: quella del 1178 sulla Deposizione della cattedrale di Parma (Benedictus Antelami dictus) e quella del 1196 sullo stipite del portale del battistero della stessa città (Benedictus).
Da questi dati e dal confronto critico delle opere parmensi autografe con altre sculture di area padana e francese, gli studiosi hanno provato a ricostruire più o meno credibilmente la sua origine, la formazione artistica e le vicende professionali che lo avrebbero visto operare come scultore e come architetto.
Egli doveva essere a conoscenza, oltre che della scultura e dell'architettura romanica dell'Italia settentrionale, anche degli sviluppi artistici contemporanei di area provenzale. Si crede, infatti, che abbia lavorato come apprendista alla chiesa di Saint-Trophime ad Arles. De Francovich aveva ipotizzato anche altri due viaggi di formazione, uno nell'Île-de-France (dopo il 1191), dove sarebbe venuto in contatto con le novità dell'arte gotica di Chartres, ed un altro dopo il 1218 a Laon.
Gli storici dell'arte sono concordi nel riconoscere come opere dell'Antelami, oltre alle opere parmensi firmate (la Deposizione e la decorazione scultorea del battistero), anche le sculture del duomo di Fidenza, il ciclo dei mesi destinato al duomo di Parma e altre sculture presenti nell'area padana; la maggior parte degli studiosi crede plausibile un intervento di Antelami come caput megister, una specie di architetto, nei due cantieri del battistero parmense e della cattedrale fidentina.
In questo modo gli estremi terminali della sua biografia ricostruita lo vedrebbero morire quasi ottantenne intorno al 1227-30.
Vedi anche: Alla scoperta del Duomo di Fidenza
mercoledì 20 marzo 2013
martedì 19 marzo 2013
La porta o forca occidentale al centro della città
Martedì 19 marzo 2013 ore 8.20, questo è il punto d'ingresso unico ed inviolabile al centro storico, al centro centro, ai negozi del centro, alla zona del Duomo con, appunto, il Duomo.
lunedì 18 marzo 2013
Ristrutturazione urbanistica dell’area Porro-Barabaschi
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| L'area come si presenta attualmente |
I lavori per l’esecuzione della ristrutturazione urbanistica dell’area Porro-Barabaschi-IV Novembre-Ariosto dovrebbero partire mercoledì prossimo.
Gigliati – Azalee: acqua sul fuoco ma la polemica sale di livello.
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| Correva l'anno .............. il progetto prende corpo e volti |
Le immagini e le brevi didascalie, realizzate da abitanti del quartiere, oltre a documentare lo stato di fatto del quartiere documentano anche il disagio di chi ha creduto in questo quartiere.
Altri che pur vivono nel quartiere mi dicono:
sabato 16 marzo 2013
Il Cristo in Croce di Luciano Tinelli
giovedì 14 marzo 2013
Via padre Edoardo Spiessens - frate cappuccino 1914-1999
Scoperta dal sindaco di Fidenza Mario Cantini la targa della via
dedicata al cappuccino padre Edoardo Spiessens
Un folto gruppo di estimatori di padre Edoardo Spiessens ha partecipato sabato scorso allo scoprimento, da parte del sindaco Mario Cantini, della targa della via dedicata al cappuccino fiammingo, durante una cerimonia molto sentita.
martedì 12 marzo 2013
Le ragioni di Unieco: testo integrale
Proposte residenziale, commerciale e direzionale a Fidenza |
Questo il testo integrale della nota a firma del presidente di Unieco, Mauro Casoli:
REGGIO EMILIA, 11 marzo 2013
REGGIO EMILIA, 11 marzo 2013
Manfredo e la trivella: fermiamo le ricerche di idrocarburi in Emilia Romagna
Sull'argomento delle ricerche di idrocarburi in Emilia Romagna, ma anche in altre parti del territorio nazionale, abbiamo dedicato più articoli su questo blog. Nel dicembre 2011 la Giunta Comunale del Comune di Fidenza si era espressa in merito all'istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in un area che comprende parte del Comune di Fidenza, dei comuni del parmense di Salsomaggiore e Busseto, e di altri comuni nel piacentino. Ma il problema permane sia nella nostra zona che in altre zone della provincia.
UNIECO ha presentato richiesta di Concordato Preventivo con riserva
Abbiamo conferma delle difficoltà che il principale partner del nostro comune sta attraversando. Come è noto il ridisegno della nostra città ha visto l'UNIECO in prima fila sia nel proporre soluzioni urbanistiche sia nel realizzarle. Occorre quindi al più presto capire quale impatto abbia questa procedura e quali siano i suoi possibili sviluppi per la nostra città. Preoccupazione è stata espressa dal blog VoceLibera con lettera aperta al Sindaco.
lunedì 11 marzo 2013
Bicentenario Verdiano: scippo della Regione, Fidenza esclusa, Busseto quasi
| Fidenza, il teatro |
La Regione con l’avvallo dell’ Amministrazione
Provinciale, scippa il Bicentenario Verdiano a Parma e alle Terre
Verdiane. A scorrere l'elenco dei teatri nel "sito raccomandato" “ www.giuseppeverdi.it “.
Autoritratti d'artista - Incontro con Simone Ponzi
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venerdì 8 marzo 2013
La Madonna della tenerezza nel coro della cattedrale
Il coro ligneo della cattedrale nasconde affreschi quattrocenteschi da scoprire o difficilmente osservabili come questa poco nota immagine della Madonna col Bambino dipinta in una nicchia in parte nascosta.
Il Santo laico sul portale destro del Duomo di Fidenza
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A tutti insegna la dottrina cristiana nelle case, nei laboratori, in strada. Non in chiesa, però: è un semplice laico, e pure analfabeta.In chiesa prega e basta. |
Può essere una chiave utile per l'inquadramento del nostro Duomo a precisi riferimenti dottrinali questo Santo laico che sovrasta una delle due porte laterali ed è collocato in posizione superiore rispetto al rilievo dell'Arciprete di Borgo san Donnino che è posto al centro del timpano dello stesso portale.
Lui, il santo laico, è Raimondo Zanfogni detto Palmerio od anche, come scolpito, "Raimundinus vilis", leggendo quel vilis nel senso di umile.
giovedì 7 marzo 2013
La demolizione del vecchio ospedale ed il nuovo che avanza
Le demolizioni iniziate qualche giorno fa stanno ormai decisamente interessando uno degli edifici principali dell'ex ospedale di Via Borghesi. Ci vorrà tempo per far piazza pulita di tutto quanto è destinato a sparire, ancor più tempo ci vorrà per dimenticare quello che questo edificio è stato per i fidentini che vi sono nati, ricordi lieti ma anche ricordi tristi come si conviene ad ogni ospedale.
mercoledì 6 marzo 2013
Gli eccidi del 10 e 11 marzo 1945
"Gli automezzi alle 22 circa arrivano a Fidenza, si fermano e ai prigionieri viene dato l'ordine di scendere. Il viaggio notturno non insospettisce i patrioti, quasi tutti piacentini. I prigionieri camminano verso Coduro, due per due in mezzo alla strada, mentre i tedeschi procedono in fila indiana da una parte e dall'altra.
Una squadra del Barabaschi, comandata da Full, si trovava nel campo sportivo di Fidenza, era scesa per ispezionare la via Emilia.
Alcuni partigiani si trovavano sul tetto della biglietteria; Full stava proprio sulla biglietteria verso la Fidenza Vetraria.
I partigiani vedono passare i tedeschi con in mezzo i prigionieri.
Non comprendono affatto che i prigionieri sono condotti alla morte. I partigiani non attaccano ........... "
martedì 5 marzo 2013
Lo stagno senza ninfee
lunedì 4 marzo 2013
La via dell'eretico porta al Duomo
Via Frate Gherardo, a sinistra le case dei terragli a sera, a destra si intravede l'ex convento San Bernardo
Come dice lo stesso nome Gerardo (o Gherardo) da Borgo San Donnino era originario di Borgo San Donnino (l'attuale Fidenza), non è nota la sua data di nascita.
Le principali notizie su di lui, tutte antecedenti al 1254, ci sono pervenute attraverso gli scritti di Salimbene de Adam che ebbe modo di conoscerlo personalmente e ne apprezzò le qualità umane e intellettuali.
Il cronista parmense ci descrive infatti Gerardo come "giovane morigerato, onesto e mite", tanto da mettere in dubbio la sua borghigianità.
venerdì 1 marzo 2013
Fidenza: la lunga, lunga marcia verso la "nuova normalità"
Non è notte, sono le sette di sera del 1° febbraio 2013, ma qualcosa sembra tornare alla normalità dopo che le barriere dei "lavori in corso" hanno liberato la facciata della stazione. Il resto sa tutto di nuovo, compreso il dissuasore all'inizio del passaggio, provvisorio? permanente? valli a capire questi architetti. Fuori dal quadro della foto tutto è buio, surreale, e a destra, tra le torri, non t'azzardi.
Il restauro della 1° cappella di destra del Duomo di Fidenza
Indicata solitamente come "prima cappella di destra" vi troviamo un affresco con la Crocifissione di autore ignoto del secolo XVI. Non viene ritenuta di grande pregio, è comunque un discreto affresco, oggi danneggiato. Tutta la cappella si presenta in deplorevole stato per effetto principalmente da infiltrazioni di umidità. Vi sono parti residue di vecchie colorazioni. In miglior stato il medaglione in alto che raffigura la Madonna Assunta sempre di autore ignoto del XVI secolo.
Ora esistono concrete possibilità di recupero della cappella e di restauro dell'affresco, a questo proposito la Diocesi ha inviato alla stampa un comunicato (vedi sotto) che è anche un appello "affinché con una virtuosa sinergia si possano attuare gli interventi più urgenti di conservazione della Cattedrale e si possa procedere ad un percorso di valorizzazione".
In altra occasione di siamo occupati di sollecitare un intervento per la terza cappella di destra dedicata a Sant'Andrea Avellino di proprietà comunale, a due anni nulla è stato fatto malgrado che questa cappella sia intaccata pesantemente dall'umidità. Unico provvedimento è stato quello di ricoprire con telo la parte inferiore delle pareti con teli. Il dipinto conservato in questa cappella è opera di G.B. Tagliasacchi ed è il dipinto più importante della cattedrale.
La Giunta incontra i cittadini (pochi)
Si fa presto a dire "partecipazione" poi si scopre che il Ridotto del Magnani non si contano che una trentina di persone all'incontro mensile della Giunta con la cittadinanza. Molto meno delle visite ad un qualsiasi blog che tratti gli stessi argomenti aggiungendo del suo. Meno degli anonimi commenti telematici spesso autoreferenziali.
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