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Chiesa di Chiusa dove Don Amos tiene per mano i sei chierichetti quando dice il Padre Nostro |
Ricordo di Don Amos a un anno dalla sua
morte.
Dicembre … è già passato un anno.
Vorrei ricordare
Don Amos e dire che mi è mancato, semplicemente. Credo non solo a
me, visti i tanti fiori continuamente posti davanti alla sua tomba.
Ci ha lasciato il 30 del mese, dopo tante sofferenze che hanno minato
e trasformato il suo corpo già esile, assistito amorevolmente dalla
sorella Roberta e dalla nipote Angela, in casa di Carla.
Mi sono mancate
tanto le sue parole di conforto in alcuni momenti, perché lui sapeva
capirmi, mi leggeva nel profondo e, prevedendo addirittura quello che
gli avrei detto, riusciva a farmi cambiare punto di vista e accettare
la realtà valorizzando le cose positive. Per me è stato un grande
dono e di questo ringrazio il Buon Dio: sapeva accogliermi con
dolcezza, sapeva ascoltarmi, sapeva partecipare alle mie pene, poi mi
diceva che aveva pregato per me, un tempo per le mie mani,
ultimamente anche per i miei occhi. Mi aveva pure consigliato un
esame medico che si è rivelato importante per la mia salute.