lunedì 6 maggio 2019

L'UNITRE chiude l'anno accademico con danza, teatro, coro e ... quant'altro


Domenica 5 maggio nel Teatro Magnani, l’Unitre fidentina ha formalmente chiuso il suo 30° anno accademico con un pomeriggio di festa che ha visto alternarsi sul palco i gruppi di danza e teatro e il coro nel loro "saggio di fine anno".
La parte ufficiale si è inserita nel momento centrale ed il Presidente Guido Vacca ha rivolto un saluto ai presenti, al Sindaco Andrea Massari, all'Assessore Alessia Frangipane ed al Vicario Generale della Diocesi Don Gianemilio Pedroni.



La Dott.sa Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura ed alla Scuola, qui in veste di Direttore dei Corsi come di consueto ha avuto il compito di richiamare quelli che sono  finalità e programmi dell'Unitre che, ricordiamo, si colloca nel panorama culturale fidentino in una posizione di prestigio.
"Una giornata in cui le cose fatte sono restituite ai 50 e più insegnanti per il loro lavoro volontario e gratuito svolto durante l'anno accademico, affinché per tutti la vita sia un continuum tra chi propone e che restituisce", così esordisce Maria Pia Bariggi e in un certo senso ha già detto tutto anche se proseguendo arricchisce il discorso.
Innanzitutto ricorda che quella che era nata come "Università della Terza Età" oggi è 'Università delle Tre Età, a significare che oggi chi ha età superiore ai 18 anni può accedere ai corsi. "No per chi frequenta i nidi, le scuole d'infanzia" accenna scherzosamente Maria Pia!
All'invito rivolto agli ospiti intervengono il Sindaco Massari, "l'Università delle Tre Età è presidio straordinario in questi tempi", e il Vicario Generale Don Pedroni che ha portato il saluto del Vescovo Ovidio. 



Ma è Don Felice Castellani già Parroco nel quartiere Corea, a riservare la sorpresa della giornata. Don Felice entra infatti a pieno titolo nel corpo insegnante e terrà dal prossimo anno un corso di "Storia Popolare della Chiesa".
La seconda parte della ufficialità è riservata alle premiazioni con targhe e diplomi agli insegnanti ai frequentatori più assidui ed ai volontari che si dedicano agli aspetti organizzativi.   
A chiusura della festa il racconto del Maestro Gainotti: una storia in rima dialettale tutta costruita su unica ma ripetuta espressione in lingua italiana "quant'altro" che, estranea al lessico, tutto dialettale, di un certo Callisto, ha innescato una comicissima ricerca di significato, un giallo linguistico insomma. 

Un buon pomeriggio di una giornata piovosa di cui diamo, come di consueto, alcune altre immagini per una ricostruzione visiva.














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