domenica 21 ottobre 2012

Clemente Ruta: la Vergine Maria appare a San Bernardo

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Questa piccola ma preziosa pala d'altare, custodita presso il Museo del Duomo, proviene dal distrutto oratorio di san Bernardo, come testimonia il medico Vincenzo Plateretti, all'inizio dell'800. Egli scrive in proposito: "S. Bernardo, che all'altare maggiore ha due quadri, uno più grande di S. Bernardo cui apparisce la Beata Vergine con il Bambino Gesù ed uno picciolo di S. Benedetto figura di sola faccia: buone opere dell'accreditato pittore Clemente Ruta Parmigiano, che passò poi al serviglio del Re di Napoli".
Fondato intorno alla metà del '300, il complesso conventuale delle monache cistercensi di s. Bernardo si estendeva tra la Cattedrale e s. Pietro, essendo delimitato dalle attuali vie Goito Bormioli e Frate Gherardo.
Alle cistercensi si deve anche quello straordinario capolavoro di ricamo, costituito dalla famosa pianeta istoriata di s. Bernardo, tuttora esistente presso la sagrestia della nostra Cattedrale, alla quale fu donata dalle stesse monache. Con infinita pazienza e probabilmente sulla base di disegni elaborati da un pittore locale, le industriose monache hanno abilmente intrecciato i fili di seta, ora e argento per raffigurare, nel rovescio della pianeta, gli antenati della Vergine, secondo la tradizionale iconografia dell'albero di esse; e nel diritto, come in III ramificato albero genealogico, la famiglia dei cistercensi, che spunta dalla figura coricata di s. Bernardo.
Alla realizzazione del prezioso manufatto iniziato nel 1687 le monache attesero per ben quarantatré anni, apponendo infine sul dorso della pianeta la data: 1730.
In seguito alle soppressioni napoleoniche e al conseguente in incameramento dei beni ecclesiastici e religiosi, l'antico complesso conventuale venne trasformato in laboratorio (vi trovò sede il nucleo originario dell'industria vetraria Bormioli). 
Dell'antica dimora delle cistercensi di Borgo San Donnino sopravvive oggi solo un'ala superstite dell'ex convento, identificabile nel robusto corpo di fabbrica cinquecentesca che si affaccia sul lato sinistro di via Frate Gherardo, un tempo significativamente denominata contrada di s. Bernardo.
La tela, che riflette un diffuso schema devozionale, ha per soggetto l'apparizione della Vergine a s. Bernardo, il grande teologo e mistico, che la Chiesa riconosce con con il titolo di "doctor mellifluus", in ragione della sua particolare devozione, dolce e tenerissima, alla Madonna.
Vediamo pertanto s. Bernardo in atteggiamento adorante ai piedi di Maria seduta sulle nubi con in braccio il Bambino. Il santo regge la corona di spine, mentre variamente distribuiti sulla scena compaiono gli altri simboli della Passione, tra cui appunto la croce, la lancia, il vaso del fiele, la spugna, il martello, la tenaglia, i chiodi e i dadi. Accanto ad essi, posati sul piano, figurano inoltre la mitra, il pastorale e il libro, che sono da ritenersi invece tra gli attributi specifici del santo, in quanto rammentano la sua triplice rinuncia all'investitura vescovile, la sua potestà di abate e la sua profonda dottrina. 
Colpisce inoltre la presenza nelle mani del santo di un fascio di rovi, forse rami di rosa, fiore che - come è noto - è da sempre associato alla Vergine. Esso in questo caso potrebbe richiamare la celebre definizione: Eva spina, Maria rosa; oppure l'allegoria mariana, per cui Bernardo paragona Maria a una rosa bianca per la sua verginità e a una rosa rossa per l'amore. Quanto agli strumenti della passione, va ricordato che tali simboli non sono infrequenti nelle immagini del santo di Chiaravalle, che sul tema del sacrificio della croce ha scritto pagine sublimi affermando "d'averli raccolti in fascio per poter portare sul cuore le sofferenze di Cristo" .
La tela pervenuta alla Cattedrale, ove è rimasta per lungo tempo senza una collocazione definitiva, è stata incautamente attribuita dalle guide locali al parmense Pietro Rubini. Ma è fuori di dubbio, date le evidenti concordanze stilistiche, che l'autore è il parmigiano Clemente Ruta (1685-1767), proprio come sostiene il Plateretti, notoriamente ben informato sulla storia e sulle cose d'arte della sua città. 
Tra le altre opere del Ruta vanno senz'altro segnalate in ambito lo locale l'Immacolata della chiesa parrocchiale di Samboseto. Non va poi dimenticato il legame di amicizia esistente tra il pittore di Parma e un notevole artista fidentino, quasi del tutto sconosciuto in patria: il bravissimo Francesco Aliani (1712-1780) o Liani o Lianos che insieme a Clemente Ruta si trasferì, forse nel 1739, a Napoli come pittore al seguito di Carlo III di Borbone. Ma nella grande città partenopea fu soprattutto il nostro Aliani ad avere notevole fortuna come ritrattista di corte e autore di grandi composizioni sacre.
Opere che ora vediamo - esposte nel Museo Nazionale di Capodimonte e in altre importanti collezioni pubbliche e private, in chiese e palazzi non solo della Campania ma anche nelle residenze reali e nei musei di Madrid e Copenaghen.

Guglielmo Ponzi
(Dal settimanale diocesano  il Risveglio)


Clemente Ruta nasce a Parma nel 1685. Nella sua carriera artistica, collocabile temporalmente nel primo quarto del XVIII secolo, troviamo la maggior parte delle opere prodotte nella provincia natia (Parma). Vanno ricordate però, anche alcune opere, come gli affreschi nell'appartamento di Carolina Bonaparte situate a Portici. Il pittore parmigiano morirà  nel 1767 , all'età di 82 anni.



Il fabbricato dell'ex convento di San Bernardo a Fidenza oggi.




La frazione perduta: Coduro

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La chiesa è dietro al TIR non sul TIR, l'effetto ottico

può trarre in inganno anche i meno sprovveduti.
Le foto successive non lasciano dubbi in proposito.

Era il luogo che precedeva l'ingresso di Borgo San Donnino e poi di Fidenza. Da lì transitavano i parmigiani verso Borgo, lì ponevano i loro accampamenti con propositi punitivi, lì restavano inchiodati quando la resistenza si faceva dura, e così la chiamarono Co' duro in omaggio agli assediati. 

giovedì 18 ottobre 2012

La Rocca di Borgo: un'eredità rifiutata

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Da sinistra:  Carlo Giavarini, Graziano Tonelli,
Ambrogio Ponzi ed il Sindaco Mario Cantini

Nella splendida cornice del Ridotto del Teatro Magnani si è tenuto il convegno, organizzato dall'associazione “le Vie del Sale” e dedicato alla storia ed alla cronaca della nostra “cara vecchia Rocca”. Già mezz'ora prima dell'inizio le poltroncine della sala cominciavano a riempirsi a dimostrare l'interesse dei fidentini per l'argomento in proposito. Oltre al ricco materiale fotografico erano esposti nella sala alcuni disegni, carboncini o cartoni dipinti del pittore Ettore Ponzi che visivamente introducevano l'argomento che letteralmente suonava così “C'era una volta … la rocca di Borgo san Donnino”.

Nominata la Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio

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Con deliberazione numero 168 del 04 Ottobre 2012 la Giunta Comunale ha proceduto al rinnovo della Commissione per la Qualità Architettonica e il Paesaggio per il prossimo triennio.

L'amministrazione comunale aveva pubblicato avviso pubblico il 10 agosto 2012, pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito internet del Comune, invitando tutti coloro che possedendo i titoli e l'esperienze necessarie aspirassero alla nomina a presentare domanda.

mercoledì 17 ottobre 2012

Borgonovo due

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Nella piazza delle stazione lentamente affiora dal nuovo selciato la pianta di Borgo San Donnino, alla fine avremo la Fidenza da calpestare. Nell'attesa, approfittando di una giornata di sole, niente di meglio di una passeggiata, andata e ritorno, nel budello nascosto tra i "Nuovi Terragli" . 

lunedì 15 ottobre 2012

Il nuovo Foro Boario: da elaborazione concettuale a delibera

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E' stata pubblicata all'albo pretorio in questo giorni al delibera del Consiglio Comunale N. 56 del 04/10/2012 avente per oggetto:
PROGRAMMA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA DENOMINATO “NUOVE CENTRALITA’ URBANE: IL NODO STAZIONE COME AMPLIAMENTO DELL’AREA CENTRALE DI FIDENZA”. ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI SULL’AREA DELL’EX FORO BOARIO. AGGIORNAMENTO ACCORDO EX ART. 11 L. 241/90 E S.M.I..APPROVAZIONE ED ADEMPIMENTI CONSEGUENTI.
Con questa delibera viene dato il via all'ambizioso progetto che cambierà la fisionomia di Via Cornini Malpeli ed ingloberà quel che resta di non costruito nell'area del vecchio Foro Boario che, dal dopoguerra, ha subito cambiamenti di destinazione sino a diventare un'area di parcheggio a servizio del centro storico e della stazione ferroviaria.

G. B. Tagliasacchi: nel 1734 il pittore ritrae la nobildonna Lavinia Ferrarini Dodi

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Il settimanale diocesano "Il Risveglio" pubblica questo articolo dove Barbara Latimbri ha ricucito la storia di un dipinto del nostro concittadino G. B. Tagliasacchi. Questo blog aveva pubblicato tempo un articolo formulando, in assenza di dettagli più precisi, alcune ipotesi.
Ora le ricerche di Barbara Latimbri inquadrano in modo esemplare il quadro nel contesto storico della prima metà del settecento. 

Nel 1734 il fidentino Giovanni B. Tagliasacchi 
ritrae Lavinia Ferrarini Dodi

domenica 14 ottobre 2012

Truffe urbanistiche: riassunto puntate precedenti

3 commenti:
Scendono sul piede di guerra i residenti nel nuovo quartiere dei «Gigliati», sorto nell'area della ex fornace, in località Coduro. Gli abitanti della zona lamentano scarsa attenzione e disinteresse da parte delle istituzioni per una parte di Fidenza che definiscono abbandonata».

La nostra Rocca: note (ed immagini) al convegno di ieri

3 commenti:


Si riceve, si pubblica e si ringrazia:

Oggi pomeriggio nel gremitissimo Ridotto del Teatro Magnani, è stata ricordata la nostra Rocca, attraverso la storia, le foto, le planimetrie, i quadri di Ettore Ponzi, i ricordi dell'archeologo fidentino Claudio Saporetti. Un tuffo nel passato, non per mera nostalgia, ma per arricchire la nostra conoscenza ed alimentare la nostra cultura. I relatori sono stati eccellenti ed attendo che Ambrogio Ponzi pubblichi il filmato per ascoltare ciò che potrebbe essermi sfuggito. Credevo di sapere tutto sulla nostra Rocca ed invece mi mancava qualche cosa. È proprio vero che "credevo" è il padre delle oche. Grazie all'Associazione "LE VIE DEL SALE" per avermi dato quest'altra possibilità.
Claretta Ferrarini

sabato 13 ottobre 2012

Pronto soccorso dell'ospedale di Vaio

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Ecco il testo e la risposta di una interpellanza del consigliere Provinciale Amedeo Tosi al fine di sapere a che punto si trova l'iter dell'ampliamento del pronto soccorso dell'ospedale di Vaio oggi in decisa difficoltà in quanto chiamato ad intervenire per utenza molto elevata e crescente.
La risposta ricevuta probabilmente ineccepibile dal punto di vista burocratico non è in grado di assicurare il buon esito dell'operazione. 

Campagna "Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori"

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L'Assemblea legislativa regionale ha approvato una risoluzione, presentata dalla consigliera regionale del gruppo Sel-Verdi Gabriella Meo e sottoscritta da 12 consiglieri di Pd e IdV, con cui la Regione, aderendo alla campagna nazionale “Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori” promossa dal Forum italiano dei Movimenti, per la terra e per il paesaggio nel contempo sollecita tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna a compilare la scheda di censimento del patrimonio edilizio esistente.
La delibera è riportata in calce in questo stesso post.

venerdì 12 ottobre 2012

L'effigie di San Donnino sulle guglie del Duomo di Milano

3 commenti:

Tra le innumerevoli statue che svettano sulle cuspidi del Duomo di Milano è possibile scorgere anche l’effigie di San Donnino.

giovedì 11 ottobre 2012

martedì 9 ottobre 2012

Il Cardinale Dionigi Tettamanzi a Fidenza

3 commenti:


Il solenne pontificale, momento culminante della festa del santo patrono di Fidenza e della Diocesi, San Donnino Martire, è stato presieduto da S. Em.za Rev.ma Card. Dionigi Tettamanzi. Gremito il Duomo di fedeli e religiosi, ma anche di autorità civili della città e della provincia. La Corale san Donnino, come sempre ai massimi livelli, ha dato il suo contributo alla solennità. Sul sagrato della cattedrale il contatto del Cardinale con la gente improntato all'affabilità ed all'immediatezza. Di questo momento conclusivo le immagini che proponiamo.

sabato 6 ottobre 2012

"C'era una volta la Rocca ..." convegno a Fidenza

4 commenti:

Sabato 13 ottobre alle ore 16 presso il Ridotto del teatro Magnani l'Associazione culturale “Le Vie del Sale” organizza un convegno pubblico “c'era una volta … La Rocca di Borgo San Donnino”. Il programma prevede, dopo i saluti dell'Amministrazione comunale e l'introduzione di Benvenuto Uni Presidente dell'associazione la seguente articolazione degli interventi: Carlo Giavarini “La Rocca e il Borgo”, Marzio Dall’Acqua “Appunti sulle fortificazioni di Borgo”, Ambrogio Ponzi “La Rocca nelle immagini del pittore Ettore Ponzi” e, per finire, Claudio Saporetti “Un ricordo della Rocca”.

venerdì 5 ottobre 2012

Foro Boario: la maggioranza approva

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L'immagine leggermente elaborata per evidenziare
al meglio l'utilizzo del nuovo ausilio visivo

In seconda serata il piatto forte del Consiglio Comunale del 4 ottobre. In discussione il punto 7 all'ODG. 
"Programma di riqualificazione urbana denominato “Nuove centralità urbane: il nodo stazione come ampliamento dell’area centrale di Fidenza” Attuazione degli interventi sull’area Foro Boario. Aggiornamento accordo ex. art. 11 L. 241/90 e S.M.I. Approvazione e adempimenti conseguenti. (Relatore Sindaco)."

mercoledì 3 ottobre 2012

martedì 2 ottobre 2012

Nella Collegiata di Pieveottoville: due lavori di Paolo Baratta (1874-1940)

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I lavori di rinnovamento interno dell'antica collegiata di Pieveottoville all'inizio del novecento vedono l'intervento di un altro notevole artista parmense, Paolo Baratta (Noceto 1874-Parma 1940), riconosciuto autore delle due grandi tempere su muro ai lati dell'ingresso principale: l'Annuncio della nascita di Giovanni e la Visita di Maria a santa Elisabetta, che integrano e finalmente completano l'impegnativo ciclo iconografico dedicato al Battista.

Nel primo riquadro, in contro facciata a sinistra, la scena, che chiaramente ricorda l'incontro tra Dante e Beatrice da lui dipinto del 1902 e accolto con grande interesse dalla critica contemporanea e illustrato da Ferdinando Arisi nel 1977, è incentrata sull'immagine sospesa in volo dell'arcangelo Gabriele che, tra bagliori di luce, appare a Zaccaria, intento a celebrare i sacri riti all'altare nel tempio di Gerusalemme. L'episodio, narrato dal Vangelo di San Luca, è colto nella sua essenzialità, caratterizzato dal contrasto tra la figura lunga, elegante e sinuosa del messaggero celeste e la quasi impacciata reazione del vecchio sacerdote, in piedi a destra dell'altare, una sorta di ara a base esagonale, dalla quale salgono nuvole d'incenso, mentre la scritta in basso ripropone le parole dell'angelo: “Uxor tua Elisabhet pariet tibi Filium et vocabis nomen eius Johannem".


Altrettanto accurata e efficace, soprattutto nella resa dei volti e degli atteggiamenti, è la seconda scena che raffigura il commovente incontro, sulla soglia della casa di Zaccaria, tra la giovane Madre di Gesù e la non più giovane cugina Elisabetta (Et unde hoc mihi, ut veniat Mater Domini mei ad me?) che sta per dare alla luce il Battista: anche qui, nel segno liberissimo, si rivela lo stile raffinato di un pittore di figura, che fu anche grande ritrattista e insuperabile autore nella non facile tecnica del pastello.
La datazione dei dipinti, ancora incerta per assenza di precisi riscontri documentali, può tuttavia essere ragionevolmente fissata al 1905, in relazione alle solenni celebrazioni per il giubileo sacerdotale del canonico don Giovanni Fulcini e alla concomitante riapertura del tempio dopo gli ultimi lavori di abbellimento, di cui è incaricato Enrico Terzi, pittore, decoratore e fotografo originario di Parma.
Le tempere di Pieveottoville (purtroppo in non buone condizioni di conservazione) vanno senz'altro collocate tra le opere di maggior impegno realizzate dall'ancora giovane pittore di Noceto, destinato ad affermarsi, come una delle personalità artistiche più interessanti del primo Novecento parmense.
Allievo di Cecrope Barilli al quale subentrò prima nella cattedra di figura e poi nella direzione dell'Accademia di Parma, Baratta diede prova molto presto del suo innato talento artistico: la sua prima opera, a carattere pubblico risale addirittura al 1890, quando egli aveva solo sedici anni. Si tratta di un piccolo dipinto, delle dimensioni di un bozzetto, che risulta esposto il 9 giugno di quello stesso anno alla Società d'Incoraggiamento e quindi assegnato al Comune di Fidenza, dove tuttora si trova presso l'ufficio del sindaco. "Sulla strada del vizio" è il titolo del curioso quadretto, firmato e datato, col quale Baratta coglie un momento spensierato di due ragazzi, quasi suoi coetanei, intenti a giocare a carte seduti a cavalcioni sul davanzale di una finestra aperta sul vicolo (cfr. M.Bonatti Bacchini). Dagli scritti a lui dedicati, tra cui una coinvolgente testimonianza di Giuseppina Allegri Tassoni apparsa su Aurea Parma e la monografia di Ferdinando Arisi del 1977, emerge un tratto biografico molto interessante, che vede l'ormai famoso pittore (rivestì tra l'altro importanti incarichi pubblici e fu amico di famosi personaggi tra cui Gabriele D'Annunzio) scendere apertamente in campo per la difesa del patrimonio storico artistico di Parma, minacciato allora come oggi da speculatori e amministratori poco zelanti. In particolare, si oppose fino all'ultimo per scongiurare l'abbattimento del colonnato neoclassico delle antiche beccherie di piazza della Ghiaia a Parma e di nuovo affrontò una dura polemica per preservare la facciata e le torri della settecentesca chiesa dei Paolotti, che si volevano demolire. Ed è proprio per merito suo che le caratteristiche torri settecentesche, salvate in articulo mortis, svettano ancor oggi orgogliose all'inizio di via D'Azeglio.
Tornando alla Collegiata di Pieveottoville non possiamo certo dimenticare insieme alle eteree figure del Baratta quelle più compatte e voluminose di un altro affermato autore novecentesco, Giuseppe Moroni, artista cremonese che scelse la piccola Pieve come suo paese d'elezione. A lui si devono le decorazioni di alcune cappelle laterali nonché le due pale dipinte nel 1949 per gli altari dedicati a San Carlo Borromeo ed ai Caduti di guerra.

Guglielmo Ponzi (Dal settimanale diocesano il Risveglio 17 settembre 2010)
Foto di Nicola Cremaschini


 
PAOLO BARATTA , pittore
Noceto 14 agosto 1874 - Parma il 9 gennaio 1940.
Baratta nasce a Noceto, in località Ghiare nel 1874. La sua famiglia era borghese, molto religiosa e con ascendenti nobiliari: la nonna era la Marchesa Manara, ed il nonno l’Ingegner Giacomo Baratta.
Verso il 1889, dopo un infanzia felice e a contatto con la spensieratezza del paese e della vita di campagna, la famiglia si trasferì a Parma. “fin da piccolo si seppe che Paolino era disegnatore formidabile, la sua mano tracciava con meravigliosa freschezza e precisione la copia dei modelli, e nel foglio bianco apparivano in breve i contorni esatti. In rispondenza a questa sua naturale tendenza egli si iscrisse all’Istituto delle belle Arti ed ebbe la fortuna di avere come maestro Cecrope Barilli”(A. Barilli – aurea Parma – 1940) .
www.paolobaratta.it


lunedì 1 ottobre 2012

Partono i lavori nelle ex carceri mandamentali di Fidenza

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Mercoledì sera, 26 settembre, in Consiglio Comunale il vicesindaco Stefano Tanzi ha reso noto che il Comune di Fidenza ha contratto un mutuo di 652 mila euro per finanziare il recupero del palazzo San Giovanni, che ospiterà alloggi per anziani. Gli interessi, grazie ad un finanziamento, saranno a carico della Regione. 

Foro Boario e quartiere limitrofo, due aspetti dello stesso problema

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La riqualificazione del Foro Boario è al punto 7 dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per il 4 ottobre alle 21. Dell'argomento si è ormai ampiamente parlato in Consiglio Comunale, sulla stampa ed in questo stesso blog. Il nuovo progetto inserisce elementi nuovi nel quartiere che non erano previsti quando, più di dieci anni fa, si è cominciato a deliberare in proposito. La decisione di destinare parte dei nuove fabbricati a iniziative commerciali ha sollevato critiche ed esternazioni da parte dei commercianti e negozianti del centro.

domenica 30 settembre 2012

Il futuro della diocesi e della città

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Il Vescovo insieme agli attuali canonici della Cattedrale
alla fine dell'incontro di sabato 29 settembre in vescovado.

L'incontro di sabato 29 settembre in vescovado era finalizzato alla presentazione di un lavoro di Daniele Galli, lavoro che si è concretizzato in un libro dal titolo "Il Capitolo della Cattedrale di Borgo San Donnino - Fidenza". Il Capitolo della Cattedrale è la più antica istituzioni di Borgo, la fondazione risale al medioevo in una data compresa tra l'867 e l'872, ci restituisce questa data un bassorilievo della facciata del nostro duomo nel timpano del protiro sinistro dova Papa Adriano II consegna la mitra e il pastorale all'arciprete di Borgo san Donnino. Senza questa indicazione non avremmo mai potuto stabilire questa data. 

sabato 29 settembre 2012

Il PdL perde un pezzo pregiato

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"con molto rammarico, lascio un partito per il quale mi sono speso e impegnato, ma in cui oggi non mi riconosco più". 

Così Stefano Tanzi, assessore e vicesindaco del Comune di Fidenza decide di non sottostare alle intimazioni  contenute nella lettera firmata Buzzi e Moine del Coordinamento provinciale del partito. Stefano Tanzi conferma quindi l'intenzione di continuare la sua collaborazione con l'attuale amministrazione Cantini e chiude un lungo periodo di militanza nel partito che per anni la visto capogruppo consiliare sedendo nei banchi dell'opposizione per poi entrare, vinte le elezioni amministrative del 2009, nella giunta di Mario Cantini. Le sue dimissioni non incidono sugli attuali equilibri politico-amministrativi locali che si sono formati dopo i "tumulti" di agosto, s'inseriscono invece nella lotta interna in atto nel PdL in ambito provinciale.

venerdì 28 settembre 2012

Iscrizione in pietra arenaria dell’Ordine di S. Bernardo de Tolomei

3 commenti:
"Mons Olivetorum" è l’iscrizione in pietra arenaria ritrovata a Fidenza che rimanda all’ordine di S. Bernardo de Tolomei. La presenza dei monaci viene segnalata già nel 1485 quando subentrarono ai benedettini di Castione Marchesi.

giovedì 27 settembre 2012

Amministrazione e Cittadini: appunti sull'incontro di oggi

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Non tanti, non pochi i cittadini oggi al primo appuntamento dell'iniziativa che prevede l'incontro tra giunta e cittadinanza l'ultimo giovedì di ogni mese seguendo il seguente calendario:

giovedì 25 ottobre ore 18.00 
giovedì 29 novembre ore 18. 
giovedì 31 gennaio ore 18.00 
giovedì 28 febbraio ore 18.00 
giovedì  28 marzo   ore 18.00 
giovedì 30 maggio ore 18.00 
giovedì   27 giugno ore 18.00

Fidenza è "senza famiglia"

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In questo post diamo spazio al messaggio ricevuto e pubblicato da Nave Corsara. Non sono necessari commenti, una cosa è più che evidente: Fidenza è senza Famiglia. Niente di romantico, niente di educativo per la gioventù, nessun Hector Malot che possa trovavi uno spunto interessante in questa storia in cui si continua a parlare di Famiglia, aggiungendo eventualmente un "pro-tempore". 

mercoledì 26 settembre 2012

Istituto Solari e il podere: i dubbi del consigliere provinciale.

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L'ingresso al podere sperimentale



Il Consigliere Provinciale Manfredo Pedroni ha presentato una interrogazione con richiesta di risposta scritta ed esame in aula consiliare riguardo al “PODERE CHE OSPITA LE ESERCITAZIONI AZIENDALI DELL’ISTITUTO SOLARI DI FIDENZA”. L'interrogazione, che più sotto riportiamo integralmente, era stata preannunciata lunedì scorso in occasione della conferenza stampa che il PdL fidentino ha tenuto nell'area destinata ad ospitare in nuovo Solari. Vedi il nostro post Conferenza stampa del PdL.

venerdì 21 settembre 2012

Vecchio ospedale addio

2 commenti:
La colonia felina che si era stabilizzata all’interno degli immobili in
disuso sarà trasferita in un’area appositamente attrezzata.
L'intervento nell'area del vecchio ospedale prevede la costruzione di condomini residenziali ed esclude, contrariamente a quanto si era inizialmente pensato, la realizzazione di strutture commerciali. Nel panorama edilizio fidentino si tratta di una realizzazione che rafforza la tendenza in atto di privilegiare le costruzioni nel centro invertendo la tendenza di costruire in aree attorno alla città che è prevalsa negli ultimi venti anni. Questo avviene per effetto di una logica di mercato che vede periodi di espulsione dei cittadini verso "accoglienti" periferie seguiti da periodi in cui prevale la ripresa costruttiva in centro o primissima periferia il cui "valore" è nel frattempo lievitato. Anche le torri della stazione possono rientrare in questa logica, ma in questo caso l'errore è stato nella tipologia di costruzione adottata non adatta alla domanda locale.   

I sessanta anni di Sacerdozio di Don Lino Cassi

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Ricorre oggi il sessantesimo anno dall'ordinazione di Lino Cassi sacerdote della Diocesi di Fidenza dove ha ricoperto per lunghi anni l'incarico di parroco, finché la malattia glielo ha consentito. Vive oggi a Fidenza presso il Seminario Vescovile. Di lui diamo un breve profilo biografico.

mercoledì 19 settembre 2012

Il via ai lavori nel vecchio ospedale

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"Prendono il via gli interventi di demolizione di tutti i fabbricati esistenti del complesso dell’ex ospedale di via Borghesi, ad eccezione dell’ala storica dell’ex Collegio dell’Angelo, che sarà oggetto di restauro, quale prima fase del più complessivo programma di riqualificazione dell’area.
Venerdì 21 settembre alle ore 16.00 nel cantiere (con accesso da viale I Maggio), il sindaco Mario Cantini e il presidente di Pacchiosi Drill Spa, Doriano Pacchiosi, illustreranno alla città le varie fasi degli interventi di demolizione, che segnano l’avvio dei lavori per la trasformazione di una zona oggi in disuso e di scarso decoro in un’area riqualificata e attrattiva."
http://www.ilmattinodiparma.it/?p=19499

Poco è rimasto di antico nell'area del vecchio ospedale che attende il braccio meccanico del demolitore. L'intervento già preannunciato più volte sembra ormai imminente.
Il  complesso originario sorse alla fine dell'ottocento come Collegio dell'Angelo per iniziativa delle madri Orsoline e fu via via affogato da aggiunte, sopraelevazioni e modifiche, nel 1920, vi fu trasferito l'ospedale civile che vi rimase per più di ottant'anni. 

Il progetto che resta un progetto: l'area di Via Porro

2 commenti:
Anno 1947: in meno di due e le Case Nuove sono realtà
Se mai qualcuno dell'A.C.E.R. ci leggesse, vorrei ricordare loro ciò che mi ha promesso pubblicamente il Sign. Rainieri, quando ho presentato la "Festa dei Vicini" 2008 in Piazza Garibaldi. Sarebbe troppo lungo riportare qui ciò che ho detto in quell'occasione alla Città, all'Ente e ai politici di freschissima elezione, lì convenuti, ma mi riservo di farglielo presente il più presto possibile. Credo non esista alcuna registrazione, però ricordo perfettamente le mie parole e le loro in risposta.

Claretta Ferrarini

Soragna, il Sindaco torna detective

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domenica 16 settembre 2012

Mostri normali: presentazione a Soragna

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"Si parla di delitti irrisolti ed anche del perché, di giornalismo e di pratica investigativa. Tutto questo a Soragna (PR) nella piazzetta Riccio da Parma dove Salvatore Iaconi Farina, ex comandante della Stazione carabinieri di Soragna ed ora Sindaco della stessa città, presenta, insieme al giornalista Paolo Amadasi della Gazzetta di Parma, il libro "Mostri normali" di Luca Ponzi, giornalista RAI. 

Il filmato raccoglie alcuni momenti significativi dell'evento. La ricchezza dei contenuti della discussione è quasi un libro dentro al libro, che molti del pubblico avevano già letto. L'autore, Luca Ponzi, è "uno di casa", fidentino sì, ma i suoi primi giorni li ha vissuti a Soragna, paese della madre. Ed i primi giorni si sa, sono i più importanti."

Da fidenza-luoghi.blogspot


Il libro
Da destra: Luca Ponzi, Salvatore Iasoni Farina e Paolo Amadasi






sabato 15 settembre 2012

Itinerari, segni e memoria dell'Europa del pellegrinaggio

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Nella Chiesa di San Giorgio a Fidenza è inaugurata la mostra fotografica "Roma-Santiago Santiago-Roma" curata da Paolo Caucci von Saucken che dirige il  Centro Italiano di Studi Compostellani (Perugia). 

La presentazione della nuova via dedicata a Padre Edoardo Spiessens

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Bene si entra, meglio si esce, meno si resta. Forse, alla fine di tutto, questo sarà il destino di Fidenza e del  suo Centro Storico, ma non è detto sia proprio così. In ogni caso quest'opera era necessaria per permettere l'utilizzo svincolo intermedio della tangenziale nord.

giovedì 13 settembre 2012

L'ingresso di Fidenza si rinnova

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Una parte dell'area interessata ripresa all'inizio dei lavori

Tra le cose "da fare" da anni si attendeva il completamento dello svincolo intermedio della tangenziale nord di Fidenza. Ora questo è stato realizzato, come ci dice l'annuncio che sotto pubblichiamo. 

sabato 8 settembre 2012

8 settembre 1943: la resa dell'Italia

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PART ONE

SURRENDER OF ITALY 

SEPTEMBER 3, 1943


SURRENDER OF ITALY
Instrument of Armistice and surrender of the Italian Forces to the Commander-in-Chief of the Allied Forces, Gen. Dwight D. Eisenhower. [1]Sicily, September 3, 1943. [2]
The following conditions of an Armistice are presented by General DWIGHT D. EISENHOWER, Commander-in-Chief of the Allied Forces, acting by authority of the Governments of the United States and Great Britain and in the interest of the United Nations, and are accepted by Marshal PIETRO BADOGLIO, Head of the Italian Government:
1. Immediate cessation of all hostile activity by the Italian armed forces.
2. Italy will use its best endeavors to deny, to the Germans, facilities that might be used against the United Nations.
3. All prisoners or internees of the United Nations to be immediately turned over to the Allied Commander-in-Chief, and none of these may now or at any time evacuated to Germany.
4. Immediate transfer of the Italian Fleet and Italian aircraft to such points as may be designated

Il Fascismo nella Rete

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STORIA: IL FASCISMO NELLA RETE: IMMAGINI, SUONI E …
è un lavoro del Prof. Francesco Paolo Nardella che costituirà la traccia di un corso di studio dell'anno accademico 2012-2013 della  
UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ - UNITRE
di Fidenza

giovedì 6 settembre 2012

Ritrovato il portale settecentesco del Collegio delle Orsoline

1 commento:


Il portale è stato ritrovato in una stanza, normalmente chiusa, del corridoio del primo piano del Palazzo dei Gesuiti nel pomeriggio del 5 settembre 2012. 

mercoledì 5 settembre 2012

L'architettura è ........, andiamo a San Michele per saperlo

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La ex chiesa di San Michele è transennata, ma a quanto pare è in buone mani. La ditta incaricata si presenta con questi biglietti da visita.

lunedì 3 settembre 2012

Il Duomo ed il verde

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Malgrado tutto il parlare di "cementificazione" il verde da parte sua non desiste e spunta la dove meno vorresti. E' un'erba grassa che da tempo non vedevo, per la verità negli anni quaranta, quando abitavo "provvisorio" lì vicino, quest'erba ricopriva tutto il triangolo davanti all'attuale canonica che ancora non c'era. 

Il Ponte Romano di Fidenza? per quanto ancora?

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Cronaca di un delitto in una città alla deriva.
Acqua sotto il ponte nei secoli ne è passata, ma ora è diverso, l'acqua passa sopra. Non è stato facile, ma grazie all'incuria e alla retorica dei discorsi ci siamo riusciti. E' bastata un po' di pioggia, nemmeno tanta, e si è ripetuto il consueto miracolo: l'acqua si riversa sulle pietre del ponte, poi lentamente s'infiltra e lascia uno strato di fango. Il filmato rende anche il suono, le foto il resto. 

Luca Casana pittore di Borgo San Donnino ed allievo di G.B Tagliasacchi

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La Santissima Trinità, olio su tela, Compiano, chiesa di San Giovanni
Pittore fidentino ancora poco conosciuto, Luca Casana, nato a Borgo San Donnino il 6 gennaio 1706, appartiene, insieme a Girolamo Bertani alla cerchia ristretta degli allievi e collaboratori dell'assai più famoso Giovanni Battista Tagliasacchi (1696-1737). La sua vicenda artistica, in passato confusa con quella del figlio Grisante (1738-1783), è ancora poco nota e solo in parte documentabile attraverso le fonti francescane, in particolare il Registro del Convento dei Cappuccini di Borgo san Donnino, che lo ricorda come autore di due ovali: il Beato Serafino da Montegranaro del 1724 e il Beato Giuseppe da Leonessa eseguito nel 1737.

Quest'ultima tela merita davvero una speciale attenzione, poiché, come osserva Aldo Bergamaschi (1969), si deve considerare che lo stesso Tagliasacchi vi ha posto le mani poco prima della sua prematura scomparsa avvenuta il 3 dicembre dello stesso anno. La sua impronta è facilmente riconoscibile negli accorti passaggi chiaroscurali e nella fattura accurata e un po' manierata e nel convinto realismo con cui è risolto il brano di natura morta, costituito dal crocifisso ligneo e dal giglio fiorito, attributi ricorrenti dell'iconografia del santo reatino, beatificato nel 1737.
Al 1739 risale invece questa tela raffigurante la Santissima Trinità, la cui esistenza è segnalata presso la sagrestia della chiesa di San Giovanni Battista di Compiano dalle guide e dalla scheda d'inventario della Soprintendenza di Parma. E'questa l'unica opera autografa di Luca Casana: firma e data sono infatti ben leggibili nel cartiglio in basso a destra, insieme alla dedica a un ignoto personaggio forse di origine tedesca.
La composizione, che ricorda la Ss. Trinità dipinta dal Guercino per la chiesa romana di S.Maria della Vittoria, si caratterizza per le acconciature ricercate dei personaggi e soprattutto l'inconfondibile movimento dei panneggi sfaccettati, desunti chiaramente dal Tagliasacchi. L'Eterno Padre, presentato nelle sembianze di un anziano con la barba fluente e l'abbondante chioma morbidamente ripiegata sulle tempie secondo la moda aristocratica del tempo, sembra appoggiarsi al globo, simbolo del suo potere universale; egli regge lo scettro e ha il volto racchiuso dall'aureola triangolare e, come a voler richiamare le parole pronuciate da Gesù davanti al sinedrio, indica con un ampio gesto della mano destra il Figlio, dai lunghi capelli biondi e inanellati, che regge la Croce e mostra col petto scoperto i segni della Passione: "D'ora innanzi vedrete il Figlio dell 'uomo seduto alla destra di Dio" (Mt 26,64).
Ma se spostiamo la nostra attenzione sul piano prettamente stilistico, questo singolare dipinto offre altri spunti interessanti. Esso mostra infatti strette analogie formali con la piccola tela dell 'Addolorata conservata nella sagrestia capitolare della chiesa ex agostiniana di San Pietro Apostolo ed anche con la più complessa pala d'altare della chiesa di Chiusa Ferranda, dedicata a San Giovanni Evangelista, San Luigi IX e San Giuseppe.
La quasi inedita tela di Compiano può essere inoltre accostata a una gradevolissima immagine della Maddalena penitente, di proprietà della parrocchia di Santa Maria Annunziata di Fidenza, pubblicata nel 1990 nella guida di don Adriano Gervasoni.
Il dipinto, che privilegia le tonalità calde e dorate dei marroni e dei gialli, è attribuito al Tagliasacchi ma molto probabilmente appartiene allo stesso Luca Casana, come lascerebbero intendere il serrato intreccio delle mani oranti e l'intensa e convincente rappresentazione realistica del teschio e del crocifisso, su cui la santa dai lunghi capelli biondi si china piangendo. Lo stesso modo di trattare le mani e il teschio della penitenza lo ritroviamo nel ritratto di Padre Antonio da Modena (1578-16481)custodito presso il Convento dei Cappuccini di Reggio Emilia e reso noto come opera di Luca Casana da Andrea Maggioli in "I Cappuccini in Emilia Romagna" (2002, p.27). Per questo ritratto, del tutto sconosciuto alle fonti locali, il pittore fidentino si è rifatto all'originale seicentesco, oggi conservato presso le collezioni del Museo dei Cappuccini di Reggio: ma con alcune interessanti novità, come il guizzo argenteo che rallegra la barba del frate modenese (fu Ministro Generale dell'Ordinne) con una luce del tullo simile a quella che appare sul volto del Padre Eterno della Trinità di Compiano e nei due noti ritratti dei Capuccini di Fidenza.

Guglielmo Ponzi
Articolo pubblicato sul settimanale diocesano di Fidenza il 25 febbraio 2011